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Lunedì aperto: il declino estetico di un’epoca

Sta per chiudersi un’epoca. Con la possibilità prevista dal nuovo pacchetto di liberalizzazioni del governo di lasciare a parrucchieri e barbieri la scelta se tenere chiuso il proprio esercizio il lunedì, tramonta un intero universo simbolico. Perché scompare una dimensione umana fondata sull’attesa e le aspirazioni del cliente e sul fatalismo proprio dell’artigiano paziente e capace, ma soprattutto lento, estraneo ai pruriti imprenditoriali e privatistici e dotato di una concezione strettamente tradizionalistica e pre-industriale della propria prestazione d’opera. Il buon parrucchiere, e ancora di più il barbiere coscienzioso, hanno il dovere morale di essere pigri chain-smoker meridionali dall’apparenza rassegnata ma fiera di chi lavora unicamente perché investito di una missione sociale di puro asservimento al cliente, quindi esercitata per lo più controvoglia, ma allo stesso tempo con zelo ottocentesco. Perché la metamorfosi dissolve un’aura di predestinazione dai risvolti quasi calvinisti che pone l’uomo in camice e forbici (Policlinico Umberto I a parte) al centro di una rete di valori antropologici ed estetici che gli assegnano una funzione pressoché magico-sacrificale di derivazione strettamente pagana. Senza la pausa di inizio settimana, questa figura semimitologica di sacerdote laico dai risvolti demiurgici e stregoneschi, quasi golemici, vedrà bruscamente ridimensionata se non totalmente azzerata la propria vocazione di confidente disinteressato, di psicologo delle masse nazionalpopolari ma anche delle élite refrattarie alla contemporaneità, di depositario di confidenze intime e speranze millenaristiche, di serbatoio di espressioni di saggezza popolare che millanta competenze in area medica, recuperando il cliché storico del barbiere-chirurgo. Se la dolorosa metamorfosi barbiere-hair stylist avanza da anni implacabile, con l’apertura di inizio settimana essa subirà un’impennata che troverà i suoi risvolti più inquietanti nella scomparsa dei segni rassicuranti di un mondo romanticamente decadente. Quello degli ultimi avamposti urbani di una manualità artigianale simboleggiata al meglio da un rituale cosmogonico antico, che pone al centro dell’universo il contenuto di un flacone vaporizzatore dalle proprietà curativo-apotropaiche e dal potenziale narcotico devastante.

Imperdibile: Le MIRABOLANTI liberalizzazioni della sinistra