Articoli con tag 'wordpress'

Dietro WordPress

Grazie infinite a Pablo per la personalizzazione del suo Postalicious offertami via mail con pazienza da vecchio medico condotto. E’ la conferma che dietro il meraviglioso meccanismo collaborativo che goverma lo sviluppo di plugin per una piattaforma aperta come WordPress, la differenza sta sempre nelle singole persone. [ Technorati Tags: ]

Non guardarmi: non ti seguo

Ancora a proposito di "meme" e dell’uso puramente strumentale della rete attuale, ovvero di quello promozionale delle tecniche di SEO, come giustamente osserva Stefano Gorgoni vanno fatte alcune distinzioni. Una cosa è la circolazione delle idee stimolata da una sorta di invito alla discussione tramite il collegamento ipertestuale e reciproco tra siti diversi. Ben venga finché questo rimane un meccanismo utile alla divulgazione di contenuti apprezzabili anziché di rantoli di vuoto mentale pneumatico cui si voglia dare una parvenza di presentabilità nell’inseguire un’ansia mal riposta di aggiornamento fine a se stesso del proprio sito. Ma come già rilevato, trovo ben diversamente che l’aspetto più fastidioso della comunicazione tramite blog sia rappresentato attualmente dai cosiddetti contest, ovvero l’offerta di beni e prodotti commerciali ottenibili in cambio del solito inserimento di un collegamento all’interno di un post verso il sito dell’offerente. La cassa di bottiglie piuttosto che il paio di scarpe alla moda (magari rigorosamente fake) in cambio di un obolo travestito da link disinteressato, anche se spesso dichiarato. Il che mi sembra non si differenzi affatto dalle caterve di spamming più brutale che vediamo calare quotidianamente sui nostri blog, salvo nel fatto di fare leva sull’appeal del prodotto commerciale in questione in termini disimpegnati e spesso esteticamente accattivanti, perché tendono a confondersi con la massa e il tenore delle informazioni circolanti, cavalcando uno stile comunicativo solo apparentemente coniugato secondo i più candidi intenti filantropici.
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E io meme frego

Come intuibile e per usare un sontuoso eufemismo, non vado matto per i cosiddetti meme, perverso strumento di marketing unicamente funzionale (come tutti gli strumenti di marketing) alla promozione e al miglioramento di aspetti esclusivamente quantitativi, normalmente a scapito della qualità dei contenuti. Nel caso specifico, riguardando le reciproche posizioni in classifica dei blogger coinvolti nella sordida operazione (auto)promozionale che si vorrebbe nobilitare come branca della squallida pratica nota con l’acronimo di S.E.O. E’ dunque soltanto per educazione che raccolgo, ricambiando volentieri il link, l’invito di Spiff a indicare le mie applicazioni Web 2.0 preferite (che è sempre un parolone), rilanciando il meccanismo infernale. Ecco le mie preferenze. Continua a leggere ‘E io meme frego’

WordStress 2.1

WordPress, la piattaforma su cui è basato questo sito, è un software straordinario e affascinante, che permette di realizzare con pochi sforzi non solo blog ma interi siti veri e propri, sebbene la distinzione sia ormai sempre più evanescente. E’ uscita oggi la versione in italiano della nuova release 2.1, che introduce innovazioni considerevoli in sede di gestione, editing, privacy, usabilità e altro. Il salto dal concetto di piattaforma-blogging a quello più ampio di content management system pare definitivo e consolidato. Ma il test della nuova versione avviene a livello internazionale, come sempre, a spese degli utenti. Nel senso che la pagina del sito principale dedicata alla compatibilità con i diversi temi (ossia, per i non WP-isti, le "famiglie" di modelli estetici e logici relativi all’organizzazione del sito) è ancora vuota. C’è da immaginare che sia superfluo chiedere chi debba riempirla. Ma la famiglia di WP è così incredibile che, è sicuro, sarà questione di ore.

Spamvedi: della sottile linea di confine tra commento indesiderato e non

The Good Old DaysIl fido Akismet ha i suoi limiti, così può capitare a qualunque utente WordPress di ritrovarsi di tanto in tanto a dover classificare manualmente come indesiderati, prima della pubblicazione, un certo numero di commenti-spam che riescono a eludere i pur vigili filtri posti dal solerte plugin alla bisogna. Tra quelli in lingua inglese - la maggioranza - di cui questo blog è stato recentemente vittima innocente (per la verità pochi, diciamo nell’ordine di un paio una dozzina al giorno, al massimo), si registra una nuova tipologia, originale e perversa: quella con barzelletta allegata al link fraudolento. Il che solleva un tema quasi serio: qual è il confine tra spam e non spam? Distinzione probabilmente destinata a diventare sempre più labile e meno facilmente gestibile tramite software. In fin dei conti, l’interesse sollevato da alcuni commenti (presenti ovviamente esclusi) può far impallidire gli spammer più incalliti…