Articoli con tag 'disturbidansia'

Agorafobia


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Fatti, non parole

Da uno studio condotto presso la Stanford University su un campione di 2.400 internauti adulti, è emerso che il 14% presenta i sintomi di una dipendenza dal web, o almeno di una qualche forma di uso compulsivo della rete. Sebbene i ricercatori abbiano precisato che "il tema richiede studi più approfonditi", i sintomi riferiti dagli utenti sarebbero paragonabili a quelli di un abuso di sostanze stupefacenti. Ovvero, presumo, oltre alla dipendenza, assuefazione e crisi di astinenza. Come dire che non solo si registra una tendenza inquietante a presentare segni di disagio psicofisico in condizioni di deprivazione dall’uso della rete, ma anche un progressivo incremento delle variabili che tale uso descrivono. In altre parole, estrapolando i risultati della ricerca, saremmo tutti destinati a dover usare il web sempre di più o sempre più intensamente, pena un peggioramento almeno apparente della qualità della nostra vita. Non che l’informazione non fosse già piuttosto intuitiva, ma avere il conforto della scienza è sempre rassicurante.

Come ti curo il panico da volo

Un volo United Airlines diretto da Londra a Washington è stato fatto atterrare a Boston con procedura di emergenza. Motivo? Una crisi di ansia acuta subita da una viaggiatrice. Soluzione? Con tipica sensibilità da assistenti di volo, si è provveduto ad allertare l’FBI favorendone l’arresto per sottoporla ad estenuanti interrogatori. Capisco lo stress post 11 agosto (e settembre), ma di sforzarsi di gestire una delle più comuni evenienze del traffico aereo, e non solo, con un minimo di professionalità e umanità, non se ne parla, eh?

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Integralismi? Mai Pew

Sempre sul "Corriere" leggo l’interpretazione di Magdi Allam ai risultati del sondaggio recentemente realizzato dal "Pew Global Attitudes Project": "Le comunità musulmane emergono in Europa come un iceberg in preda a una schizofrenia identitaria, in bilico tra l’aspirazione a realizzarsi come entità islamica distinta dalla popolazione autoctona e la preoccupazione a non essere assimilata all’estremismo islamico. Condividendo tuttavia le medesime posizioni radicali degli estremisti islamici e dei musulmani residenti nei paesi islamici (…)". In pratica, la "schizofrenia identitaria" rappresenta la causa principale dei problemi dei musulmani e "il principale fattore di discrepanza rispetto alla popolazione autoctona".

Il che significa anche che gli immigrati musulmani presenti nei principali paesi europei si sentono prima di tutto portatori di un’identità vissuta in termini di contrapposizione tendenzialmente netta rispetto alla nazionalità locale. Tutto ciò mi sembra dipinga un quadro molto triste che probabilmente è alla base di molte delle incomprensioni tra immigrati musulmani e resto della popolazione dei vari paesi europei, compreso il nostro. Ma basta capire come vive una qualunque comunità di immigrati di un qualunque ceppo etnico o fede religiosa per accorgersi che il concetto di identità è molto vago a prescindere dal modo in cui viene percepito, assimilato o trasmesso, e sicuramente privo delle rigidità che gli vengono attribuite da entrambe le parti, ammesso e non concesso che i paesi europei possano costituire un insieme omogeneo, ma soprattutto dall’Islam. Generalizzando l’analisi possiamo osservare che i cinesi di New York non parlano come quelli di Pechino. Gli iraniani di Madrid non hanno le stesse abitudini alimentari di quelli di Teheran. I marocchini di Milano non vestono come quelli di Rabat. I turchi di Dortmund non ridono delle stesse cose di cui ridono i connazionali di Ankara. Gli egiziani di Londra non abitano come quelli del Cairo. Ovvero, le identità risentono inevitabilmente delle influenze esercitate dai contesti locali: è un fenomeo storico inevitabile. Continua a leggere ‘Integralismi? Mai Pew’

Hello World

Un team italiano composto da quattro studenti del Politecnico di Torino si è aggiudicato il primo premio per la categoria "software design" dell’edizione 2006 del concorso Imagine Cup sponsorizzato da Microsoft, dedicata al tema della salute. La vittoria nella finale della competizione, che ha visto la partecipazione di altri 41 team di oltre 100 paesi riunitisi a Delhi, India, ha permesso al quartetto composto da Giorgio Sardo, Massimo Paternoster, Silvia Perrone e Andrea Sossich di ottenere un assegno di 25.000 dollari. Il progetto vincitore consiste nello sviluppo di soluzioni di programmazione mirate alla messa a punto di un sistema per la trasmissione di importanti informazioni sui sintomi e legate al contesto che sono solitamente trascurate nel rapporto paziente-medico nell’ambito della diagnosi e della cura di disturbi d’ansia e di perdita di memoria.
Il team Hello World