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Rete mobile, una contesa britannica tra pubblico e privato

Nel Regno Unito è scontro tra interessi pubblici e privati sull’accesso alle informazioni legate alle reti di telefonia mobile. La divulgazione di dati riguardanti la dislocazione dei tralicci di installazione dei ripetitori è alla base di Sitefinder, sezione del sito di Ofcom, l’authority britannica per le telecomunicazioni. Il servizio è stato creato su disposizioni del governo nel 2000 allo scopo di costituire un archivio elettronico contenente le informazioni tecniche relative ad ogni singolo caposaldo della rete cellulare nel paese e renderlo accessibile via web alle autorità preposte alla verifica delle implicazioni della presenza delle relative infrastrutture sul territorio, in termini di pianificazione urbanistica e ripercussioni sulla salute umana. Una funzione rivendicata fin dagli esordi di Sitefinder in nome del diritto generale di accesso all’informazione detenuto dalle autorità pubbliche e sancito dal "Freedom of Information Act". Il tribunale competente ha successivamente decretato che il database dovesse includere anche le coordinate topografiche precise di ogni singola antenna, unitamente alle informazioni relative a tipo e frequenza del segnale, nome dell’operatore e altezza di ogni singolo traliccio o supporto di antenna di telefonia esistente sul suolo britannico. Questo ampliamento della base di dati avrebbe provocato un inasprimento del conflitto tra le parti a partire dallo scorso anno, quando l’authority ha anche provveduto per vie legali a chiedere, in nome dello stesso atto, di dover e poter offrire l’accesso a chiunque ne avesse fatto richiesta al di fuori delle istituzioni statali. Essendo i dati forniti dagli operatori telefonici su base volontaria, le compagnie coinvolte hanno però proceduto a sospenderne il flusso verso la direzione del sito, rimasto quindi non aggiornato. Oltre alle obiezioni di ordine generale legate alla possibilità aperta dal database di abusi ai danni delle reti radio dei servizi di emergenza, gli argomenti avanzati dal settore privato a favore della tutela di informazioni ritenute commercialmente sensibili riguardano naturalmente i vantaggi offerti alla concorrenza, una volta consentita la conoscenza di dati specifici riguardanti i progetti sulle innovazioni apportate dagli operatori alle rispettive reti di seconda e terza generazione. [ BBC ]
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Cutty Sark, GMT -1

"Every inch
of
original material
lost is a
little death"
Il Cutty Sark, storico trealberi ottocentesco usato nelle gare per il trasporto del tè dalla Cina all’apposita borsa londinese in tempi precedenti l’apertura del canale di Suez e andato distrutto in un incendio di probabile origine dolosa divampato la notte scorsa in quel di Greenwich, Londra, era oggetto di un massiccio progetto di conservazione dello scafo e di un programma per un nuovo allestimento espositivo, per una spesa totale di 25 milioni di sterline. L’intervento sullo scafo, costituito da una struttura mista per l’epoca rivoluzionaria, in acciaio, lega di zinco-rame e fasciame in legno rivestito sotto la linea di galleggiamento con feltro e piastre metalliche, era volto al risanamento dai danni di corrosione provocati dai sali marini e meteorici e dalle deformazioni provocate dalla precedente struttura espositiva. Il ponte, gli alberi e il sartiame, frutto di precedenti interventi di sostituzione delle parti originali, erano stati preventivamente rimossi e posti al riparo. L’intero veliero era stato oggetto di attento rilievo di ogni elemento costruttivo, e già si parla di un ripristino delle struttue lignee danneggiate dall’incendio, che comunque potrebbero essere in parte recuperate al contrario di quanto inizialmente ipotizzato. Pare che il legname utilizzato per la realizzazione originale e andato distrutto risalisse almeno in parte al 1415. [ Technorati Tags: , , , , , ]

Questione di naso

Finalmente la tecnologia del naso artificiale si evolve: l’Università di Warwick e del Leicester ha messo a punto un sistema per dotare la parte sensibile della macchina, già usata nel’industria alimentare e in quella profumiera, di un accorgimento in grado di aumentarne notevolmente la capacità di recepire ed elaborare i diversi range di tracce olfattive. Si tratta di uno strato di polimeri dello spessore di un millesimo di centimetro, che simulerebbe il muco presente nel sistema olfattivo umano, deputato a scindere e selezionare le molecole odorifere in base a pattern omogenei per forma, dimensioni e velocità, prima che i recettori nasali li recepiscano per inviarli al cervello umano (o all’equivalente rete neurale di processori del sistema artificiale), in grado di associarli a diverse tipologie aromatiche. In questo modo è possibile migliorare le prestazioni del sistema, che restano comunque inferiori a quelle naturali di un ordine di grandezza pari a cento milioni di volte (il rapporto esistente tra i numeri dei recettori operanti nei due sistemi). Pare che il nuovo naso artificale sia stato reso in tal modo capace di individuare differenze simili a quella esistente tra il latte e la panna.
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Il badge del mujaheddin

Loro, invece, due cittadini londinesi e uno del Kent, nordafricani di cui uno munito di regolare permesso di soggiorno in Gran Bretagna, si divertivano a montare materiale filmato per metterlo a disposizione degli aspiranti "martiri" intenzionati a colpire obiettivi non musulmani, mediante una rete in continua espansione di siti web appositamente allestiti per la propaganda della Jihad. Nei video non mancava niente: scene di decapitazione, istruzioni per la preparazione di ordigni esplosivi e manuali del perfetto terrorista, tradotti per l’occorrenza anche in inglese. Il gruppo era in contatto con un cittadino svedese di etnia slava e residente in Bosnia, arrestato per il possesso di materiale esplosivo assortito e altri video tecnico-propagandistici per la formazione delle nuove leve terroristiche. I 4 svolgevano conversazioni on line criptate. Tema recente: la preparazione di un simpatico badge del mujaheddin commissionato da Al Qaeda per prepararsi al 6° anniversario dell’11 settembre. Festeggiando insieme.
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Lo stato dell’antiterrorismo oggi in Gran Bretagna secondo il NYT

In una cupa valutazione ad ampio spettro della minaccia fronteggiata dal suo stato, il responsabile della massima struttura antiterrorismo della Gran Bretagna Peter Clarke ha dichiarato che Al Qaeda è sopravvisuta ad un "prolungato assalto multinazionale" e che i suoi sostenitori hanno stabilito "una tendenza inesorabile verso la pianificazione di attacchi più ambiziosi e distruttivi". "L’unica conclusione sensata che se ne possa trarre è che subiremo un nuovo attacco", ha aggiunto Clarke martedì sera, specificando che circa 100 sospetti terroristi sono in attesa di processo in Gran Bretagna — in aggiunta a numerosi processi attualmente in corso — i cui casi confermerebbero un trend emerso fin dal 2004 che vede giovani musulmani britannici partire per il Pakistan per addestrarsi e ricevere istruzioni prima di tornare indietro e organizzare attacchi terroristici.

La conferenza di Clarke presso la sede del Policy Exchange, un gruppo privato di ricerca politica, è stata significativa sia per i contenuti che per il momento in cui è giunta, offrendo una rara veduta d’insieme dello sviluppo delle minacce terroristiche e delle contromisure segrete di intelligence maturati dall’11 settembre 2001 fino ad oggi. Si è inoltre svolta mentre sta per essere pronunciata la sentenza relativa ad un processo per terrorismo che ancora una volta focalizzerà l’attenzione nazionale sulle complessità insite nel dover fronteggiare ciò che Clarke ha definito "reti interne ad altre reti, connessioni interne ad altre connessioni e collegamenti tra individui che travalicano i confini locali, nazionali e internazionali". Usando un linguaggio insolitamente acceso, Clarke ha inoltre preso posizione contro individui non meglio identificati — presumibilmente ufficiali governativi — che lascerebbero trapelare "elementi di intelligence operativa altamente sensibili, spesso già classificati". Citando come esempio le azioni di polizia avvenute a Birmingham nello scorso febbraio, in occasione delle quali cronisti di Londra erano a conoscenza dei dettagli di un presunto piano per decapitare un militare britannico di religione musulmana quasi prima che i detenuti fossero arrivati nelle stazioni di polizia presso le quali li si stava conducendo per gli interrogatori".
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Se Spalletti fa spallucce

Dopo la batosta rimediata all’Old Trafford contro il Manchester United, il tecnico giallorosso minimizza:

In passato siamo sempre stati bravi a ribaltare delle situazioni negative, la disponibilità a dare subito una sterzata è totale.

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Di naso in figlio

Father and snortIntervistato dal magazine musicale NME, il sessantatreenne chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards ha dichiarato di non aver saputo resistere alla tentazione di sniffare le ceneri del padre Bert, deceduto e cremato all’età di 84 anni nel 2002. La manager dell’artista ha successivamente fatto sapere che la frase era stata pronunciata ‘per scherzo’.
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