Articoli con tag 'tomaso_padoa_schioppa'

La lettera al Corriere di Tommasino Pane e Acqua

"Parlo di
crescita:
un continuo
aumento della produzione
di beni
e servizi"
In una lettera al Direttore del Corriere che ha un sapore d’altri tempi (il che potrebbe anche essere un bene), il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa dipinge il suo affresco consolatorio sull’arretratezza dell’Italia di oggi, che è sicuramente un male. In estrema sintesi, ci spiega che, data la crisi economica, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e ricominciare a pensare ed agire in grande, "guardando lontano" all’insegna del valore dell’eccellenza che ha caratterizzato la ripresa economica nazionale del dopoguerra. Cornuti e mazziati, come dicono a Oxford. Perché per evitare di trasformarci in nuove turbe di "cuochi e cantanti da esportazione", autentica cifra dello Schioppa-pensiero in materia di immigrazione, conterebbe solo la crescita. In una visione economica che considera rendita poco più che il semplice fatto di respirare - sarebbe utile un parere al riguardo dopo un rapida ricognizione del tasso di produttività degli strapagati manager pubblici e del dipendente statale medio -, il Ministro chiarisce, tra facili suggestioni letterarie, pretese di sintesi che offendono la nostra storia e la solita spocchia professorale, che non un congruo e temperato sviluppo bensì una crescita indiscriminata ("un continuo aumento della produzione di beni e servizi") rappresenterebbe la facile ricetta del successo per un’Italia che boccheggia. Fuori di una retorica che confonde i sondaggi con i responsi delle agenzie di rating, oltre ad alcuni fondamentali pare mancare allo stile politico di Padoa-Schioppa una dote fondamentale: la decenza del silenzio.

Update 1: il post è stato scelto per l’apertura al debutto del rinnovato progetto editoriale di Tocqueville.
Grazie e in bocca al lupo per la nuova avventura alla Redazione di Tocqueville 2.0 !!
Update 2: la sontuosa analisi di Maurizio Blondet.

Pensione Iris

Secondo il Financial Times, che ha stilato una classifica dei 12 ministri dell’Economia di area Euro assegnando da una a tre stelle, noi abbiamo il peggiore. Tutto solo, col peggior piazzamento.

SUV vuo’ fa’ il venezuelano

Qualcuno dica al duo Prodi-TPS che non siamo a Caracas. Dati i prezzi irrisori del carburante (3$ per un pieno di benzina), in Venezuela c’è la corsa al SUV. C’è una vaga contraddizione in termini tra l’ampia disponibilità sul mercato locale e il richiamo ai "valori socialisti" degli appelli di Chavez ai connazionali. Ma si sa, quando si galleggia sul petrolio e la sommossa è dietro l’angolo non si può andare troppo per il sottile. Però nel nostro piccolo ci si incazza anche noi.

La “manovrina” di TPS/ aggiornamento

E poi non si capisce perché abolire quasi tutti gli ordini professionali, tranne quelli di medici e giornalisti. Perché dovrebbe porsi per loro un problema di garanzia di professionalità inesistente invece per l’architetto, l’ingegnere o l’avvocato? E’ vero che il grado di difficoltà degli esami di stato, sostanziale anticamera per l’iscrizione all’ordine, varia spesso in modo grottesco da una sede universitaria all’altra, e anche che i costi di iscrizione sono spesso troppo onerosi per un neolaureato.
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La “manovrina” di TPS

Mezzo punto di PIL, poco meno di 7 miliardi di euro. Questa l’entità della manovra di correzione dei conti pubblici prevista dal Ministro dell’economia Padoa-Schioppa alla vigilia della presentazione del prossimo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. Cassata dalle parti sociali la vaga possibilità di intaccare il sistema previdenziale e blindata da Confindustria quella di intaccare gli incentivi alle imprese, TPS ha dichiarato che "la manovrina, che sarà di mezzo punto, non conterrà né tagli agli enti locali, né alle pensioni, né al Pubblico impiego e né alla sanità". Traduzione: più tasse sulle persone fisiche, come nella migliore e più oscurantista tradizione comunista e statalista. Quella del c’è-sempre-qualcun-altro più-ricco-ma-intanto-noi-stiamo-dalla-parte-del-popolo. Quella degli slogan bovini antirifomisti urlati o disegnati senza un briciolo di approfondimento. Quella che ha in Adriano Sofri, Daniele Luttazzi e Dario Fo i suoi ideologi di riferimento. Quella che parla di rispetto delle differenze ma poi dice che siamo tutti uguali. Quella che ride del "pastore tedesco" e poi inorridisce alla vista di una maglietta. Eccetera, eccetera.

Update: "allagare la base imponibile senza toccare le aliquote" "allargare la base imponibile senza toccare le aliquote" - come battuta non è niente male.