Articoli con tag 'tecnologie'

Ditelo al Direttore

Molti fautori dell’impunibilità di qualsiasi diffamazione del prossimo a mezzo rete, e segnatamente tramite blog personali o collettivi, coltivano la convinzione di aver trovato una formidabile pezza d’appoggio alla propria causa in un contributo di Elvira Berlingieri al tentativo di delegittimazione dell’inclusione dei «siti informatici» tra i mezzi su cui ricade l’obbligo di rettifica entro 48 ore introdotto dal recente disegno di legge sulle intercettazioni.

Chi è responsabile dei contenuti?

Risposta: chi li scrive, ovvero l’autore del post in cui i contenuti diffamatori sono inseriti. Una conclusione al di là di ogni umana possibilità di immaginazione, ma non è impossibile arrivarci neanche per i più volenterosi.

Come lo si contatta?

Mediante posta elettronica certificata. La stragrande maggioranza dei siti amatoriali personali riporta una apposita casella o pagina in cui campeggia l’indirizzo email del titoIare, cui orientare lo sguardo con fiducia per compiere un atto dalla complessità tecnica sfibrante, ma praticabile. I  provider dei servizi di hosting offrono la certificazione e-mail da tempo e a prezzi più che concorrenziali. L’obiezione dell’autrice della brillante disamina in tecno-giuridichese è che il messaggio potrebbe inopinatamente finire nella cartella del filtro antispam del destinatario o essere inviato da un buontempone (sic). E soprattutto:

Che senso ha rettificare su un mezzo che consente la modifica e l’emendamento dei testi?

Quello di trovare una facilitazione tecnica nello svolgimento delle proprie azioni, giacché sarebbe un peccato non approfittare della pratica funzione di editing dei testi accessibile da ogni piattaforma di blogging a condizione di essersi autenticati. Molto meno incoraggiante la situazione di chi dovesse apportare una rettifica modificando del testo inciso su lastre in cemento armato. Forse ancora più frustrante il tentativo di correggere un pezzo del proprio blog senza aver effettuato il log-in. [ Technorati Tags: , , , , , ]

It’s not having what you want, it’s wanting what you’ve got

C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui. Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera.

[ Walter Benjamin, Tesi sul concetto di storia (1940) Einaudi, Torino 1997, pp. 35-7 ]

I Francesi la chiamano grandeur. Gli Americani national pride. Noi Italiani, invece, ne siamo pressoché sprovvisti, soprattutto in questi tempi di reflusso scientista e neo storicista di magnifiche sorti e progressive, a cui si applica sempre più volentieri la targhetta di un progressismo comodo, acritico e astratto, ma dietro cui si nasconde l’ignoranza dilagante di una prode italietta tutta marketing e mortadella. Non è generico patriottismo. E’ la consapevolezza dell’importanza della nostra identità culturale prima che individuale, ovvero la coscienza di essere come siamo, con i nostri difetti e i nostri pregi ai livelli e negli ambiti più disparati, da quello politico-istituzionale a quello artistico, da quello sportivo a quello "caratteriale", ammesso che di un carattere nazionale sia possibile parlare, ma sempre in virtù di qualcuno e qualcosa che sono stati prima di noi, plasmandoci indirettamente. Siamo come siamo perché ognuno di noi è fatto psichicamente delle cose che gli sono accadute e che gli succedono, e la cosa vale anche, se non soprattutto, per una nazione. L’identità di un popolo proviene da lontano e, come per l’individuo, è il presupposto per reggere la barra dell’esistenza senza affondare. E guarda caso non può prescindere da ciò che sono stati e hanno fatto i nostri padri.

E’ per questo che ogni volta che si sente gettare fango sul nostro paese o più semplicemente indignarsi per il fatto di non essere omologati agli esempi pratici o politici o legislativi della vita di altri stati, bisognerebbe provare un senso di nausea profonda e ragionare, agendo di conseguenza. Cioè capire innanzitutto che anche le leggi, come altri aspetti della specificità di un paese, sono il riflesso di un contesto storico complesso cui non è possibile appiccicare a piacere la bandiera nazionale preferita, con ansia da primi arrivati e la disinvoltura con cui si condisce l’insalata. Un contesto che rappresenta il nòcciolo di un’autenticità che andrebbe perseguita come valore esistenziale universale ma di volta in volta declinato alla scala di nazione e di individuo, astenendosi dallo scimmiottare l’altro. Avere il senso del passato non significa imbalsamarlo e rinunciare al futuro per migliorare, anzi. Non significa rinunciare alla tecnologia e all’innovazione, ma di certo all’idea che di queste si faccia un pretesto per dimenticare le proprie radici e traguardare l’avvenire con romantica incoscienza anacronistica. Vuol dire arricchire il presente di una dimensione di maggiore significato e spessore che a quel futuro conferisca qualità, di una consapevolezza priva del paraocchi dell’indifferenza che la contemporaneità sembra imporre come vincolo assoluto e privo di riferimenti etici, culturali e sociali, tenendo presenti, come l’Angelus Novus di Walter Benjamin, chi siamo e da dove veniamo. Come un nocchiero che procede nella corrente con la testa volta all’indietro, sospinto verso il futuro mentre il suo sguardo è rivolto al passato. [ Immagine Electa: Agostino di Duccio: Rimini, Tempio malatestiano, rilievo (dett.), ca. 1450 ] [ Technorati Tags: , , ]

Una marmellata di cellulari

Stanchi di ascoltare conversazioni telefoniche sgradevoli? C’è sempre il blocca-cellulari, dispositivo verosimilmente ovunque illegale in grado di isolare con la semplice pressione di un tasto qualsiasi telefono mobile presente entro un raggio variabile da 5 a 300 metri di distanza dall’apparecchio, a seconda del modello. Disponibile anche - soprattutto - in versione portatile. In USA le compagnie telefoniche hanno già sguinzagliato i propri agenti segreti per rilevarne l’uso. [ Technorati Tags: , , ]

Trackiamoci con Twitter

Riporto e traduco Evhead su Twitter Tracking, nuova (per me: la scopro ora) funzione di Twitter usata anche da Robert Scoble:

Sono entusiasta della nuova funzione Track di Twitter. Essenzialmente è come un Google Alert o altri sistemi con cui si riceve un avviso ogni volta che vengono menzionate le keyword richieste. Soltanto che arriva in tempo reale e da tutti gli utenti Twitter. Lo usavo nella versione beta durante la conferenza Techcrunch40. Ho impostato la funzione su "techcrunch40" e "tc40" e ho ricevuto tutti i messaggi che citavano la conferenza direttamente - molti dai presenti, altri da gente che si limitava a commentare quanto accadeva. Ho davvero apprezzato questi commenti in tempo reale, soprattutto quando mi trovavo lì. Ma ci sono altri usi interessanti. Ad esempio si può impostare "@il_tuo_username" per ricevere risposte pubbliche nella sezione "reply" da utenti di cui non si è follower. Update: questa funzione al momento potrebbe essere difettosa… Ancora più interessante è la possibilità di nuovi comportamenti e applicazioni conseguenti. Ancora non so quali siano, e questo fa parte del divertimento. Ma si può pensare a servizi o comunità che stabiliscono keyword per intendere determinate cose, un po’ come fa Craiglist.

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Google è (quasi) mobile, qual piuma al vento

Dietro il progetto GPhone, nuova sfida di Google legata alla telefonia mobile che dovrebbe produrre i primi risultati entro la fine dell’anno, non si nasconde un nuovo gadget destinato ad entrare in competizione con l’iPhone della Apple. Lo rivela il New York Times, spiegando che Google intende piuttosto estendere all’Internet mobile il potere già consolidato nel settore degli annunci pubblicitari. Per farlo intende sviluppare un apposito sistema operativo basato su Linux e alternativo a Windows Mobile di Microsoft e simili, offrendolo ai fornitori di servizi wireless e ai produttori di telefoni cellulari. Il costo finale di questi ultimi verrebbe in parte sostenuto dagli annunci Google mostrati all’utente. La versione mobile di un numero crescente di applicazioni già diffuse nel web "statico", oltre ad un nuovo browser web, potrebbe essere la principale caratteristica del GPhone, consentendo al colosso della rete di integrare la distribuzione dei servizi on line esistenti. Continua a leggere ‘Google è (quasi) mobile, qual piuma al vento’

Rete mobile, una contesa britannica tra pubblico e privato

Nel Regno Unito è scontro tra interessi pubblici e privati sull’accesso alle informazioni legate alle reti di telefonia mobile. La divulgazione di dati riguardanti la dislocazione dei tralicci di installazione dei ripetitori è alla base di Sitefinder, sezione del sito di Ofcom, l’authority britannica per le telecomunicazioni. Il servizio è stato creato su disposizioni del governo nel 2000 allo scopo di costituire un archivio elettronico contenente le informazioni tecniche relative ad ogni singolo caposaldo della rete cellulare nel paese e renderlo accessibile via web alle autorità preposte alla verifica delle implicazioni della presenza delle relative infrastrutture sul territorio, in termini di pianificazione urbanistica e ripercussioni sulla salute umana. Una funzione rivendicata fin dagli esordi di Sitefinder in nome del diritto generale di accesso all’informazione detenuto dalle autorità pubbliche e sancito dal "Freedom of Information Act". Il tribunale competente ha successivamente decretato che il database dovesse includere anche le coordinate topografiche precise di ogni singola antenna, unitamente alle informazioni relative a tipo e frequenza del segnale, nome dell’operatore e altezza di ogni singolo traliccio o supporto di antenna di telefonia esistente sul suolo britannico. Questo ampliamento della base di dati avrebbe provocato un inasprimento del conflitto tra le parti a partire dallo scorso anno, quando l’authority ha anche provveduto per vie legali a chiedere, in nome dello stesso atto, di dover e poter offrire l’accesso a chiunque ne avesse fatto richiesta al di fuori delle istituzioni statali. Essendo i dati forniti dagli operatori telefonici su base volontaria, le compagnie coinvolte hanno però proceduto a sospenderne il flusso verso la direzione del sito, rimasto quindi non aggiornato. Oltre alle obiezioni di ordine generale legate alla possibilità aperta dal database di abusi ai danni delle reti radio dei servizi di emergenza, gli argomenti avanzati dal settore privato a favore della tutela di informazioni ritenute commercialmente sensibili riguardano naturalmente i vantaggi offerti alla concorrenza, una volta consentita la conoscenza di dati specifici riguardanti i progetti sulle innovazioni apportate dagli operatori alle rispettive reti di seconda e terza generazione. [ BBC ]
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Evangelizzatore Capo

Vinton G. Cerf, considerato uno dei padri fondatori della rete, ha espresso la sua riprovazione per un’idea di Internet diversa da un riflesso della società in cui viviamo in cui venga rifiutato solo quanto manifestamente illegale.

If it’s not illegal, it raises a rather interesting question about where you do draw the line (…). When you have a problem in the mirror you do not fix the mirror, you fix that which is reflected in the mirror.

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Ah: ruba

Esistono fornitori di spazio web convinti che per un cliente sia possibile, desiderabile e soprattutto logico decidere di espandere il database MySql, uno dei requisiti software richiesti per l’installazione su server remoto del software che è alla base di siti con dominio indipendente come questo, anche senza chiederne implicitamente la conferma a distanza di un anno dalla sottoscrizione del contratto. Infatti offrono allo stesso cliente un’interfaccia di gestione quantomeno ambigua per il disbrigo della procedura di rinnovo che prevede, oltre a quella di ordinare un nuovo database, anche altre due distinte opzioni di conferma e di espansione del database MySql. Come se qualcuno entrasse in un ristorante e volesse pagare soltanto il coperto, o giù di lì.
E così, capita che qualcuno si ritrovi a una settimana dalla scadenza del contratto di hosting con un database allegramente espanso senza averne ancora pagato la conferma, e il rischio che sia trascorso il termine per scongiurare il rischio concreto l’eventualità di vederne vaporizzarsi da un giorno all’altro i comunque trascurabili contenuti. [ Technorati Tags: , , , ]

Questione di naso

Finalmente la tecnologia del naso artificiale si evolve: l’Università di Warwick e del Leicester ha messo a punto un sistema per dotare la parte sensibile della macchina, già usata nel’industria alimentare e in quella profumiera, di un accorgimento in grado di aumentarne notevolmente la capacità di recepire ed elaborare i diversi range di tracce olfattive. Si tratta di uno strato di polimeri dello spessore di un millesimo di centimetro, che simulerebbe il muco presente nel sistema olfattivo umano, deputato a scindere e selezionare le molecole odorifere in base a pattern omogenei per forma, dimensioni e velocità, prima che i recettori nasali li recepiscano per inviarli al cervello umano (o all’equivalente rete neurale di processori del sistema artificiale), in grado di associarli a diverse tipologie aromatiche. In questo modo è possibile migliorare le prestazioni del sistema, che restano comunque inferiori a quelle naturali di un ordine di grandezza pari a cento milioni di volte (il rapporto esistente tra i numeri dei recettori operanti nei due sistemi). Pare che il nuovo naso artificale sia stato reso in tal modo capace di individuare differenze simili a quella esistente tra il latte e la panna.
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The pros and cons of DRM

La notizia per cui l’acquirente di un DVD in alta definizione, prodotto e distribuito secondo il nuovo standard HD-DVD, aveva operato il cracking della password necessaria a riprodurne i contenuti multimediali su qualunque macchina anche se sprovvista del controller compatibile richiesto dalla tecnologia di protezione dei contenuti, risaliva alla fine dell’anno scorso. Ma adesso pare che l’AACS, potente consorzio statunitense preposto alla distribuzione delle licenze previste dallo standard, si sia mosso legalmente per chiedere a Digg di eliminare qualunque riferimento al post contenente la chiave di accesso per il crack, e che, dopo l’iniziale censura, il responsabile del sito Kevin Rose abbia accolto le proteste della propria comunità per resistere ad oltranza alla diffida dell’AACS:

After seeing hundreds of stories and reading thousands of comments, you’ve made it clear. You’d rather see Digg go down fighting than bow down to a bigger company. We hear you, and effective immediately we won’t delete stories or comments containing the code and will deal with whatever the consequences might be.

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Sulle spalle dei giganti

Interamente realizzato con tecnologia Flash, Nikon Universcale offre una sofisticata e affascinante rappresentazione visuale del concetto di "scala" applicato all’universo in alcune delle sue più svariate manifestazioni fisiche, dai componenti subatomici ai confini estremi del cosmo, passando per l’ameba e la blatta, il genere umano e la piramide di Cheope. Utile a chiunque sia colto da insopprimibile esigenza di sapere quante volte il diametro di un comune CD sia contenuto nell’asse maggiore dell’Ayers Rock, o la lunghezza della Sfinge nell’altezza della Statua della Libertà. Partendo dall’oggetto più grande, è impossibile non rimanere ipnotizzati dal decrescere del valore associato al lato della griglia del quadrato-unità di misura per confrontare in base a multipli e sottomultipli del metro le dimensioni degli oggetti in scorrimento, e viceversa. Chiaro, no? [ Technorati Tags: , , , ]

Il grande cuore di Merlin

Merlin è il cane dei proprietari del Cybernaut, un discusso cybercaffè nella cittadina scozzese di Ballater, presso Balmoral. Merlin è un San Bernardo che soffre di un problema congenito al cuore, grande come un pallone da calcio e destinato a ingrossarsi ancora. L’unico modo per rallentare la crescita dell’organo, che tende a invadere l’intera cavità toracica comprimendo trachea, polmoni e vescica, è una terapia farmacologica che costa un occhio della testa e ha mobilitato l’intera cittadinanza per contribuire allo sforzo economico della famiglia con generose offerte. Anche i molti turisti di passaggio possono aiutare Merlin, tendendo principalmente a considerare la visita al vicino castello di Balmoral come un pretesto per coccolarlo, anziché viceversa. Nelle foto sul sito del "Cybernaut", Merlin può essere ammirato in posa in vari momenti della sua (speriamo lunga) vita. Ne parlano anche Bill Thompson e lo Scotsman (in English, of course).
[ La pagina del sito del Cybernaut dedicata a Merlin - clicca su "Merlin" sotto la testata ]

L’appeal di Google Apps

Via Wired, segnalo (in inglese) questa interessante disamina di pro e contro delle Google Apps Premium, per le aziende, rispetto alla suite Office di Microsoft.

… a swift kick to the teeth delivered squarely in the direction of Microsoft.