Articoli con tag 'malafede'

Integralismi? Mai Pew

Sempre sul "Corriere" leggo l’interpretazione di Magdi Allam ai risultati del sondaggio recentemente realizzato dal "Pew Global Attitudes Project": "Le comunità musulmane emergono in Europa come un iceberg in preda a una schizofrenia identitaria, in bilico tra l’aspirazione a realizzarsi come entità islamica distinta dalla popolazione autoctona e la preoccupazione a non essere assimilata all’estremismo islamico. Condividendo tuttavia le medesime posizioni radicali degli estremisti islamici e dei musulmani residenti nei paesi islamici (…)". In pratica, la "schizofrenia identitaria" rappresenta la causa principale dei problemi dei musulmani e "il principale fattore di discrepanza rispetto alla popolazione autoctona".

Il che significa anche che gli immigrati musulmani presenti nei principali paesi europei si sentono prima di tutto portatori di un’identità vissuta in termini di contrapposizione tendenzialmente netta rispetto alla nazionalità locale. Tutto ciò mi sembra dipinga un quadro molto triste che probabilmente è alla base di molte delle incomprensioni tra immigrati musulmani e resto della popolazione dei vari paesi europei, compreso il nostro. Ma basta capire come vive una qualunque comunità di immigrati di un qualunque ceppo etnico o fede religiosa per accorgersi che il concetto di identità è molto vago a prescindere dal modo in cui viene percepito, assimilato o trasmesso, e sicuramente privo delle rigidità che gli vengono attribuite da entrambe le parti, ammesso e non concesso che i paesi europei possano costituire un insieme omogeneo, ma soprattutto dall’Islam. Generalizzando l’analisi possiamo osservare che i cinesi di New York non parlano come quelli di Pechino. Gli iraniani di Madrid non hanno le stesse abitudini alimentari di quelli di Teheran. I marocchini di Milano non vestono come quelli di Rabat. I turchi di Dortmund non ridono delle stesse cose di cui ridono i connazionali di Ankara. Gli egiziani di Londra non abitano come quelli del Cairo. Ovvero, le identità risentono inevitabilmente delle influenze esercitate dai contesti locali: è un fenomeo storico inevitabile. Continua a leggere ‘Integralismi? Mai Pew’

Ossequi alla Siniora

Leggere i giornali in questi giorni è uno spasso. C’è gente che pensa davvero che si possa governare un paese infilandosi fiori tra i capelli e facendo girotondi avvolti in bandiere arcobaleno attorno ad un falò (a proposito di Ferragosto). La realtà invece è fatta di tragedie, tensioni, morti, minuti contati. Non c’è spazio per le fantasiose custodie di occhiali vezzosamente ostentate e l’intercalare ossessivo, diciamo. La posizione delle sinistre italiane (non ce l’ho con Wanna Marchi e figlia) è un trionfo di equilibrismi e contraddizioni. Levantinismi, data la situazione. Loro sono contro la guerra, per la pace… Infatti avallano una "forza di interposizione" tra Israele e Libano che non sembra esattamente destinata a distribuire palloncini colorati al confine tra i due paesi. Lo ha detto l’ONU, d’altra parte. Quella vera, mica quella farlocca. Lo ripetono loro, che tengono a evitare qualunque spargimento di sangue: infatti manderebbero Polizia e Carabinieri a combattere il crimine tramite offerte di noccioline e scatole di cioccolatini agli incroci. "Mani in alto, nel nome della Nestlé!". Custodie vuote di biro con pallina di carta a mo’ di cerbottana per i più facinorosi. Perché "quando si ha un’arma si finisce per usarla", e "qui non siamo nel farwest" (rigorosamente minuscolo e tuttoattaccato, se no fa troppo occidentale e Cossutta s’incazza). Ma tanto la proprietà privata è un’opinione, salvo quando non è loro. Già che ci siamo, potremmo mandare i nostri in Medioriente disarmati: "scusi, signor Hezbollah, mi consegnerebbe il suo AK-47? Me lo ha detto il signor Diliberto, che è culo-e-camicia con il suo capo". Continua a leggere ‘Ossequi alla Siniora’

Liberamente

Ringrazio Liberoblog per aver ripreso un mio articolo. Quanto alla Turco penso resti poco da dire (o forse no). Riprenderei invece da quella discussione lo sdegno per il concetto stesso di "quote rosa", che considero forma di discriminazione della donna storicamente tra le peggiori e sicuramente la più efficace per chi vorrebbe vederla ridotta a poco più che un ammasso cellulare informe di natura animale o vegetale destinato a precoce estinzione. Il maschilismo italico è un dato culturale e come tale va affrontato, anziché ricorrere a squallidi mezzi di marketing elettoralistico. Continua a leggere ‘Liberamente’

Zinanciàlia

Maurizio Blondet pubblica un’interessante quanto reticente indiscrezione sulla vittoria mondiale. Peccato che non sia tifoso. Resta seriamente il dubbio su certe facoltà intellettive.