Articoli con tag 'informare'

La faccia tosta di Pyongyang

Sarebbero in totale 54.700 le vittime delle inondazioni e degli smottamenti causati lo scorso mese in Corea del Nord da settimane di incessanti piogge torrenziali. È una nuova stima dei morti e dei dispersi diffusa dall’organizzazione non governativa sudcoreana «Good Friends». Secondo l’Ong di Seul ammonterebbero inoltre a 2,5 milioni i senzatetto, in seguito alla catastrofe naturale. All’inizio del mese «Good Friends» aveva calcolato in oltre 10mila le vittime. Il regime di Pyongyang, nei suoi bilanci ufficiali emessi nelle scorse settimane, si è limitato a parlare di «alcune centinaia di morti». [ Corriere.it ]
Il famoso comunismo che ispira molte maggioranze di governo europee, inclusa la nostra, ha colpito ancora. La popolazione muore di fame e il "Partito" si permette il lusso di mostrare i denti con inutili test missilistici compiuti fino al 4 luglio, congelando gli appositi sussidi dell’ONU. A quando un tête-à-tête per un tè del nostro esecutivo con Kim-Jong-Il?

Maledetti scoop

PATNA (INDIA) - Sono stati incriminati per istigazione al suicidio i membri di una troupe televisiva indiana che, ansiosi di effettuare riprese-shock da mostrare poi sullo schermo, hanno indotto un manifestante a darsi fuoco, fornendogli persino nafta e fiammeri per appiccare le fiamme. –> [ Corriere.it ]

E poi sarebbe bello sapere come diavolo si fa a impedire che le immagini sul bordo sinistro, se più alte del testo a fianco, spingano a destra il titolo del post successivo, sballando le intestazioni.
Per adesso mi arrangerò così…

“L’utente non è raggiungibile perché potrebbe essere stato rapito o bombardato”

Secondo cifre pubblicate lo scorso anno dal Dipartimento di Stato, in Iraq esistono attualmente 7.1 milioni di utenti di cellulari, rispetto agli 1.4 milioni di due anni fa. Alcuni iracheni arrivano a spendere 800 dollari per un Humvee, il secondo nella scala dei modelli preferiti dai soprannomi (Apache, Allawi) legati ai mezzi militari USA o all’aspetto dei politici locali. I combattenti usano i cellulari per comunicare e far esplodere le bombe, gli Iracheni di tutte le sette per evitare il pericolo e informare costantemente i familiari della propria posizione. Tra gli adolescenti iracheni i cellulari, spesso protetti da custodie trasparenti come da noi si usava fino a qualche anno fa, sono desiderati non solo perché di moda ma anche in quanto unica forma di espressione, non avendo finora attratto in alcun modo manifestazioni di intolleranza religiosa in un paese in cui lo scorso maggio un istruttore di tennis e due gocatori sono stati colpiti a morte a Baghdad solo perché indossavano i calzoncini. I cellulari sono un must anche per gli ufficiali dell’esercito, che anziché scegliere i modelli dal fiorente mercato dell’usato si rivolgono ai ricchi cataloghi provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e li utilizzano per ricevere soffiate relative ai traffici di armi o al posizionamento di ordigni. Gli operatori umanitari ricevono sui cellulari le immagini di chi è torturato o ucciso dopo un rapimento dalle squadre della morte, che usano quelli di testimoni o parenti delle vittime. I cellulari sono usati anche per alleviare lo stress e la frustrazione, con video in circolazione che prendono di mira i soldati americani, il presidente Talabani, i musulmani radicali o lo stesso Saddam. O anche la mancanza di energia elettrica o di gas. [ New York Times on line ]

Dall’Europa con Dolceta

Per chiarire le idee sui rapporti tra Unione Europea, area di Schengen per la libera circolazione delle persone, commercio e diritti dei consumatori in ambito europeo è stato presentato a Bruxelles il portale DOLCETA, acronimo di Developments of On Line Consumer Education Tools for Adults (Sviluppo di strumenti d’educazione online per il consumatore). Il sito, disponibile in ognuna delle 25 lingue dei paesi dell’Unione e ideato dall’Università cattolica di Lovanio e da quella dell’Alta Alsazia, è organizzato per aree tematiche e livelli graduali di approfondimento. Non si fanno più gli acronimi di una volta.

Schiantarsi sul Pentagono. Forse.

Stasera (un parolone, visto che andrà in onda alle 23,55) andrà in onda su Rai Tre una puntata del settimanale "Enigma" dal titolo "L’aereo sul Pentagono", dedicata agli interrogativi ancora aperti sui destini del volo 77 dell’American Airlines dell’11 settembre 2001. Ospiti Maurizio Blondet e Carlo Panella.

The dark side of the Boot

Che senso ha, sul piano etico e della governabilità, che dalla stessa parte politica ci si indigni allo stesso tempo per un giornalista che collabora con i servizi e per un disegno di legge contro la diffusione del contenuto delle intercettazioni ad opera di una stampa per definizione mai troppo schizzinosa sulla natura delle proprie fonti? Forse che il mestiere possa essere esercitato seriamente senza i mezzi e gli ambienti propri di un’attività di intelligence? Che credibilità politica può vantare questa sinistra di governo sostenuta da una stampa prevalentemente di regime e da una magistratura organica agli interessi dell’attuale maggioranza, regolarmente a braccetto quando si tratti di calpestare le istituzioni, specie se scomode per i propri interessi? Apprendo oggi che esisterebbero archivi "segreti" relativi al materiale intercettato, di cui i magistrati "cederebbero" allegramente le password alla stampa, per farle fare polpette dei personaggi pubblici spiati (meglio se vicini al mondo moderato), indipendentemente dalle effettive responsabilità penali, cioè prima che si dimostri un’eventuale colpevolezza. Sarebbe interessante una delucidazione in merito, che so, di Luciano Violante, che si è scagliato contro le voci della propria coalizione favorevoli ad una regolamentazione giuridica della questione intercettazioni.

Farina del suo sacco

Renato Farina, giornalista e vicedirettore di Libero, sta subendo un vergognoso linciaggio mediatico. La sua collaborazione con il Sismi in relazione alla vicenda del sequestro Abu Omar, imam gravemente implicato nella gestione e nel controllo di una rete di reclutamento di aspiranti "kamikaze" - termine improprio, inaccettabile semplificazione giornalistica - in vili attentati terroristici ai danni di civili di tutto il mondo, sequestrato a Milano dalla Cia in collaborazione con esponenti dei servizi segreti italiani, è stata ritenuta penalmente perseguibile dalla Procura di Milano, che su di lui indaga per favoreggiamento in reato non meglio specificato nell’ambito di un’inchiesta che ha colpito i vertici del servizio segreto militare nazionale. Al di là dell’aspetto penale del coinvolgimento di Farina, si pone una questione di etica professionale.
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