Articoli con tag 'germania-2006'

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Giusto per continuare a rodersi, diciamo, il fegato dopo la squalifica inflitta a un Materazzi battuto come un tappeto, nuove e inquietanti notizie rafforzano la speranza di riuscire un giorno a vedere Zidane calato lentamente con madre e sorella al centro del cortile di San Vittore o Rebibbia o l’Ucciardone durante l’ora d’aria e una clamorosa distrazione del corpo di sorveglianza.

“Materazzi va castrato”

Zinanciàlia

Maurizio Blondet pubblica un’interessante quanto reticente indiscrezione sulla vittoria mondiale. Peccato che non sia tifoso. Resta seriamente il dubbio su certe facoltà intellettive.

Verba volant

Secondo le prime, interessate (?) indiscrezioni, Materazzi avrebbe dato a Zidane del "terrorista". A parte il fatto che quella testata avrebbe potuto abbattere un rinoceronte, non vedo il problema. Ci mancherebbe anche che nella foga agonistica della finale della competizione mondiale si stesse a sottilizzare sul peso delle parole che volano in campo. Vergogna e colpa restano tutte del vecchio pensionato che sputa.
(Poi circola già - purtroppo -  la versione alternativa di una proposta di venire a giocare 
all’Inter… )

Update - Poi resta il problema della prova video, finora non ammessa.
Ma una finale mondiale può cambiare il corso della storia del calcio.

CAMPIONI DEL MONDO!!!

Non mi pare vero. Ce l’abbiamo fatta ai rigori, non è da noi. Perché siamo emotivi e con la Francia abbiamo una tradizione di amare sconfitte. Ma stavolta l’abbiamo spuntata, siamo stati perfetti. Forse inferiori sul piano della tenuta atletica ma sicuramente superiori in quanto a cuore e orgoglio, sportivi fino in fondo contro una squadra di falsi campioni boriosi, trainata da un commissario tecnico insopportabile e da una maschera di cemento che neanche merita di essere nominata per aver tradito lo scarso spessore umano dissimulato con una imperturbabile inespressività proprio quando non doveva, strappando alla propria squadra, oltre alla rispettabilità, la probabile certezza della vittoria. Perché da come si erano messe le cose sembrava che i Bleus dovessero l’emporter, farcela. E invece quella brutta testata assestata a tradimento a Matrix Materazzi, forse nell’ingenua speranza che potesse passare inosservata o più semplicemente per non meno colpevole istinto, ci ha consegnato letteralmente la vittoria sprofondando nella vergogna e nel disonore un atleta semplicemente indegno di una finale così intensa e gloriosamente combattuta fino all’ultimo, e che ha forse trovato così la dimensione adeguata per concludere meritatamente nel fango la propria carriera. Va te faire foudre, e saluti azzurri e italianissimi dall’Empireo calcistico del caldo cielo sopra Berlino in questa notte magica che ci ha dato quel pezzo di autentica felicità che attendevamo da tempo. Grazie anche a Marcello Lippi, che ha guidato magistralmente e protetto con affetto quasi paterno questa grande e vera squadra dalle ingerenze insopportabili di un branco di sciacalli sempre pronti a speculare sul niente in nome dell’autenticità del proprio carattere spigoloso e battagliero, ma vero. Lippi in azzurro ora e sempre, alla faccia degli avvoltoi, dei menagramo e degli stereotipi antitaliani. Grazie a tutti, l’Italia ne aveva un gran bisogno.

Speranze (con Ringhio)

Lo scar-dinadifese (scongiuri)

Leggo qui che Frank scarface Ribery, centravanti dei Bleus con cui dovremo vedercela domani sera, si è procurato la cicatrice che gli riga il lato destro del viso, dalla fronte al pizzetto, con la ferita riportata attraversando un parabrezza d’auto in un incidente stradale all’età di due anni. Ribery, 23 anni, ha esordito con la maglia della nazionale francese alla fine dello scorso maggio. In una conferenza stampa tenuta in settimana dal ritiro di Hameln ha dichiarato: "Non ho un modo fisso di giocare. Mi muovo, cercando di creare pericolo".
Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum? Quid Tum?

Mi faccia il piacere

Ho sempre diffidato dei volti poco espressivi. O meglio, di quelli che esprimono poco a causa di una sostanziale immobilità. In individui vivi, intendo. Penso che a volte la cosa possa dipendere da una sorta di corazza che c’è chi non può fare a meno di cucirsi addosso nei rapporti con il prossimo, per immaturità o scarsa fiducia in se stessi, o per proteggersi comunque da una situazione stressante. Allora la scarsa mobiltà facciale, come del resto altre modalità di gestione del corpo, può ricondursi più o meno consciamente a una sorta di meccanismo di difesa egoistico, del tipo mi-lascio-scivolare-tutto-addosso, qualunque cosa succeda. Prima o poi credo che si ritorca contro in termini di incomunicabilità sul piano delle relazioni umane, in cui le modalità dell’interazione finiscono sempre per condizionarsi reciprocamente un po’. Può essere confuso con l’atteggiamento del duro, cinico e incorruttibile, ma credo che questo atteggiamento sia più facilmente spiegabile con una buona dose di insicurezza e dunque debolezza, anche se ben gestita. Certo richiede un certo habitus mentale e una notevole autodisciplina, e dubito che possa essere del tutto spontaneo o naturale. Insomma, un segno di forza che, in chi lo ostenta, può nascondere fragilità. Il guaio è che, temo, questa può essere in qualche modo smascherata ed eventualmente soggiogata solo quando a parlare sono le parole, e non il resto del corpo.

Il Conto di Bruno

semiToni 2.0


[ Corriere.it ]

Il guusto pieno della vita

Fußblog 2006

Un aggregatore di post sul Mondiale di Germania provenienti dai blog italiani. Dettagli qui. E’ possibile partecipare al progetto iscrivendo il proprio blog.

Guida Monaci 2006

Il patriarca buddista di Phnom Penh Non Nget ha ammonito i suoi monaci affinché si astengano da reazioni di entusiasmo durante la visione delle partite dei Mondiali di calcio che si stanno disputando in Germania. I monaci dovrebbero evitare di assistere alle partite in pubblico, ma dato che la tecnologia moltiplica le possibilità di trovarsi di fronte alle immagini, è almeno richiesto che i religiosi evitino di produrre rumori o esultare, pena la perdita del rango monacale. Attuale.