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Twittering the hell out of us

Arrivo sull’ultima ossessione retaiòla piuttosto tardi, in realtà dopo lungo fidanzamento, ma ne sto già subendo gli effetti in termini di seria dipendenza. Twitter [= cinguettìo; to twit = (GB) stuzzicare, (USA) cinguettare, dall’originale to tweet] è un servizio per la nuova frontiera della comunicazione globale mobile, rapida e soprattutto istantanea, grazie all’integrazione con alcuni client gratuiti di instant messaging (come Google Talk) e alla loro capacità di notifica immediata. Dopo le regolari resistenze iniziali ("- che mi frega di sapere cosa sta facendo in questo preciso momento l’amico XY, il conoscente YZ o lo sconosciuto ZW?"), provoca nel nuovo utente rapida assuefazione aprendo scenari sociali, linguistici e psicologici imprevedibili e spesso irreversibili. Ma soprattutto dimostra, come ogni altra applicazione del Web 2.0 rigorosamente superflua che si rispetti, che non tutti gli effetti della comunicazione sono immaginabili a priori, arricchendosi di sfumature e significati sempre nuovi e a volte intriganti mano a mano che se ne fa esperienza. Twitter è indescrivibile: bisogna provarlo. Tra le sue caratteristiche solo apparentemente scomode o vincolanti, il limite massimo dei 140 caratteri per messaggio (è prevista anche un’interfaccia SMS), che obbliga l’utente ad un concentrato di espressività. Tra gli aspetti almeno inizialmente più sottovalutabili, la capacità di creare aggregazione sociale attraverso il meccanismo della reciprocità tra friends e followers, che porta ad ampliare la rete dei contatti abilitati alla lettura dei singoli post ad un numero sempre crescente di cinguettatori, in modo virale e con ritmi esponenziali. Grazie all’incomparabile DElyMyth per la dedica del suo canto al 100° follower !! [ Technorati Tags: , , , , ]