Articoli con tag 'blog'

I dubbi di Bruno

Al di là dei limiti dichiaratamente anagrafici di Bruno Vespa, che gli impediscono di provare autentica curiosità per il fenomeno blogosfera e quindi di capirlo con tutti gli strumenti tecnici del caso, e al di là di alcuni eccessi criminologici raggiunti nel dibattito, ancora più povere di significato mi sono apparse le indignate reazioni di Professionisti Della Rete che mi sembra non abbiano perso l’occasione per approfondire ulteriormente (salvo poi piangersi addosso) il fossato esistente rispetto ai media tradizionali grazie ad un atteggiamento sgradevolmente qualunquista e approssimativo verso chi non faceva altro che sottolineare il pericolo di schemi e modalità di comunicazione in cui la ricerca della visibilità spesso fine a se stessa la fa da padrona per lo sviluppo della personalità di minorenni chiamati a vivere tempi, quelli del Web 2.0, non esattamente caratterizzati da un uso adeguato del sempre eventuale senso critico individuale.
[ Technorati Tags: , , , ]

“Useremo i siti dove si mettono le fotografie”

Nell’header del nuovo mirabolante sito di supporto alla candidatura dell’ineffabile Uòlter nazionale alle prossime elezioni primarie per il Partito democratico, blog tutto tempestato di diamanti di convergenza, web tv e social networking, campeggia accanto all’infelice titolo un’immagine del titolare sagacemente rovesciata. Per gli scettici dallo spirito di osservazione ormai irrimediabilmente ottenebrato dai fumi del semantic web e del Partito democratico, fa fede il neo sublabiale (sublaziale?). [ Technorati Tags: , , , , ]

Pensavo peggio

70%How Addicted to Blogging Are You?[ Technorati Tags: , ]

Questione di stile

C’è chi si esprime attraverso la propria testata e chi lo fa attraverso un blog.

Fatti non foste a viver come blog

Dal blog di Blogbabel:

E’ finalmente partita l’iniziativa di Diario Aperto di raccogliere, tramite un piccolo questionario, le impressioni di tutti i bloggers riguardo il mondo della blogsfera.

Siccome alla fine del questionario i dati verranno rilasciati pubblicamente vi chiediamo di partecipare e diffonderne il link.

Strafalcioni a parte, piccolo è un parolone. Ma probabilmente ne vale la pena per creare e diffondere conoscenza sulla blogosfera, pur con i mezzi di una strategia di marketing.

Gravatar’s back

Dal Gravatar Blog, aggiornamento del fondatore Tom Werner per tutti i Gravatar-dipendenti (*) :

I’ve kicked off the private Gravatar beta by opening it to the 32 volunteers that helped rate gravatars in the olden days. I’d like to thank them for all the time and effort they put in to help you get your gravatars rated in a timely manner.

In less than a week I will expand the beta to include anyone who has left a comment on this blog’s first post, so if you want in early, make sure to get your comment in. Spread the word!

[ * = Gravatar è un servizio di global avatar hosting per tutti gli utenti di blog con dominio indipendente. Insomma, è la diavoleria che permette di avere un’immagine personalizzata associata al proprio nickname accanto ad ogni commento pubblicato su quella tipologia di blog ]

Un Pigiama per discutere e informarsi

PigiamaMedia è appena partito e già promette bene. Il nuovo sito di Valerio Lo Monaco di RadioAlzoZero.net, a metà tra un blog collettivo e un aggregatore di news, rappresenta decisamente una novità interessante nel panorama della blogosfera e dell’intera scena virtuale italiana. Ma le etichette non hanno troppo senso dove le idee si susseguono a ritmo frenetico: è questo il bello della rete. La speranza è che il sito possa essere fin da subito un luogo di confronto davvero civile e trasversale. Ce n’è un gran bisogno. Leggi la presentazione del progetto

Blog aziendali. Se li (ri)conosci, li eviti.

Arriveranno. Li sento. Anzi, sono già tra di noi. Perché i tempi sono maturi e il genere attira una quantità crescente di risorse intellettuali, creative, finanziarie ed economiche. E così, mentre forse in molti staremo ancora pensando di averla fatta franca, ci vedremo anche noi subissati da corporate blog, i temutissimi e famigerati blog aziendali. Il dibattito sulla loro capacità di attecchire nella nostra fetta di blogosfera ferve da diversi mesi anche in ambito specialistico, ma in America esistono già da tempo, perché è là che la materia prima si è sviluppata e non poteva essere diversamente, dato che qualunque cosa nasca come un passatempo, sia pure rivestito dei significati sociali e culturali più nobili, non può che vedere la luce nei paesi più avanzati, o meglio ricchi. E poi c’è il Fattore P, il pragmatismo americano che impedisce di stabilire confini precisi tra ciò che negli Stati Uniti è pubblico, statale, nazionale, istituzionale, comunitario, e ciò che è privato, aziendale, individuale, elitario. Tutte distinzioni che sfumano alla luce di una logica del business che trova il terreno ideale, e così anche per chi apre sul web uno spazio personale per mostrare le foto del primogenito o del gatto di casa diventa inevitabile l’adozione di un linguaggio o per lo meno un tono più o meno vago da venditore o almeno da pubblicitario, in cui la lingua del mercato per eccellenza fa la parte del leone. E così quel sito diventa occasione per vendere sistemi per educare il gatto a fare i bisogni nel water, o per evitare di sporcare i pannolini. Il che finisce per impedire qualunque valutazione moralistica: nel paese del mercato perfetto e del capitalismo fisiologico non c’è spazio per una coscienza della cosa pubblica, non a caso di estrazione tipicamente mediterranea ed europea. Qui il mercato è un fatto economico, non di vita. Esiste l’economia, di cui il mercato e le sue derive sono parte fondamentale, ma non la esauriscono, per lasciare spazio a un’anima sociale che del continente europeo è il tratto più caratteristico. Ma allo stesso tempo il punto critico, l’anello debole di una catena comunque necessaria. Quello da cui possono dipendere la dannazione o trionfo, la svolta o il senso del ridicolo. E’ qui che si inserisce la differenza tra il corporate blog americano e quello nostrano. Perché se in America tutto è business, da noi tutto può diventarlo, quindi niente lo è. Se oltreoceano le foto del pupo sono solo una premessa per fare company, sebbene in modo spontaneo, naturale, organico, da noi le cose stanno diversamente.
Continua a leggere ‘Blog aziendali. Se li (ri)conosci, li eviti.’

La poesia ai tempi di internet

I blog sono fatti per lo più da esibizionisti. Si trova la fuffa peggiore, senza un orientamento.

E’ l’opinione di uno dei massimi poeti italiani contemporanei, Giuseppe Conte, vincitore dell’ultima edizione del Premio Viareggio, riportata da un articolo di Corriere.it sulla difficoltà di scrivere in versi oggi e sui rapporti tra poesia e rete.
Alcuni siti segnalati: Biagio Cepollaro - Marco Giovenale - Laura Pugno - Nazioneindiana - I MiserabiliCapitanicoraggiosi - Nabanassar - Poeti e poetastri.

Update: un aggregatore sperimentale di blog poetici (… "poecast"!).

Il tramonto del “Lìder maximo”

Il dittatore cubano Fidel Castro, 80 anni tra pochi giorni, ha ceduto i poteri nella notte al fratello Raùl, ex ministro della Difesa, in seguito ai postumi di un intervento chirurgico per emorragia intestinale dovuta "allo stress accumulato negli ultimi tempi". Cambio della guardia (si fa per dire) a L’Avana dopo 47 anni di strapotere ininterrotto nel nome dell’autoritarismo comunista e scene di giubilo per le strade di Miami, Florida, tra gli esuli della principale comunità di oppositori cubani all’estero, al grido di "Viva Cuba libre". Corriere.it (Foto Reuters)

In attesa dei primi veri blog cubani…

Soluzione al 98%

Mi soffermo ancora sul concetto di "Long Tail", che da qualche tempo imperversa come un autentico tòpos nell’immaginario degli osservatori del web nella sua evoluzione e nelle sue implicazioni socio-economiche e culturali. Definita in beve, l’espressione rappresenta la tendenza per cui, se il canale di accesso ad un repertorio di fonti è sufficientemente ampio, l’insieme delle fonti cui si attinge meno frequentemente è quantitativamente nettamente superiore a quelle che godono di maggior popolarità. L’espressione, già esistente in statistica nella teoria della probabilità, è stata usata nel 2004 per la prima volta con riferimento al Web, e in particolare alla blogosfera e alle sue ricadute economiche, in un articolo del direttore del magazine online Wired Chris Anderson. Il "canale" sarebbe rappresentato quindi dal web, con i blog più autorevoli, tali cioè da poter vantare il maggior numero di link in entrata (secondo il noto criterio affermato da Technorati), a rappresentare le hit o "fonti" più popolari e frequentemente consultate, e la miriade di blog personali di individui o gruppi relativamente sconosciuti a costituire la "coda lunga" di un universo quantitativamente, nel suo insieme, molto più massiccio dei siti top-ranking. Non solo: minore è la popolarità dei siti e maggiore risulta il loro numero, con una proporzionalità inversa tra numero e popolarità, e quest’ultima tendente a zero per un numero di blog che tende all’infinito. Continua a leggere ‘Soluzione al 98%’

Postamatic, o del copincolla equo e solidale

Tipi da rete. I porta a porta del blogging copincolla, che parlano di se stessi in terza persona in preda a delirio da onnipotenza ormai irreversibile, attirando l’ignaro visitatore nella tela per poi vantare di essere arrivati uno, come i ciclisti negli anni Cinquanta. Le eminenze sempre più grigie della satira a senso unico allergiche al dialogo e inclini al pacifismo più demagogico o alla tappezzeria ginecologica, perché fanno bestiame. I professionisti dell’informazione alternativa che speculano sulle vittime della barbarie umana per allestire tendoni da circo pubblicistico equo&solidale, usando la rete come fonte di forza lavoro. Gratis. I comici col kit dell’aspirante giornalista magari incapaci di mettere insieme una sintassi da terza elementare, che abboccano alle bufale vecchie di anni nonostante una "redazione". Continua a leggere ‘Postamatic, o del copincolla equo e solidale’

Lo Stato della blogosfera

Il Pew Internet and American Life Project ha reso noti i risultati di un approfondito sondaggio condotto negli Stati Uniti a livello nazionale sulle abitudini dei blogger locali. Ne è emerso un quadro approfondito e aggiornato della blogosfera pur se limitatamente alla situazione d’oltreoceano, con nuovi scrittori meno dediti alla vocazione giornalistico-sociale delle origini della galassia blog a stelle e strisce e sempre più propensi al racconto di esperienze personali e di vita quotidiana, che il mezzo permetterebbe di descrivere non più tanto per informare, quanto per comunicare.

Un aspetto, questo, relativamente inedito in quel paese, e che probabilmente ne avvicina i blogger a quelli del nostro, in cui minore è il livello medio delle conoscenze tecnico-informatiche tra gli utenti del web soprattutto nella generazione più giovane (ma spesso anche tra gli over 30) e probabilmente, pur in una situazione complessiva di grande fluidità e innovazione continua, proporzionalmente più diffuso il modello del servizio più o meno gratuito di "blogging chiavi in mano" offerto dalle piattaforme nostrane e internazionali, con lo spazio concesso a potenziali autori non necessariamente esperti di codici e linguaggi di programmazione. Continua a leggere ‘Lo Stato della blogosfera’