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“Hic et nunc” ed eutanasia

Ho il non troppo vago sospetto che sull’eutanasia tutto ciò che conta davvero sia stato detto lapidariamente da Agostino (“dilige et quod vis fac”: ama e fa ciò che vuoi) e da Pascal (“la vrai morale se moque de la morale”: la vera morale si fa beffe della morale). Da queste due celebri massime, scaturite entrambe dalla consapevolezza dello scacco a cui è votato ogni tentativo di formulare una legge morale assoluta, si deduce infatti che nell’ora delle scelte decisive, e dunque anche in quei terribili momenti in cui potremmo dover decidere se assecondare o no la volontà di morire di un altro essere umano, saremo sempre assolutamente soli con noi stessi – e con quell’insopprimibile Altro che nessuno sa bene se risieda solo fuori o solo dentro di noi. Se mai dunque dovesse accaderci di trovarci accanto a una persona cara che ci supplica di aiutarla a spegnersi, non potremmo né dovremmo fare altro che quel che il cuore ci imporrà di fare. Disporre di questa libertà non è certo un privilegio rassicurante, ma è consolante sapere che due cristianissimi giganti del pensiero occidentale ci autorizzano a servircene infischiandoci sia della legge che della morale.

Ruggero Guarini [Il Foglio]

Ovvero: quando contano solo le circostanze contingenti, alla larga dalle facili generalizzazioni coperte da tragiche coperture giuridiche. Alla faccia di chi vuole semplificare, banalizzare, generalizzare, standardizzare persino il mistero della morte, ovvero anche quello della vita.

Altro che Marta Flavi

La deforestazione e lo sfruttamento intensivo del territorio per piantagioni di palma da olio stanno erodendo rapidamente l’habitat naturale degli orang-utan dell’isola del Borneo, in Malaysia. E così, per favorire lo sviluppo della popolazione di primati, si è pensato di allestire un progetto che faciliti l’incontro virtuale tra gli esemplari locali e quelli del parco di Apenheul, nella cittadina olandese di Apeldoorn. L’agenzia matrimoniale via web prevede una conoscenza preliminare tramite schermo del computer e webcam con possibilità di scambio reciproco di cibo, a distanza, con la semplice pressione di un tasto. L’idea deriverebbe da un precedente esperimento in cui alle scimmie era consentito comunicare da due locali separati guardandosi tra loro in uno specchio. Nonostante le difficoltà del trasporto, secondo la portavoce del parco l’accoppiamento effettivo tra i "fidanzati" virtuali non può essere escluso del tutto come risultato dell’iniziativa, che comunque è volta innanzi tutto ad informare sul dramma di questa specie aumentando la consapevolezza nell’opinione pubblica. [ AP ]

Dalla parte degli animali, senza frontiere

La guerra attualmente in corso in Medio Oriente tra Hezbollah ed Israele, con i pesanti attacchi missilistici portati sul  territorio degli stati ebraico e libanese, pone come sempre in questi casi anche un problema umanitario che riguarda non solo le troppe vittime soprattutto civili coinvolte nelle carneficine in corso, ma anche la necessità di un sostegno alle popolazioni locali e dell’evacuazione dei cittadini di altre nazionalità, per lo più francesi, statunitensi, britannici e canadesi (gli Italiani sono stati tra i primi a partire), presenti soprattutto in Libano. Molti di questi hanno animali domestici al seguito, non ugualmente tutelati.

Mentre il governo francese avrebbe infatti provveduto a garantire anche il loro rientro, le legislazioni degli altri stati prevedono in tali casi protocolli di soccorso mirati alla salvaguardia esclusiva della persona che causano di fatto l’abbandono in loco degli eventuali animali domestici presenti al seguito, con altrettanti drammi personali che prevedibilmente si aggiungono alla tragedia della situazione generale di morte, distruzione e instabilità. I più deboli, cioè in questo caso gli animali, hanno ovviamente la peggio. Come avvenuto anche la scorsa estate l’indomani dell’uragano Katrina nei territori della Louisiana, non mancano in simili situazioni i casi di individui giustamente indifferenti ai divieti e disposti a condividere con il loro cane o gatto un assurdo destino di abbandono e quindi di morte per fame o stenti nei luoghi colpiti dal disastro. Numerose sono le organizzazioni animaliste che nel mondo si sono mobilitate per fronteggiare questa situazione. Grazie soprattutto all’impegno di HSUS, negli Stati Uniti è attualmente in discussione al Senato, dopo l’approvazione alla Camera dei Rappresentanti, il PETS Act (Pets Evacuation and Transportation Standards Act), che mira appunto alla apparentemente ovvia estensione del soccorso immediato anche agli animali di pertinenza delle persone colpite da eventi calamitosi.
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Fußblog 2006

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