Articoli con tag 'tg1'

Donne che fanno notizia

Fresco di pubblica rivelazione della propria omosessualità, il conduttore del Tg1 Stefano Campagna sceglie di contribuire seriamente fin da subito alla causa dell’emancipazione gay. Come? Rilasciando un’intervista al noto sito Telegiornaliste.com. [ Technorati Tags: , , , ]

Io no spic Inglisch (a.k.a.: Agenzia delle Uscite)

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Air de ballotage

Ha suscitato una certa tenerezza il modo in cui il Tg1 di Gianni Riotta ha affrontato le manifestazioni di protesta svoltesi con la significativa partecipazione di esponenti e sostenitori del governo di sinistra in occasione della visita di Bush a Roma allo stesso tempo celebrata dal governo di cui sopra. Fausto Carioti riflette qui sull’eroica obiettività della testata. [ Technorati Tags: , , , ]

Giornalismi di frontiera/ 2

E’ in arrivo una nuova grande, entusiasmante testimonianza di approfondimento giornalistico sui mali del paese: la puntata di Speciale Tg1 di stasera dedicata da Gianni Riotta all’unica vera, angosciosa questione che affligga l’Italia di oggi.
La maleducazione
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In chiusura, un esperto di galateo proporrà il decalogo della buona educazione.

[ Giornalismi di frontiera: le grandi interviste di Tv7 ]

Maria Luisa comincia presto, finisce presto

Forse non è nemmeno del tutto colpa sua, visto che anni fa non esitò a cedere la linea in diretta a una surreale quanto memorabile "sala regìa" in Vaticano per un Bruno Vespa sbigottito ma forse non troppo stupito. Ma quando si ha a che fare con l’informazione pubblica le parole vanno soppesate con cura, e certe cose dovrebbero saperle persino al Tg1 di questa Rai sempre più ignorante e rossa, ma già incapace di arrossire.

La chiamano "la cura Riotta", nella speranza che davvero basti un direttore con la messa in piega e un look and feel da fratello minore infelice del Veltroni più kennediano che si possa immaginare, per ammantare di credibilità una testata abbondantemente svenduta in fretta e furia alla logica dello spoilsystem. Come del resto le massime istituzioni civili e politiche di questo paese già tempestivamente saccheggiate dalla piovra del "progressismo" di stato, l’indomani di una vittoria elettorale grottesca quanto i suoi protagonisti. Senza più ritegno. Tanto meno quando l’amazzone della notizia, giovedì sera, è salita in cattedra (a proposito: era meglio che rimanesse seduta) e ci ha presi, per così dire, per mano nel suo delirio giustizial-postfemminista degno della peggior imitazione di Sofia Loren ne La ciociara. Continua a leggere ‘Maria Luisa comincia presto, finisce presto’

Ossequi alla Siniora

Leggere i giornali in questi giorni è uno spasso. C’è gente che pensa davvero che si possa governare un paese infilandosi fiori tra i capelli e facendo girotondi avvolti in bandiere arcobaleno attorno ad un falò (a proposito di Ferragosto). La realtà invece è fatta di tragedie, tensioni, morti, minuti contati. Non c’è spazio per le fantasiose custodie di occhiali vezzosamente ostentate e l’intercalare ossessivo, diciamo. La posizione delle sinistre italiane (non ce l’ho con Wanna Marchi e figlia) è un trionfo di equilibrismi e contraddizioni. Levantinismi, data la situazione. Loro sono contro la guerra, per la pace… Infatti avallano una "forza di interposizione" tra Israele e Libano che non sembra esattamente destinata a distribuire palloncini colorati al confine tra i due paesi. Lo ha detto l’ONU, d’altra parte. Quella vera, mica quella farlocca. Lo ripetono loro, che tengono a evitare qualunque spargimento di sangue: infatti manderebbero Polizia e Carabinieri a combattere il crimine tramite offerte di noccioline e scatole di cioccolatini agli incroci. "Mani in alto, nel nome della Nestlé!". Custodie vuote di biro con pallina di carta a mo’ di cerbottana per i più facinorosi. Perché "quando si ha un’arma si finisce per usarla", e "qui non siamo nel farwest" (rigorosamente minuscolo e tuttoattaccato, se no fa troppo occidentale e Cossutta s’incazza). Ma tanto la proprietà privata è un’opinione, salvo quando non è loro. Già che ci siamo, potremmo mandare i nostri in Medioriente disarmati: "scusi, signor Hezbollah, mi consegnerebbe il suo AK-47? Me lo ha detto il signor Diliberto, che è culo-e-camicia con il suo capo". Continua a leggere ‘Ossequi alla Siniora’