Articoli con tag 'cretin.it'

Un post al vento

Una considerazione fuori dai denti, ora che sono reduce dalla scrittura di getto di un precedente post lunghissimo e particolarmente ispirato di cui sono andato piuttosto fiero fino all’ultimo, prima che la mia ineffabile connessione cadesse rovinosamente lasciandomi ad un passo dalla sua pubblicazione e, soprattutto, senza una copia. (Censura)

In tempi di internet semantico e applicazioni web-based che si sostituiscono progressivamene ai vari client di scrittura o gestione di posta e fogli di calcolo, sarebbe bene che chi se ne occupa provvedesse a garantire i necessari strumenti di backup automatico, per evitare all’utente di ritrovarsi come me adesso con le pive nel sacco, e con le sole possibilità di ripescare nella memora il contenuto perso (escluso: non risulterebbe altrettanto riuscito - me ne vanto perché difficilmente sarà mai leggibile) o consultare l’oracolare forum di supporto di WordPress, anche se dubito seriamente che dell’articolo sia rimasta una sia pur labile traccia nei meandri della mia installazione (che so, nella cache).

A che serve garantire il backup di un sistema di web-publishing, e non solo, se non è automatico e istantaneo, e dunque ridondante? Probabilmente a niente, ma in attesa di provvedere sarebbe bene accantonare la smorfia di sufficienza con cui chiunque (sono ottimista: mal comune, mezzo gaudio) ricorre al salvataggio dei contenuti temporaneamente realizzati finché si è in tempo per farlo. Cioè fintanto che la cosa resti del tutto superflua.

A-O-hell, o della Customer Scare

Un esilarante articolo del NYT segnala la storia di Vincent Ferrari, blogger americano avventuratosi in una telefonata al call center del provider Internet AOL per chiedere la cancellazione del proprio account. E’ stato tenuto inchiodato alla cornetta per 21 minuti da un addetto fermamente convinto di poter "salvare" il cliente, recitando un copione da modesto addetto vendite totalmente disinteressato al senso delle sue parole e convinto di poter mantenere accesa una qualche forma di contratto con l’azienda. Fin qui, niente di nuovo.

La novità, se vogliamo, sta nell’aver registrato la telefonata per poi renderne disponibile il file audio tramite il proprio sito, attirando l’attenzione della blogosfera e della Nbc e obbligando il provider a lettere di scuse e alla ridefinizione formale delle clausole di disimpegno dai servizi offerti. John, l’addetto al call center che avrebbe percepito un bonus in caso di "salvataggio" del cliente guardandosi però dal soddisfarne le esigenze, è stato prontamente licenziato per aver ignorato la richiesta di cancellare l’account ripetutagli almeno 21 volte nel corso della telefonata. Altro caso di customer dissatisfaction è quello di Brian Finkelstein, altro blogger, che ha filmato il tecnico Comcast intervenuto al suo domicilio di Washington per la sostituzione di un modem e addormentatosi al telefono in attesa di risposta dalla propria ditta. Il video, intitolato "A Comcast Technician Sleeping on My Couch", è disponibile tramite You Tube a questo link. Per la cronaca, pare che il tecnico sia stato anch’egli licenziato.
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creTin.it

- … Allora siamo d’accordo, Tamarinda. Ma è sicura che così non corro il rischio di ritrovarmi senza l’ADSL al domicilio attuale nelle prossime due settimane? A me la linea è necessaria praticamente tutti i giorni.
- Stia tranquillo, Signore, può inviare il fax per chiedere il TRASLOCO della linea immediatamente, visto che l’attivazione del servizio richiede due
settimane, giorno più, giorno meno, e che mancano due settimane esatte alla Sua partenza.

24 ore più tardi:
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Fiori di zucca (a.k.a.: Fuori d’arancio)

Succede anche questo. Succede di "conoscere" una famiglia invitata ad un matrimonio. Un matrimonio del Sud, con lo sfarzo e l’ostentazione spesso fastidiosamente eccessivi quando non fuori luogo che solo i riti sociali del Sud, dal battesimo alla prima comunione al matrimonio al funerale, riescono a mostrare. Anche se è sbagliato generalizzare. Non privi di aspetti dal fascino perverso e dovuti, beninteso, agli stessi fattori culturali che di quel Sud hanno prodotto le molte cose belle e buone, in un intreccio inestricabile e paradossale. Un Sud in cui si arriva ad accendere un mutuo per finanziare cerimonie principesche, addobbi degni della Kärntnerstraße in periodo natalizio e avemarie di Schubert eseguite magari da un discendente e omonimo del medesimo. Ma naturalmente non è questo il caso. E succede di sentirsi dire che, dato che gli sposi non sono ragazzini e quindi i molti (troppi, n.d.r.) amici coetanei invitati sono per lo più prole-muniti, i bambini finirebbero per essere troppi, e quindi "sarebbe il caso che non venissero", anche perché sul luogo del banchetto "c’è una piscina e non vorremmo che ci finissero dentro. Ci saranno soltanto quelli del fratello dello sposo".

Update: "Adesso qui si usa così".