Articoli con tag 'video'

I torrent video del Crossroads Guitar Festival 2007

Grazie al tracker HungerCity e alle migliaia di utenti che lo animano, per tutti gli appassionati di rock, blues e chitarre è ora disponibile l’elenco completo dei link ai file bittorrent che consentono il download dei video delle esibizioni degli artisti che hanno partecipato alla seconda edizione del Crossroads Guitar Festival, tenutosi durante lo scorso luglio a Bridgeview, nei dintorni di Chicago, e organizzato dal chitarrista Eric Clapton. Praticamente tutti i torrent relativi al materiale audio-video sono ancora attivi, quindi è meglio affrettarsi… Per tutti i dettagli tecnici di base si rimanda alla sezione Claptonboots di "Quid Tum?", per quelli inerenti le registrazioni alle specifiche tecniche accessibili tramite i link indicati. Ecco la lista. Enjoy! [ Si precisa che il materiale segnalato non è fisicamente ospitato sul server di questo sito né risulta al momento ufficialmente pubblicato o in commercio ] Continua a leggere ‘I torrent video del Crossroads Guitar Festival 2007′

Il badge del mujaheddin

Loro, invece, due cittadini londinesi e uno del Kent, nordafricani di cui uno munito di regolare permesso di soggiorno in Gran Bretagna, si divertivano a montare materiale filmato per metterlo a disposizione degli aspiranti "martiri" intenzionati a colpire obiettivi non musulmani, mediante una rete in continua espansione di siti web appositamente allestiti per la propaganda della Jihad. Nei video non mancava niente: scene di decapitazione, istruzioni per la preparazione di ordigni esplosivi e manuali del perfetto terrorista, tradotti per l’occorrenza anche in inglese. Il gruppo era in contatto con un cittadino svedese di etnia slava e residente in Bosnia, arrestato per il possesso di materiale esplosivo assortito e altri video tecnico-propagandistici per la formazione delle nuove leve terroristiche. I 4 svolgevano conversazioni on line criptate. Tema recente: la preparazione di un simpatico badge del mujaheddin commissionato da Al Qaeda per prepararsi al 6° anniversario dell’11 settembre. Festeggiando insieme.
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My friend Sasha, reloaded

Grazie ai potenti mezzi della rete e dopo l’anticipazione della prima parte della lunga intervista-inchiesta "My friend Sasha" di Andrei Nekrasov, trasmessa in anteprima da BBC Two nel gennaio 2007, QT è finalmente in grado di offrire una traduzione integrale dei testi delle interviste ad Alexander Litvinenko e agli altri personaggi coinvolti a vario titolo nella tragica vicenda della sua morte avvenuta nel novembre 2006 per avvelenamento radioattivo con il micidiale Polonio 210.

Dopo aver ripercorso gli ultimi tre anni della vita di Sasha rievocando gli abusi e le violenze dei servizi segreti russi, alla morte del coraggioso ex-agente dell’F.S.B. (già K.G.B.), Nekrasov si ritrovò tra le mani un documento straordinario che, grazie ad alcune testimonianze-chiave lasciate non solo dal protagonista ma anche da giornalisti coraggiosi come Anna Politkovskaya nonché da collaboratori interni di un autentico regime e altri fuoriusciti in esilio politico all’estero, addita chiaramente in un’intera classe politica i responsabili della crisi di un paese, culminata in uno degli omicidi più inquietanti e controversi della storia recente. Un nuovo ringraziamento particolare va agli autori della segnalazione dell’esistenza di una versione alternativa del video dopo la rimozione dagli archivi di Google Video.
[ La prima parte ] [ Il testo integrale ]

Il mio amico Sasha - un omicidio molto russo
un film di Andrei Nekrasov
[ Traduzione di Slowfinger - 2a parte ]

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Spray art

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Update: ineffabili plug-in di WordPress… più incompatibili delle forze dell’Ulivo…

Ticosa, ultimo atto/ 2 - il video

Presentatrice della serata-evento con tanto di lustrini e frasi di circostanza, personaggi e autorità cittadine e regionali, laiche e clericali. Folla assiepata delle grandi occasioni per assistere all’evento, giochi di luce variopinti e occhio di bue sulla tenaglia montata sulla gru, che evoca scenari primitivi quando affonda i denti nella materia muta solo per chi non la sa ascoltare. Morente ma parlante, perché segnata dal tempo e dalle tracce degli uomini. Tutto è al posto giusto, tutti pronti per godersi lo spettacolo.

Sì, ridete. Ma mentre i probiviri schiamazzavano, gracchiavano e deliberavano, la vecchia torre, così a lungo incrollabile, si sentiva tremare nelle sue fondamenta. Ecco d’un tratto che dalle finestre, dalle porte, per le feritoie, dai barbacani, dagli abbaini, dalle grondaie, dappertutto, i demolitori escono da lei come vermi da un cadavere. Essa trasuda di muratori. Questi pidocchi la pungono. Questi parassiti la divorano. La povera torre comincia a cadere pietra dopo pietra; le sue sculture si sbriciolano sul selciato; sporca le case con i suoi frammenti; il suo fianco si sventra; il profilo si sbreccia; e l’inutile borghese, che le passa accanto senza troppo sapere di ciò che le si fa, si stupisce di vederla caricata di corde, di pulegge e di scale, più di quanto non lo sia mai stata durante un assalto di inglesi o di borgognoni.
[ Victor Hugo, Guerra ai demolitori!, 1825]

Iran: ripartire da Zahra

[youtube width=”300″ height=”248″]VKOzBxNGpI4&eurl=[/youtube] Nel 2000, la cittadina iraniana Zahra Kamalfar prese parte con il marito a manifestazioni di piazza contro il regime teocratico di Teheran. Quattro anni dopo, l’8 luglio 2004, entrambi furono arrestati e incarcerati. Dopo otto mesi di carcere e durante un permesso di 48 ore ottenuto per vedere i propri figli, Zahra tentò con loro la fuga dall’Iran, entrando in Turchia con passaporti bulgari falsi essendo stati i loro documenti sequestrati dal regime iraniano. Mentre in Iran il marito di Zahra scompariva in circostanze misteriose, i tre riuscirono ad arrivare in Germania attraverso la Russia, ma le autorità tedesche si accorsero della falsificazione dei documenti e li rispedirono in terra russa, dove Zahra chiese asilo politico. Furono trattenuti e Inizialmente sistemati in un albergo interno all’aeroporto come è prassi per chiunque chieda asilo politico ad uno stato straniero, per essere successivamente obbligati a sostare nell’area di transito del terminal di Mosca come vagabondi, sottoposti ad abusi ripetuti e obbligati a rimanere giorno e notte all’interno dell’area dei servizi igienici pubblici, ma senza la possibilità di accedere a qualcosa di simile a una doccia o un bagno.

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Wireless is better

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Madison Square Garden live e intervista nipponica

Durante ogni tour mondiale, le date dedicate al pubblico dell’estremo Oriente, e giapponese in particolare, hanno sempre assunto per EC un significato particolare. Ciò è dovuto sia al calore che da quelle parti gli è sempre stato tributato - calore che ha tra l’altro prodotto uno sviluppo a sé stante del mercato discografico locale, sempre pronto a sfornare straordinarie ‘chicche’ difficilmente accessibili agli appassionati occidentali - sia ad una predilezione personale del musicista per la cultura e il popolo del Sol Levante, che lo ha portato a sviluppare con i fan di quel paese un rapporto quasi privilegiato. Sono purtroppo lontani i tempi dell’amicizia con Gianni Versace prima e Giorgio Armani poi, in cui, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, Clapton non si sarebbe perso un evento mondano milanese per nulla al mondo… Eric ha comunque da sempre dichiarato il proprio apprezzamento per l’attenzione e il rispetto dimostrati dal pubblico giapponese durante i suoi concerti, aspetto che lo ha portato a registrare alcuni live memorabili (come il doppio Just One Night del 1980) negli impianti avveniristici e nei teatri di quel paese, dando vita a performance dagli standard particolarmente elevati. Ammesso, beninteso, che per Clapton sia possibile parlare di standard e sfumature qualitative…
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The Last Knit

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Change the world

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Sei anni di solitudine

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Neutralizzare la neutralità, per rendere il Web meno libero

In questo caso non è in gioco il buono stato di salute del mercato, che è uno dei presupposti per lo sviluppo di una società che rifiuti di rimanere imbrigliata dai laccioli di uno statalismo di maniera troppo incline ai generici richiami moralistici ad un "conflitto di interessi" giuridicamente fumoso, dovuto più a ragioni di propaganda elettoralistica che ad autentico scrupolo etico. Quella che in questi giorni si prospetta per la realtà statunitense, e di riflesso per il modo intero, è una vera e propria minaccia ad una parte fondamentale della libertà come da tempo siamo abituati a viverla, ossia al Web così come lo abbiamo inteso fino ad oggi, ovvero come un territorio immenso e tutto sommato ancora vergine in cui ogni soggetto può (ancora per quanto tempo?) godere potenzialmente della stessa visibilità a prescindere dalle proprie dimensioni e dalle proprie intenzioni o propensioni: il sito di una potente mutinazionale come l’ultimo diario on line arrivato nella blogosfera. Fino ad oggi, chiunque poteva ancora farsi notare a prescindere dai mezzi economici e, sostanzialmente, dal bagaglio di conoscenze informatiche che deteneva, all’interno di un circuito in grado di alimentare innovazione, opportunità di partecipazione democratica e crescita economica. Ma è già stato approvato alla Camera dei Rappresentanti, e dopo la pausa estiva aspetta la discussione nel Senato a stelle e strisce in questi giorni, un provvedimento tristemente storico che mira a riconoscere alle grandi compagnie di telecomunicazioni via cavo e telefoniche, quali AT&T, Verizon e Comcast, il diritto al trattamento differenziato dei dati che transitano sulle proprie infrastrutture tecnologiche, con la possibilità di introdurre criteri di preferenza sui relativi contenuti. In altre parole, i grandi fornitori di accesso ai servizi web che possiedono in America le reti fisiche su cui appunto viaggiano le più svariate espressione della rete globale potrebbero mettere in atto un approccio che tecnicamente è sempre stato possibile anche se mai, finora, concretamente applicato: la diversificazione della velocità con cui i contenuti web vengono instradati e trasmessi, a seconda della loro origine o proprietà. E quindi l’introduzione di un "pedaggio", fatto di tariffe differenziate sulla base degli equilibri di mercato, che permetta ai titolari di testi, immagini, filmati, software, servizi e prodotti vari di aggirare l’ostacolo e non vedersi drasticamente ridotte le possibilità di raggiungere l’utente finale con un sensibile ritardo rispetto, poniamo, ad un’azienda concorrente (si pensi al danno che potrebbe derivare ai grandi motori di ricerca).
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“Un’opera indispensabbbile”

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