Articoli con tag 'wikipedia'

Epistassi

La mamma dei cretini.
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E io meme frego

Come intuibile e per usare un sontuoso eufemismo, non vado matto per i cosiddetti meme, perverso strumento di marketing unicamente funzionale (come tutti gli strumenti di marketing) alla promozione e al miglioramento di aspetti esclusivamente quantitativi, normalmente a scapito della qualità dei contenuti. Nel caso specifico, riguardando le reciproche posizioni in classifica dei blogger coinvolti nella sordida operazione (auto)promozionale che si vorrebbe nobilitare come branca della squallida pratica nota con l’acronimo di S.E.O. E’ dunque soltanto per educazione che raccolgo, ricambiando volentieri il link, l’invito di Spiff a indicare le mie applicazioni Web 2.0 preferite (che è sempre un parolone), rilanciando il meccanismo infernale. Ecco le mie preferenze. Continua a leggere ‘E io meme frego’

Wikipedibus calcantibus

Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, scoraggia gli studenti dal fare affidamento a scopo di ricerca sulla famosa enciclopedia multilingue on line compilata su base volontaria. Intervenuto ad una conferenza dal titolo "The hyperlinked society", ha dichiarato di ricevere una decina di email di protesta al giorno da parte di studenti di college insoddisfatti per un brutto voto rimediato a causa di inesattezze riportate dal sito. Niente di sorprendente, in un’epoca ed un ambiente in cui la condivisione dell’informazione è istantanea, la conoscenza si confonde con la notizia e si perde sempre più di vista la capacità di rielaborarla a favore del miraggio dello scoop, così come di attingere a fonti di prima mano. Wikipedia è un sito web spesso insostituibile per una rapida consultazione, e come tale solo una delle tante fonti a disposizione di chi (ri)cerca informazioni seriamente. E il web è solo un mezzo di comunicazione e di informazione, ma da molti è sempre più considerato come la quintessenza del sapere in quanto trionfo delle possibilità di trasmetterlo, non solo in ambito scolastico e spesso in nome di un neo-socialismo di protesta contro il sapere tradizionalmente inteso, come se i costi di collegamento ad Internet fossero un pettegolezzo o almeno più a buon mercato di un salto in biblioteca o in libreria. Che tristezza.