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Un’Italia a 90 Gradoli

[youtube width=”300″ height=”248″]gNI-iXAysJo[/youtube] Rievocata durante la puntata di ieri di “Porta a Porta”, l’esilarante vicenda della presunta rivelazione sul covo delle Brigate Rosse ricevuta durante una seduta spiritica [ sic ] da Romano Prodi all’epoca del rapimento Moro è qui ripresa dal Senatore Paolo Guzzanti in un’intervista ad una televisione locale risalente allo scorso marzo. 

Come mostrato ieri sera durante la performance del Senatore Massimo Brutti nel salotto di Vespa, il meccanismo alla base della dialettica politica di impostazione “progressista” è chiaro quanto infantile: screditare l’avversario cercando di irriderlo con risolini o presunte battute di spirito a mezza voce, oppure, in mancanza di argomenti, gridare nella speranza di sovrastarlo.

Ma la seduta spiritica è davvero troppo.

Regimental

E’ stupefacente come in Italia si abbia la faccia tosta di manipolare la legge e i bisogni che essa riflette e rappresenta a proprio uso e consumo, oltre all’abitudine di attribuirne acriticamente e surrealmente il malcostume al prossimo. Sembra che il polverone sollevato dalla questione intercettazioni, le polemiche seguite all’uso distorto da parte della stampa di materiale anche illegalmente raccolto frugando nelle vite di liberi e privati cittadini, l’indignazione con cui si reagiva alla trascrizione dei messaggi di passione tra calciatore e velina di turno, e infine il decreto legge discusso e approvato in Parlamento solo pochi giorni fa per correggere la condotta di aziende e testate giornalistiche sempre più simili ad apparati dello stato, siano oggi argomenti "dimenticati".

Il nostro paese ha una memoria storica patologicamente corta, o meglio ricorda solo ciò che vuole ricordare, il che non equivale comunque a escluderne problemi funzionali. Perché da qualche giorno i quotidiani sono tornati a non farsi scrupolo di pubblicare intere conversazioni telefoniche di dubbia acquisizione e registrate non a semplici cittadini, il che sarebbe già grave, ma a un senatore della Repubblica investito da un delicato incarico istituzionale da parte di quello stesso Parlamento alla cui sovranità, da sinistra, non si esita a ricorrere per difendere in nome degli ideali democratici gli argomenti di volta in volta funzionali ai propri interessi di bottega. Sarebbe interessante sapere su quali basi si possa giustificare, nell’immaginario giuridico della classe politica e di quella giudiziaria che sempre più colpevolmente la rappresenta, il rapporto esistente tra il decreto ormai diventato legge dopo una sostanziale convergenza tra tutte le forze parlamentari e la disinvolta divulgazione e pubblicazione delle conversazioni private intercorse tra il Senatore Paolo Guzzanti e un consulente della Commissione Mitrokhin da lui presieduta in 4 anni di lavoro scomodo e ignorato dai mass-media e dall’opinione pubblica, ma non abbastanza da dover essere protetto da una scorta armata.

Un’attività nella quale Guzzanti sostiene di poter e voler dimostrare di aver sempre accolto con estrema cautela e senza strumentalizzazioni le informazioni fornite da quel Mario Scaramella che ora langue in un letto d’ospedale a Londra, senza la minima idea sulle proprie possibilità di sopravvivere ad un’avvelenamento subito per aver evidentemente colpito i punti nevralgici di una rete di potere e connivenze che dovevano rimanere nell’ombra. E venendo preso in considerazione, dall’Italia, solo per essere inquisito, per aver tramato contro i poteri forti. Tutto questo, sulla scia di una serie di omicidi efferati che certo elettorato si permette di sbeffeggiare volgarmente (ma guai a toccargli le vittime santificate) e che i suoi degni rappresentanti non esitano a liquidare come guerra tra spioni moralmente compromessi. Ovviamente, come sempre, in modo selettivo, ovvero isolando ideologicamente le vittime nobili da quelle ignobili, confermando l’odio di cui è capace dietro ipocrite professioni di pacifismo a corrente alternata. Se aggiungiamo tutto questo alla spaccatura oggi in atto tra il potere esecutivo e quello giudiziario da un lato e quello legislativo sostenuto dalla maggioranza della popolazione sana di mente dall’altro e all’atteggiamento dimostrato dalla sinistra e nel migliore dei casi formale maggioranza di governo innanzi alle dimensioni e al significato della manifestazione con cui ieri l’Italia di centrodestra ha messo alle corde una classe politica oggi più che mai delegittimata, il risultato è soltanto uno e tragicomico: regime.

Reporter, che fai stasera?

Ciò che sta accadendo è mostruoso, ma non mi sorprende. Io e Mario Scaramella abbiamo tenuto una affollata conferenza stampa al Senato con tutta la stampa internazionale e le televisioni internazionali. Era così internazionale che l’abbiamo tenuta in inglese. Io stesso ho dato due lunghe interviste all Bbc radio e a Channel Four TV. La stampa italiana era assente. I direttori dei giornali italiani hanno detto che l’argomento Litvinenko - Prodi non interessava. [ leggi –> Rivoluzione Italiana, il blog di Paolo Guzzanti ] [ Il caso Litvinenko ]