Articoli con tag 'sette'

Che lo sforzo sia con te

Let’s face it: a quanti non è mai accaduto di venir avvinghiati per strada dagli sgherri della sedicente chiesa di Scientology (o in Italia, più probabilmente, delle sue sotto-sette o simili), pronti a giurare di poter fare qualcosa per migliorare la loro vita a condizione di voler rispondere a fantomatici questionari sulla personalità, magari da compilare in scantinati squallidi e male illuminati? Tra i materiali ora a disposizione del personale del nuovo quartier generale tedesco-europeo, che sorge in una delle zone più esclusive di Berlino per la gioia dei vicini tutti, è compreso anche un non meglio precisato "E-metro". Maneggiato da un esperto auditor della setta in apposite aule, questro strumento elettronico dovrebbe consentire di rilevare le oscillazioni nell’umore della persona "trattata" (ma non basta molto meno?), o anche aiutarla a ricordare eventi traumatici del suo passato. Chissà se funziona anche con le sedute spiritiche.

“L’utente non è raggiungibile perché potrebbe essere stato rapito o bombardato”

Secondo cifre pubblicate lo scorso anno dal Dipartimento di Stato, in Iraq esistono attualmente 7.1 milioni di utenti di cellulari, rispetto agli 1.4 milioni di due anni fa. Alcuni iracheni arrivano a spendere 800 dollari per un Humvee, il secondo nella scala dei modelli preferiti dai soprannomi (Apache, Allawi) legati ai mezzi militari USA o all’aspetto dei politici locali. I combattenti usano i cellulari per comunicare e far esplodere le bombe, gli Iracheni di tutte le sette per evitare il pericolo e informare costantemente i familiari della propria posizione. Tra gli adolescenti iracheni i cellulari, spesso protetti da custodie trasparenti come da noi si usava fino a qualche anno fa, sono desiderati non solo perché di moda ma anche in quanto unica forma di espressione, non avendo finora attratto in alcun modo manifestazioni di intolleranza religiosa in un paese in cui lo scorso maggio un istruttore di tennis e due gocatori sono stati colpiti a morte a Baghdad solo perché indossavano i calzoncini. I cellulari sono un must anche per gli ufficiali dell’esercito, che anziché scegliere i modelli dal fiorente mercato dell’usato si rivolgono ai ricchi cataloghi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e li utilizzano per ricevere soffiate relative ai traffici di armi o al posizionamento di ordigni. Gli operatori umanitari ricevono sui cellulari le immagini di chi è torturato o ucciso dopo un rapimento dalle squadre della morte, che usano quelli di testimoni o parenti delle vittime. I cellulari sono usati anche per alleviare lo stress e la frustrazione, con video in circolazione che prendono di mira i soldati americani, il presidente Talabani, i musulmani radicali o lo stesso Saddam. O anche la mancanza di energia elettrica o di gas. [ New York Times on line ]