Articoli con tag 'scempio'

Appia, la solitudine del Sovrintendente

Il tavolo pieno di cartelline con richieste di condono. E di foto. Una mostra una bella piscina, in un’area adiacente alla Villa dei Quintili, tra Appia Nuova e l’Appia Antica. Se ne chiede il condono, peccato che non solo sia dentro il Parco dell’Appia ma addirittura sopra il Circo dei Quintili. La task force capitanata da Rita Paris, la funzionaria della sovrintendenza archeologica a cui compete l’Appia, cerca di trattenere questo nuovo assalto, centinaia e centinaia di richieste di regolarizzare ciò che non può essere regolarizzato. Livia Gianimichele, Aldo Cellini, Antonella Rotondi e Rita Paris cercano di trattenere l’arrembaggio che riporta al clima da anni ‘50. Intanto basta già la semplice richiesta di condono: l’abuso è di fatto al riparo dalle ruspe. In più, non tutte le richieste approdano in sovrintendenza. Una parte si ferma nell’ufficio comunale dei condoni, che intanto incassa soldi, quelli previsti dai provvedimenti di regolarizzazione. Richieste spesso imbarazzanti.
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La (tu)tela di Penelope

Agghiacciante. Prima di essere distribuite, certe opere andrebbero lette. E’ come la tela di Penelope: gli esiti rischiano di cancellare contraddittoriamente le premesse in un vortice di speculazione finanziaria ma anche politica che mortifica e umilia quella intellettuale. Naturalmente la speculazione politica è innanzitutto delle sinistre, che cavalcano il giusto sdegno della parte sana e avveduta della cittadinanza asservendolo a biechi tornaconti di immagine e, in altri tempi, elettoralistici, spesso senza essere culturalmente attrezzate per farlo. I partiti di centro-destra fanno nella gestione della questione Ponte semplicemente il loro mestiere, ovvero, in soldoni, favorire prevalentemente gli interessi anche economici del ceto medio e imprenditoriale. Secondo un’idea di sviluppo che, va da sé, in questo caso mostra crepe profonde, a cominciare da un’ignoranza che resta però patrimonio ampiamente condiviso dallo sgangherato baraccone progressista. Spero che almeno uno dei volumi distribuiti, verosimilmente ad esponenti eccellenti del bel mondo zancléo, serva a conquistare almeno una persona in più alle ragioni della tutela, sempre che quei volumi vengano sfogliati. Purtroppo tra i Messinesi la consapevolezza in questo senso scarseggia (detto con dispiacere, non ci sono più i Messinesi di una volta).

[ Domenico Beccafumi, Penelope, olio su tela, 1519, Venezia, Pinacoteca manfrediniana ]