Articoli con tag 'rai'

Rianimazioni miracolose


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Update 19/2:

Sedici anni dopo la morte, l’arcivescovo di Milano ha ricordato la figura di Padre David Maria Turoldo [ … ]. [ TgR Rai Lombardia ]

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Le parole non dette

Della natura patologica, per la salute degli individui e delle istituzioni democratiche, di certa attenzione per le parole altrui si è già detto. L’attenzione per la loro importanza è, invece, quella che si sorvola e si rimpiange quando capita di sentire parafrasi stravaganti dei dialoghi di leader politici, e non. Come quando Berlusconi si lamenta di certe pratiche vigenti in Rai e qualcuno, alla radio, in televisione o altrove, riporta che "ci lavorano solo prostitute e comunisti". Benedetti giornalisti. Poveri noi. [ Technorati Tags: , , ]

Ha da fare

"Voglio parlare
sempre
a nome
di tutti"
Tirato per la giacchetta dallo stato maggiore di Forza Italia per tradurre in azioni concrete gli alti ideali che ad ogni pubblica dichiarazione non perde occasione di sfoderare come cardini ineludibili del proprio operato, Il Presidente della Repubblica Napolitano si è chiamato fuori dalla disputa politica sorta tra maggioranza e opposizione riguardo alla destituzione del consigliere di amministrazione Rai Angelo Maria Petroni. Avvicendamento che, guarda caso, viene a creare una maggioranza di fatto a favore dei partiti di governo all’interno dell’assemblea alla guida di viale Mazzini, in nome della più sfacciata delle performance di spoil-system attuate fuori tempo massimo. In questo caso, ha spiegato Napolitano nel corso dell’incontro al Quirinale con il Consiglio nazionale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la "salvaguardia dei principi e dei valori costituzionali" consiste nel "far finta di non aver sentito" niente. [ Technorati Tags: , , , , ,
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[ Update: Fabiani in Rai, ovvero l’eterno ritorno ]

Donne che fanno notizia

Fresco di pubblica rivelazione della propria omosessualità, il conduttore del Tg1 Stefano Campagna sceglie di contribuire seriamente fin da subito alla causa dell’emancipazione gay. Come? Rilasciando un’intervista al noto sito Telegiornaliste.com. [ Technorati Tags: , , , ]

Torino: on air on line

In diretta da un sempre più ricco e multimediale Salone del libro di Torino, nel necessario delirio semiserio consono ai toni di un blog più che di un giornale e di una chiacchierata più che di una trasmissione radiofonica, Luca Sofri e Matteo Bordone conducono da ieri, tra gli altri, una complessa diretta web-radio che dovrebbe fungere da progetto pilota per l’uso del mezzo con contenuti originali da parte della Rai. Contenuti inevitabilmente sempre più connessi con la blogosfera, le sue dinamiche e i suoi personaggi. Era ora, visto che magari la maggior parte dei fruitori della radio lo sono ormai via internet da tempo - è solo un’impressione, non ho dati. C’è anche un blog apposito, ma un’altra impressione è che gli aggiornamenti in tempo reale non siano tra i più facili. Sommessa proposta: e aprire un account Twitter?
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Giornalismi di frontiera/ 2

E’ in arrivo una nuova grande, entusiasmante testimonianza di approfondimento giornalistico sui mali del paese: la puntata di Speciale Tg1 di stasera dedicata da Gianni Riotta all’unica vera, angosciosa questione che affligga l’Italia di oggi.
La maleducazione
.

In chiusura, un esperto di galateo proporrà il decalogo della buona educazione.

[ Giornalismi di frontiera: le grandi interviste di Tv7 ]

BubuSette

E’ proseguita ieri sera con una nuova puntata di Tv Sette dagli usuali toni epici da virtuosi paladini del bene collettivo la campagna organica targata Rai di disinformazione e delegittimazione ai danni di Mario Scaramella, e indirettamente della Commissione Mitrokhin, con tanto di giudizi del tutto gratuiti in assenza di una eventuale condanna (ma lo stesso si potrebbe dire anche in presenza di questa). Alla faccia della tanto sbandierata obiettività giornalistica e della più elementare sensibilità garantista, che come si sa risente dell’affascinante fenomenologia della corrente alternata, squallida banderuola miseramente esposta al vento del potere. Qualcosa mi dice che con analoga tempestività troveremo la puntata sul sito di Raiclick. Resta da vedere se le procure italiane mostreranno verso la ben più scottante documentazione che Scaramella ha dichiarato di custodire fuori dall’Italia la stessa solerzia dimostrata nel setacciare e dare in pasto alla stampa la vita privata di un libero cittadino, alla ricerca di episodi che diventano inezie da oratorio se paragonati al curriculum medio del più candido manager di certe cooperative… [ Weekend OpenTrackback @ The Right Nation ]

Giornalismi di frontiera: le grandi interviste di Tv7

Al di qua dell’arte

Non basta, alla Rai dei Grandi Epuratori, un palinsesto che pare il programma di una festa dell’Unità. Ora ci spetta anche la lezione di estetica musicale a "Che tempo che fa" del Fazio nazionale (quello più vivo). Ma procediamo con ordine. Per avere una prova della nuova colonizzazione della biosfera televisiva, basta sintonizzarsi sulle prime due reti pubbliche il giovedì sera.

Due giorni fa, ad esempio, ad allietarci c’erano esemplari e situazioni che rappresentavano il meglio della cultura ma anche della paccottiglia rubiconde, con Morandi e De Gregori in prima serata sulla rete ammiraglia, e intanto su Rai 2 la premiata ditta di "Anno Zero" capitanata dalla grande vittima San Toro col degno collega Travaglio, che ormai ostenta un’agenda televisiva da velina e un’allure da rockstar, che non gli impedisce una saltuaria (e soprattutto proletaria) smorfia tremula schifata dai ripetuti primi piani utili ad una pur doverosa beatificazione atea, per così dire da vivo. Di qua un trionfo di autorialità da volemosebbene degno del più trito 1°-maggio-con-bestemmia, di là un apoteosi di dibbattiti da Cinema Nuovo Sacher alternato a un arabesco di patetici e sempre meno sottili sfottò unidirezionali. Insomma, il solito vecchiume del "progressismo" stalinista più scontato, con l’aggravante di uno snobismo paradossale che aleggia su ogni atteggiamento e situazione, perché fa tanto intellettuale. Infine, sempre su Rai 2, "La grande notte", con le irresistibili battute dal presunto umorismo, tra l’infantile e il surreale, di un Gene Gnocchi ormai perso tra i fumi di un comunismo dichiarato, e spalleggiato dall’imprescindibile vestale dell’imprenditoria di regime. Che sguazza notoriamente tra le strette di un proletariato sempre più opprimente, asfissiante. Ma poco fa è arrivato lui.

Stasera ospite della risaputamente apolitica striscia di Fazio, Gianmaria Testa è un cantautore relativamente poco noto nel suo/nostro paese, che ha sempre snobbato a favore della Parigi bohémienne culla dell’arte più schietta, pronta a glorificare il menestrello di strada innalzandolo agli onori ed oneri dell’Olympia. Ma appena annusato il lezzo di un’aria nuova, il figliol prodigo è tornato a illuminarci con la sua ispirazione disinteressata da artista spinto esclusivamente dal desiderio di suscitare emozioni, come dev’essere. E ha scelto di proporre dal vivo, con una performance dalla musicalità artigianalmente costruita con sapienza a dire il vero più che rispettabile, un brano tratto dal suo Al di qua del mare, sorta di novello concept album che, ci informa, è appena uscito dopo un’incubazione della bellezza di 14 anni. Tra i pezzi non manca Miniera, canzone popolare degli anni Venti a suo tempo già interpretata da Claudio Villa. Un CD, insomma, che tratta di un tema che sfugge chiaramente ad ogni facile strumentalizzazione politica: le immigrazioni contemporanee ("cinquant’anni fa emigravamo anche noi"). Ma il Nobile Artista non ha accettato di buon grado la pubblicità, ingiungendo al bravo presentatore-Peter Pan di astenersi dall’enunciare tutte le tappe del suo prossimo tour ("sennò mi arrabbio"), rigorosamente nazionale.

Come si dice a Paris, "chapeau!": com’è difficile, oggi, essere artista in Italia, e lavorare esclusivamente sulle emozioni.
Weekend OpenTrackback @ The Right Nation

Soldati di Ventura

Come spettatore piuttosto regolare della trasmissione "Quelli che il calcio" e in quanto contribuente del servizio televisivo pubblico nazionale, personalmente avverto un sentimento misto di rabbia e di vergogna per la squallida performance offerta questo pomeriggio dallo staff della trasmissione al cospetto dell’ospite -diciamo così- d’onore Luciano Moggi, per aver evitato accuratamente di farsi portavoce del comune e verosimilmente prevalente sentimento nazionale di sdegno nei suoi confronti in quanto gravemente coinvolto nella rovina del calcio italiano. Cosa che la conduttrice Simona Ventura e i suoi collaboratori hanno fatto prendendo amorevolmente le parti di Sua Fraudolenza, o almeno evitando di discutere il suo caso durante la diretta con un minimo di serietà, ovvero con la vis polemica o almeno lo spirito critico che esso richiedeva. Tenuto conto anche dello stipendio miliardario percepito prevalentemente per esibirsi in frasi preconfezionate dagli autori, visto che non perde occasione per ostentare la propria conoscenza del calcio italiano e quand’anche chiaramente poco propensa, per usare un eufemismo, a sostenere un contraddittorio con Big Luciano, la Ventura avrebbe potuto quantomeno degnarsi di difendere la professionalità dell’unico tra i giornalisti presenti in studio dimostratosi all’altezza della sua qualifica e della situazione, cioè Andrea Vianello, chiedendo a Moggi di scegliere se togliere il disturbo piuttosto che portargli rispetto e rispondere alle sue più che pertinenti domande, anziché esibirsi in una penosa genuflessione morale. Un vero e proprio atteggiamento da suddita pronta a prostrarsi idealmente a tappetino innanzi al "carisma" (leggi: arroganza) dell’"Ospite", che dopo un battibecco iniziale non ha esitato a negare platealmente la propria parola ed attenzione al giornalista e a mancargli decisamente di rispetto, usando espressioni di dubbio gusto. Continua a leggere ‘Soldati di Ventura’

E per dessert, Mousse di CNR con Cognettibìs

Il rapporto tra classe dirigente e intellettuali, si sa, è sempre cruciale per la vita di un paese. E ancora di più lo è, per il suo sviluppo, la politica culturale dei governi in carica per l’avanzamento dei settori della ricerca e della scienza. E così, dopo aver sparato a zero sulla gestione del governo di centro-destra in materia di riforma universitaria e dopo essersi esibita nella più sfacciata pratica lottizzativa in relazione ai casi Cognetti e Rai, per tacere della goffa occupazione antidemocratica delle maggiori cariche politico-istituzionali dello stato, la sinistra maggioranza offre un nuovo spettacolo di svendita delle più prestigiose istituzioni scientifiche e culturali del paese alla logica dello spoil-system. Che se può essere ammessa, sia pure a malincuore, in altri settori pubblici meno sensibili, ammesso che ce ne siano per l’interesse nazionale, allo stesso tempo e in qualche misura come presupposto e necessario (?) effetto collaterale dell’alternanza, diventa semplicemente umiliante, innanzitutto per chi se ne fa carico, quando appunto coinvolge nel furore epurativo le donne e gli uomini attivi nelle società ed enti pubblici di settori quali università, ricerca, scienza, sanità, per non parlare di beni culturali e istruzione. Perché sono questi gli spazi culturali la cui salvaguardia rappresenta il terreno su cui si gioca l’autentico avanzamento di una nazione civile, tra difesa del patrimonio ereditato dal passato, cioè della propria identità, e legittima apertura alle istanze riformiste e di sviluppo più ricche di senso. Dopo le squallide performance offerte da Sinistralia nelle malefatte romane (ma nazionali) legate agli avvicendamenti di poltrone al Regina Elena e in viale Mazzini, è quindi la volta nientepopodimenoché del glorioso CNR.

Ma questa volta al danno si aggiunge la beffa dell’ipocrisia, perché così il Ministro dell’Università, il ds Fabio Mussi, certificava l’altro ieri nel corso della web-intervista con i lettori a cura di Repubblica.it:

"Bisogna rilanciare gli enti di ricerca e fare presto. Il governo chiederà ai responsabili (quelli in carica e quelli nuovi che verranno, alcuni presto) di condividere una missione, non una tessera di partito o un voto nell’urna. Lo spoil system politico nel campo della scienza e della ricerca è figlio della miseria culturale".

Infatti, tramite il disegno apparentemente immacolato orientato alla solerte pratica dello "spacchettamento" dei singoli istituti accorpati al CNR, il ministro intende far passare per "restituzione dell’autonomia scientifica" quella che è in realtà una molto meno nobile esigenza, malamente camuffata con il miraggio di aumentare il numero delle posizioni di ricerca, di redistribuire le ambite funzioni dirigenziali a disposizione negli enti tra le innumerevoli fazioni di una coalizione contraddittoriamente solo nominale, sempre pronta ad avventarsi sull’osso succulento del potere come una muta di famelici cani randagi. Altro che soddisfare istanze di autonomia e sviluppo di un settore in perenne crisi di risorse umane e finanziarie. Per chiarire meglio la situazione nella sua gravità, riporto quasi per intero un relativo articolo chiarificatore da ilGiornale.it, da cui emerge significativamente anche la posizione degli stessi scienziati del Centro mortificati dall’ennesima prospettiva di spartizione della torta.

Ma proprio sul Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) il ministro Mussi e i suoi alleati dell’Unione hanno incontrato difficoltà inattese, sia per la netta opposizione del centrodestra che per le solite divisioni interne alla coalizione.

Occupazione. L’obiettivo principale è la sostituzione dell’attuale presidente Andrea Pistella. Il primo tentativo è fallito con la bocciatura dell’emendamento al decreto sullo spacchettamento dei ministeri (presentato dal ministro Chiti) volto ad azzerare i vertici di tutti gli enti di ricerca. Anche il secondo assalto potrebbe non andare a buon fine. Alla fine di luglio il Consiglio dei ministri ha proposto Pistella come commissario per l’Autorità Energia. Per ratificare la designazione è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi nelle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. Un consenso bipartisan è altamente improbabile considerato che il centrodestra non appare intenzionato a fare buon viso a cattivo gioco.

Continua a leggere ‘E per dessert, Mousse di CNR con Cognettibìs’

Leader minimo

Pare già di vederlo, con l’avambraccio artritico rotante e il mezzo sorriso snob di chi pensa di aver capito tutto da un pezzo, concentrarsi nel definire il suo líder barbuto "insostituibile" per il popolo cubano. Ma chi vorrà sentirlo dovrà attendere la puntata di stasera di Telecamere, perché il compagno Bertinotti non ha vergogna e non ci ha pensato due volte ad offendere anche i morti così spesso invocati della Repubblica che rappresenta con tale dignità, dipingendo Castro come il proprio eroe. Trascurando che per quasi mezzo secolo Fidel ha imposto un regime tirannico ad un popolo che si dibatte nella miseria, punendo qualunque forma di dissenso con il carcere e la pena di morte e imbavagliando stampa e mezzi di comunicazione fino a ridurli a superflui lacché. Sarebbe bello saperlo a trascorrere qualche ora non dico in quelle luride galere ma almeno difendendo il dittatore in compagnia di chi ha pagato con l’esilio il coraggio di esprimere la propria opinione con la forza dell’arte e del pensiero in un paese in cui questa libertà è negata, per capire che cosa pensa ancora del comunismo e della sua applicabilità come forma di governo piuttosto che come sistema di pensiero. Forse per lui sarebbe l’unico modo per capire che non esiste parte del mondo in cui esso abbia portato alcunché di buono per chi ne subisce le violenze, immancabilmente praticate a partire dalle istituzioni ovunque sia stato adottato come forma di organizzazione sociale, economica o politica. Tutte cose che chi occupa una delle cariche più prestigiose previste dall’ordinamento della nostra Costituzione, ma anche chi lo ha votato, dovrebbe sapere, e che dopo l’ultima ospitata salottiera così poco pvoletavia rendono il compagno Bertinotti ancora più sostituibile, se mai fosse possibile, alla presidenza della Camera.

Schiantarsi sul Pentagono. Forse.

Stasera (un parolone, visto che andrà in onda alle 23,55) andrà in onda su Rai Tre una puntata del settimanale "Enigma" dal titolo "L’aereo sul Pentagono", dedicata agli interrogativi ancora aperti sui destini del volo 77 dell’American Airlines dell’11 settembre 2001. Ospiti Maurizio Blondet e Carlo Panella.