Articoli con tag 'attualità'

Sangue occulto sulla bici

Eppure, fin dall’inizio, nulla può levarmelo dalla testa: Chiara che schiude la porta in pigiama solo per far entrare il gatto trovato in casa dopo l’omicidio, e qualcuno che mette un piede sulla soglia. Alberto non ne aveva bisogno. [ Technorati Tags: , , , , ]

Un venerdì da conigli

Se anziché spendere fiumi di parole ed inchiostro ci si mettesse in testa che, non solo dentro o in prossimità degli stadi, mai i poliziotti andrebbero sfiorati o tantomeno bersagliati soprattutto quando in assetto antisommossa, perché il minimo che possa accadere, che è giusto che accada se non si cede loro il passo nei momenti di tensione, è di ritrovarsi con i denti sul selciato? Se l’impegno degli uomini delle forze dell’ordine e della Polizia di Stato in particolare venisse percepito da tutti come garante della sicurezza di tutti i cittadini, anziché essere svilito a mano occulta del potere dello stato e magari del governo in carica specie se sgradito, rendendo quegli uomini passibili di un rapporto con il cittadino assimilabile a quelli intrattenuti in osteria o con il lattaio di fiducia, che (pur rispettabilissimo) si dà il caso non rischi la vita quotidianamente per difendere il diritto collettivo di uscire tranquilli? Se in questo paese si rinunciasse all’idea del diritto alla "negoziazione" privata o di classe con le forze di polizia e avessimo tutti, a cominciare dalla stampa e dai presunti eroi dell’informazione-spettacolo fino ad alcune espressioni di passione politica precocemente sottratte ai banchi dell’asilo se non alla vanga, più rispetto per un ormai sconosciuto principio di autorità, soprattutto se espresso e rappresentato per uno stipendio comunque inadeguato per la tutela dell’altrui incolumità e senza di fatto poter difendere la vita propria e del prossimo? E’ drammaticamente semplice: al di là delle norme o decreti non rispettati nel nome degli interessi economici e della deroga, che si può supporre legata in parte alle specifiche caratteristiche del contesto fisico degli stadi, tragedie come quelle del G8 di Genova del luglio 2001 e di venerdì sera all’esterno dello stadio di Catania non si verificherebbero. [ Weekend OpenTrackback @ The Right Nation ]

La triste favola di Kampuschetto Rosso e il Lupo / 2

Nuovi sviluppi della saga: purtroppo c’erano anche i sette nani.

Tutti pazzi per il puzzle della premiata ditta Amato

Con quella faccia, avrebbe tutt’al più rischiato di spettinare un passeggero della prima fila. Ma il Governo non ha esitato a gettarsi a capofitto sul chiaro tentativo di un mitomane di conquistarsi il famoso quarto d’ora di celebrità per attribuirsi il successo della gestione di questa mirabolante operazione di sicurezza. Nella relazione sui fatti esposta stamane dal ministro Amato alla Camera pare fosse incluso persino il riferimento ad una "buona efficienza del nostro sistema di prevenzione e sicurezza" (sic). E intanto, Luigi Chiatti beneficia dell’indulto. Che va da sé, serve a "ripensare l’organizzazione degli istituiti di pena" e garantire "la finalità rieducativa" della stessa, a cui fa riferimento la nostra Costituzione.

Che però prevede con altrettanta solerzia che si distinguano chiaramente i limiti e le eccezioni di un provvedimento di clemenza della portata di quello promosso dalla sinistra coalizione di governo, e che i giudici si astengano da una loro interpretazione politica. Che è esattamente quella di cui si è reso protagonista il magistrato Emanuele Medoro, che ha applicato la scandalosa disposizione.

Non coinvolgete i giudici nelle polemiche - dice - il Parlamento fa le leggi, il giudice deve applicarle.

Troppo comodo. Obbligo del magistrato è non solo applicare la legge, ma anche farlo con discrezionalità, che è uno dei principi cardine della nozione stessa di diritto. Ovvero, maturando una propria autonoma capacità di decisione nell’ambito dei limiti previsti dalle norme, che può essere elemento anche fortemente discriminante tra le azioni di diversi operatori della giustizia, che lo è sicuramente rispetto alla pedissequa applicazione delle scelte legislative del Parlamento, e che, soprattutto, ne definisce l’identità di garanti affidabili di un mandato istituzionale delicatissimo. Con il quale l’atteggiamento riscontrabile in certe parole appare difficilmente conciliabile, attraverso una contrapposizione quasi programmatica. Guai ad avere un ordinamento giudiziario in cui le sentenze non siano occasione di discussione anche accesa a tutti i livelli della società. Guai ad avere magistrati che si sottraggano alla polemica se questa è il risultato naturale del loro operato.

Senza una propria identità non sarebbe tale neanche il medico generico, che dovrebbe assumersi la spesso tutt’altro che agevole responsabilità di tranquillizzare il paziente evitando di allarmarlo ad ogni minimo disagio riferito, non potendo e non dovendo prescrivere tutti i possibili approfondimenti diagnostici a partire dal sintomo di una banale unghia incarnita. Per quello, è più che sufficiente una segreteria telefonica. Per inciso, non è detto che la sempre più frequente rinuncia al ruolo attivo nei due campi giudiziario e medico, così come in quelli di altre professioni sensibili, non sia riconducibile ad una comune, squallida deriva sociale e culturale che può peraltro sfuggire alla logica della contrapposizione politica più stretta. Non è detto. Un identità, comunque, che è fondamentale requisito, oltre all’ovvia competenza, per svolgere professioni tanto delicate (ma mai abbastanza da escludere ripensamenti dell’ultima ora a favore di alternative lavorative più modeste ma magari più onorevolmente praticabili). Assumersi la piena responsabilità soprattutto morale, civile e culturale che le conseguenze delle proprie decisioni rivestono è dunque requisito decisamente cruciale per il magistrato. Che è tale solo se svolge un ruolo attivo e dunque critico di guida nell’interpretazione dei codici, anziché subirne passivamente le prescrizioni mortificando la propria funzione, magari asservendola alle becere ansie represse del più sordido giustizialismo "progressista".

Per evitare di trasformarsi, più o meno spontaneamente e consapevolmente, in un ragioniere del diritto privo di autorevolezza è cioè imperativo che egli si interroghi sempre a fondo e a tutto campo sulle questioni che le proprie decisioni sono in grado di sollevare nella società in cui vive o si presume che lo faccia, ossia nel preciso contesto storico in cui il suo operato comunque si inserisce. Hic et nunc, le istituzioni e gli individui operano sempre con un qui e ora e mai secondo un astratto e semplicistico dogmatismo vagamente improntato ai comodi schemi di un egualitarismo preconfezionato e buono per tutte le stagioni. In questo caso, al magistrato interessava evidentemente più inviare il significato politico implicito nel fatto che neanche un crimine provato di tanta efferatezza potesse sottrarsi alla fondamentale istanza civile e politica ancora prima che procedurale della certezza della pena, che ad ogni minimo spiraglio disponibile a sinistra si tenta di relativizzare, a condizione di escludere accuratamente le vicende processuali del mondo capitalistico ad essa non organico, per dare luogo agli scenari più vergognosi della nostra storia politica e giudiziaria. Salvo sciogliersi in petulanti festeggiamenti per non aver perso neanche un pezzo del puzzle.

Ridateci il giurato cieco

Armiamoci e restate

Andare via dall’Afghanistan - restare in Afghanistan; chi credeva che in Afghanistan non ci fosse la guerra si sbagliava - rispetteremo i patti; non aumenteremo le truppe - via dal carnaio dell’Afghanistan; se solo vedeste di persona le violenze yankee - in Afghanistan è guerra civile; dive no alla logica pev-ve-vsa della guevva senza se e senza ma - non abbandoneremo i nostri militari. E poi imposizioni taumaturgiche sui feretri che neanche un chiropratico, girotondi policromi con la kefiah e la Nutella, marce della pace con il kamikaze compiacente, passeggiate tra le macerie con gli statisti, bicchierate con gli imam tra un’udienza e l’altra. E ancora, pacche sulle spalle agli assassini degli affetti più cari, tanto i figli so’ pezz’e core, possono andare via un tanto al chilo purché organici alla causa palestinese, pardon, pacifista. E sensibilissime vignette e controvignette, in un tripudio variopinto di semplicistica e demagogica inconsapevolezza, tanto più grave quanto più eventualmente dissimulata, indifferente ai contesti storici ed epocali se non riassunti per pittogrammi, perché quello che conta è affermare con ostentata ingenuità l’identità esercito-morte, difesa-guerrafondaio. Salvo osannare qualunque affermazione di militarismo alternativo e non ufficiale, magari rappresentata in parlamento con il mitra sotto lo scranno, che non disdegna di farsi saltare in pizzeria o nascondersi negli asili nido. Salvo legittimare le stragi con la fisiologia di un rutto quando assumono la giusta connotazione antioccidentale e sono sufficientemente ignorate da una stampa svenduta e spaccona, che però si atteggia a garante dell’obiettività. Salvo strizzare l’occhio al terrorismo quanto più è europeo o antiatlantico. Antiumano. Disumano. Quante parole, che guazzabuglio è questa sinistra politica di governo col carrozzone che le fa codazzo. E pensare che basterebbe assistere ad un seminario in materia di difesa e politica estera con i rappresentanti di tutte le sue forze politiche per rendersi conto, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’inconsistenza di questa cosiddetta coalizione. "La parola agli onorevoli Di Pietro e Caruso". Weekend OpenTrackback @ The Right Nation

La triste favola di Kampuschetto Rosso e il Lupo


Sindrome di Vienna, ovvero quando la realtà supera il reality per trasformarsi in (psico)dramma collettivo. Stoccolma è lontana, ma non poi così tanto. I media si preparano a fare polpette di Natascha, e Natascha, apparentemente, dei media. La macchina dello showbiz è partita, chi la fermerà? Contratti di esclusiva, "bisogna pensare al futuro di Natascha", una casa e studi pagati, perché nel frattempo "è diventata donna". Nell’intervista alla tv nazionale Orf per la quale l’Austria intera stasera si fermerà, ha insistito per parlare del futuro, ma la cosa non deve trarre in inganno. Il futuro di Natascha è un suo problema. La realtà non è fatta solo di progetti intrisi di adultità solo apparente, se va bene. C’è la vita di ogni giorno a bussare alla porta, il rischio è che l’uscio si confonda con quello della prigione di Strasshof, che scricchiola nel presente prima di spalancarsi al futuro. E che i propositi assistenziali siano la spia narcisistica di un disagio inevitabile, con cui bisogna fare i conti oggi. Saltare la realtà a pie’ pari non è possibile né salutare, i voli narcisistici dall’altre parte della barricata servono solo a illudersi di non portare tracce di una vicenda tragica e di poter trasmettere ad altri ciò che non si è ancora assimilato, e che potrebbe richiedere anni di sacrifici e dolori. Il lupo cattivo è morto, ma basteranno questo e un portavoce per proteggere Natascha da se stessa e da ben altri branchi famelici?

Brutto fino in fondo

E’ morto ieri a 73 anni Telesforo Iacobelli, il presidente mondiale del Club dei Brutti. In lutto gli oltre 30 mila soci, sparsi in tutto il mondo: tra loro anche molti volti noti, da Pippo Franco a Mike Bongiorno e Bruno Lauzi. I funerali si svolgeranno domani alle 18 nella cattedrale di Piobbico. –> [ ADNKronos.com ] Clubdeibrutti.com

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Vecchio scarpone, quanto tempo è passato

Ne è passato sicuramente troppo da quando l’attuale governo, ansioso di trovare a livello internazionale una legittimazione sempre più sfuggente in ambito interno, ha alzato entrambe le mani e tutto l’alzabile all’appello. Quello per diventare giulivi capiclasse dell’armata Brancaleone da inviare in territorio libanese prima che se ne chiarissero i presupposti, in quella che si prospetta forse come la più difficile missione militare del dopoguerra. Mentre cioè gli altri esecutivi europei ciurlavano nel manico, ossia facevano il pesce in barile, ovvero facevano gli italiani attendisti ma meno sprovveduti, il nostro ha posto seriamente le basi per scaraventare i quadri militari nazionali a quella che appare l’ormai inevitabile guida quantomeno morale ma quasi sicuramente anche operativa della delicata campagna in Medioriente. Salvo poi voltarsi per interrogarsi eroicamente, con lo stile inconfondibile consueto alla compagine "progressista" che ci rappresenta nel mondo, anziché fermarsi a riflettere sull’unico mistero davvero cruciale della questione libanese, ancora da risolvere prima che sia troppo tardi. Continua a leggere ‘Vecchio scarpone, quanto tempo è passato’

Esseri sensibili

Adesso sta bene ma questa notte qualcuno ha tentato di disfarsi di lui: l’ha gettato dal finestrino dell’auto mentre correva sulla superstrada Sassari-Alghero. L’ha salvato un turista spagnolo che seguiva la macchina: è un meticcio di tre mesi; è stato ricoverato nel canile che la Lida, un’associazione per la difesa degli animali, ha costruito nelle campagne intorno a Sassari. Aperta la caccia al padrone del cucciolo. Il testimone spagnolo ha riferito agli agenti modello, colore e targa dell’automobile incriminata. In Questura, a Sassari, sperano presto di mettere le mani addosso al colpevole. Secondo la legge sull’abbandono e il maltrattamento degli animali, l’imputato rischia da tre mesi ad un anno di prigione oltre ad una multa di 15.000 euro. –> [ Repubblica.it ]

Per te, che vaghi nel sole o al buio con lo sguardo ferito, senza un tetto o qualcuno da annusare.

Come ti curo il panico da volo

Un volo United Airlines diretto da Londra a Washington è stato fatto atterrare a Boston con procedura di emergenza. Motivo? Una crisi di ansia acuta subita da una viaggiatrice. Soluzione? Con tipica sensibilità da assistenti di volo, si è provveduto ad allertare l’FBI favorendone l’arresto per sottoporla ad estenuanti interrogatori. Capisco lo stress post 11 agosto (e settembre), ma di sforzarsi di gestire una delle più comuni evenienze del traffico aereo, e non solo, con un minimo di professionalità e umanità, non se ne parla, eh?

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La faccia tosta di Pyongyang

Sarebbero in totale 54.700 le vittime delle inondazioni e degli smottamenti causati lo scorso mese in Corea del Nord da settimane di incessanti piogge torrenziali. È una nuova stima dei morti e dei dispersi diffusa dall’organizzazione non governativa sudcoreana «Good Friends». Secondo l’Ong di Seul ammonterebbero inoltre a 2,5 milioni i senzatetto, in seguito alla catastrofe naturale. All’inizio del mese «Good Friends» aveva calcolato in oltre 10mila le vittime. Il regime di Pyongyang, nei suoi bilanci ufficiali emessi nelle scorse settimane, si è limitato a parlare di «alcune centinaia di morti». [ Corriere.it ]
Il famoso comunismo che ispira molte maggioranze di governo europee, inclusa la nostra, ha colpito ancora. La popolazione muore di fame e il "Partito" si permette il lusso di mostrare i denti con inutili test missilistici compiuti fino al 4 luglio, congelando gli appositi sussidi dell’ONU. A quando un tête-à-tête per un tè del nostro esecutivo con Kim-Jong-Il?

Maledetti scoop

PATNA (INDIA) - Sono stati incriminati per istigazione al suicidio i membri di una troupe televisiva indiana che, ansiosi di effettuare riprese-shock da mostrare poi sullo schermo, hanno indotto un manifestante a darsi fuoco, fornendogli persino nafta e fiammeri per appiccare le fiamme. –> [ Corriere.it ]

E poi sarebbe bello sapere come diavolo si fa a impedire che le immagini sul bordo sinistro, se più alte del testo a fianco, spingano a destra il titolo del post successivo, sballando le intestazioni.
Per adesso mi arrangerò così…