Articoli con tag 'personale'

Dietro WordPress

Grazie infinite a Pablo per la personalizzazione del suo Postalicious offertami via mail con pazienza da vecchio medico condotto. E’ la conferma che dietro il meraviglioso meccanismo collaborativo che goverma lo sviluppo di plugin per una piattaforma aperta come WordPress, la differenza sta sempre nelle singole persone. [ Technorati Tags: ]

SlowMeez


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Still in his thirties


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La Nave degli Architetti

  "Questo evento, oggi, è ormai scomparso: dopo il varo dell’ultimo transatlantico della Società "Italia", la Michelangelo, lo scalo di Genova è stato demolito e, quello che era uno degli spettacoli più attesi, è stato sostituito da un rito affrettato nei moderni ‘bacini ad allagamento’".

"Alle 23:10, finita la telefonata, Carstens si accorgeva, girandosi di nuovo verso prua, della sagoma enorme e illuminata dell’ammiraglia italiana a cui stava andando addosso".


"L’Italia incerta e tentennante del dopoguerra aveva avuto la meglio: l’Andrea Doria era della società Italia di Navigazione che era della "Finmare", che era proprietà dell’"Iri", che era di proprietà dello Stato. Possiamo immaginare la catena di cariche politiche e ministeriali che si trovò a proteggere l’evento: troppe poltrone e rischio, che portarono a silenzi, reticenze, ’scaricabarile’".

Per ragioni personali ho avuto il piacere speciale e graditissimo di leggere in anteprima questa snella ma penetrante monografia dedicata, nel cinquantesimo anniversario del suo affondamento al largo delle coste statunitensi, alle virtù e alle disgrazie dell’Andrea Doria e alla sua vicenda per molti versi ancora attuale. Una turbonave dal fascino indiscusso, che negli anni Cinquanta ha rappresentato il vanto della marineria civile italiana grazie anche all’opera unica e irripetibile dei maggiori architetti e artisti dell’epoca, tra i quali Giò Ponti, in una stagione rimasta ineguagliata non solo della storia del design e del gusto italiani, ma dell’intera cultura europea. [ In copertina: locandina del lancio pubblicitario della Società "Italia" per l’ingresso dell’A. Doria sulla linea per il Nord America ]

Backstroke extravaganza/2

Si riparte!

Beware of Darkness

Watch out now, take care
Beware of falling swingers
Dropping all around you
The pain that often mingles

In your fingertips
Beware of darkness

Watch out now, take care
Beware of the thoughts that linger
Winding up inside your head
The hopelessness around you
In the dead of night


Beware of sadness

It can hit you
It can hurt you
Make you sore and what is more
That is not what you are here for

Watch out now, take care
Beware of soft shoe shufflers

Dancing down the sidewalks
As each unconscious sufferer
Wanders aimlessly
Beware of Maya

Watch out now, take care
Beware of greedy leaders
They take you where you should not go
While Weeping Atlas Cedars
They just want to grow, grow and grow
Beware of darkness (beware of darkness)


____________________________________________
George Harrison, "All Things Must Pass", 1970

Big Luciano e l’Opera da tre soldi

Dicono che lo scudetto dell’annata 2005-2006 non ci spetti. Dicono che "noi gli scudetti li sappiamo vincere soltanto così". Per anni abbiamo subito il sarcasmo di juventini e milanisti, deglutito e aspettato, replicando  per lo più con l’argomento delle alterne fortune di una squadra matta per definizione. Un tifoso bianconero mio conoscente, imprenditore edile (édile, come diceva lui) ricco sfondato e di ignoranza sterminata, simpaticamente mi rivolgeva la parola solo per ricordarmi che gli amici interisti vivevano nello sconforto di non aver mai potuto vedere i propri bambini gioire per la conquista di un trofeo da parte della squadra del cuore.
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Nostalgia

creTin.it

- … Allora siamo d’accordo, Tamarinda. Ma è sicura che così non corro il rischio di ritrovarmi senza l’ADSL al domicilio attuale nelle prossime due settimane? A me la linea è necessaria praticamente tutti i giorni.
- Stia tranquillo, Signore, può inviare il fax per chiedere il TRASLOCO della linea immediatamente, visto che l’attivazione del servizio richiede due
settimane, giorno più, giorno meno, e che mancano due settimane esatte alla Sua partenza.

24 ore più tardi:
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Fiori di zucca (a.k.a.: Fuori d’arancio)

Succede anche questo. Succede di "conoscere" una famiglia invitata ad un matrimonio. Un matrimonio del Sud, con lo sfarzo e l’ostentazione spesso fastidiosamente eccessivi quando non fuori luogo che solo i riti sociali del Sud, dal battesimo alla prima comunione al matrimonio al funerale, riescono a mostrare. Anche se è sbagliato generalizzare. Non privi di aspetti dal fascino perverso e dovuti, beninteso, agli stessi fattori culturali che di quel Sud hanno prodotto le molte cose belle e buone, in un intreccio inestricabile e paradossale. Un Sud in cui si arriva ad accendere un mutuo per finanziare cerimonie principesche, addobbi degni della Kärntnerstraße in periodo natalizio e avemarie di Schubert eseguite magari da un discendente e omonimo del medesimo. Ma naturalmente non è questo il caso. E succede di sentirsi dire che, dato che gli sposi non sono ragazzini e quindi i molti (troppi, n.d.r.) amici coetanei invitati sono per lo più prole-muniti, i bambini finirebbero per essere troppi, e quindi "sarebbe il caso che non venissero", anche perché sul luogo del banchetto "c’è una piscina e non vorremmo che ci finissero dentro. Ci saranno soltanto quelli del fratello dello sposo".

Update: "Adesso qui si usa così".

Numero Uno

Dice: perché devo a Pino Scaccia questo post d’esordio? Perché è stato quel crocevia di opinioni, sensazioni e ragioni che probabilmente è ancora la sua Torre di Babele a introdurmi, malgrado egli ne avrebbe fatto ampiamente a meno, a questo universo parallelo, virtuale e un po’ sfigato ma sicuramente prezioso che è la blogosfera, termine tanto raccapricciante quanto ormai significante.

Perché rimanda a una realtà ineludibile per chiunque nel nostro tempo abbia l’inquietudine dolente e prevalentemente scomoda della curiosità, sia pure con le pastoie cognitive e i non sempre colpevoli limiti intellettuali (non necessariamente intellettivi) di una generazione cresciuta a copincolla e di un mezzo che promette di esprimerne il pensiero on line in cinque-minuti-cinque, garantendo un’attenzione spesso discutibile. Più che altro, garantendo di esprimerne il pensiero. Come se la cosa si riducesse a capienza di server, larghezza di banda e logica di reti. Continua a leggere ‘Numero Uno’