Articoli con tag 'animali'

Intanto i gatti di Beirut

Dal giorno in cui, durante la crisi dell’estate 2006, decisi di pubblicare un appello a favore di BETA (Beirut for the Ethical Treatment of Animals), sono diventato un destinatario a dire il vero piuttosto distratto della newsletter regolarmente inviata dall’organizzazione libanese che si prende cura degli animali sofferenti anche a causa delle precarie condizioni politiche del paese mediorientale. Il tempo non è mai abbastanza, ma cerco sempre di dare una seconda chance al materiale normalmente destinato alla cartella spam della mia posta, e la maggioranza delle decine di newsletter cui sono ancora abbonato per l’esclusiva pigrizia di richiedere la cancellazione dalle rispettive liste di destinatari non fanno certo eccezione. Ma stavolta, complice la melensa atmosfera prenatalizia, voglio riportare per intero il contenuto dell’ultimo numero dell’"organo" di BETA. Spesso nelle newsletter, si sa, si lavora (anche) di fantasia, ma mi piace pensare che dietro un testo che sembra studiato apposta per far leva su una causa facile e sul buonismo di questi giorni, ci sia almeno una persona che veramente si prende cura degli angeli a quatto zampe. Vale per Beirut, dovrebbe valere anche per Grosseto o Marcallo con Casone.
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Chiedilo al derattizzatore/2

Rats do not have a favorite diet, which is part of the secret of their success. (…). Research has shown, however, that if a multitude of foods are readily available, they will vary their diet to achieve nutritional balance (consider the balance available from a bag of restaurant refuse). Rodents need protein for growth and reproduction, carbs for energy, and they like sweets to round out their meals. Sound familiar?

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Chiedilo al derattizzatore

City Room è il blog del New York Times dedicato alla discussione sui problemi dell’area metropolitana della Grande Mela. Uno dei post di oggi serviva a raccogliere le domande dei lettori da porre a Robert M. Corrigan, esperto di roditori e sistemi di derattizzazione urbana nel mondo da più di 20 anni. Corrigan è famoso nell’ambiente per aver vissuto per mesi dentro un granaio infestato dai topi per meglio studiarne il comportamento, ma anche per essere stato contattato come consulente da una catena di fast-food in occasione della recente infestazione di un punto vendita KFC/Taco Bell nel Greenwich Village.

Dr. Corrigan began his career as an exterminator in New York City and on Long Island. For 16 years, he was an animal pest specialist at Purdue University, where he earned his doctorate in vertebrate pest management. He is the author of the book “Rodent Control: A Practical Guide For Pest Management Professionals”, among other publications, and he divides his time between Indiana and New York City. NYT City Room ]

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Update 28/11:

A proposito di derattizzazioni. Nel film di animazione Ratatouille attualmente in programmazione nelle sale italiane, come esempio del mestiere assunto dai protagonisti a simbolo del difficile rapporto con l’uomo viene "citata" la storica "boutique du dératisateur" di Julien Aurouze, che dal 1872 offre nel quartiere parigino delle Halles qualunque articolo per la "destruction des animaux nuisible". Pur avendo un fascino indiscutibile la vetrina non è delle più appetitose, ma l’antico negozio dispone anche di un sito con tanto di piattaforma di commercio elettronico.
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Parentele

La morte di sei pecore alla fine di marzo nei pressi di Thun, nell’Oberland bernese, è opera di un lupo.
Lo confermano le analisi del DNA di alcuni peli ritrovati sul posto. [ Swissinfo.org ]

La pelle dell’orso

Pare sia ormai scontro diplomatico tra Roma e il governo federale bavarese su chi abbia diritto alle spoglie mortali di Bruno, l’orso bruno abbattuto l’estate scorsa dai cacciatori del Land tedesco dopo aver girovagato tra Italia e Germania passando per l’Austria. E aver fatto razzia di pecore e polli, conigli e porcellini d’India. Mentre le autorità centrali di Berlino ci riconoscono il diritto alle misere spoglie del raro esemplare della specie avvistata dopo duecento anni allo stato selvatico nelle foreste alpine, l’opposizione del ministro per l’Ambiente bavarese rivendica diritti di proprietà per competenza territoriale, puntando ad imbalsamare i resti per farne il pezzo forte della collezione di un museo locale. Nonostante le preoccupazioni bavaresi, tutto lascia supporre che Bruno avesse in fondo un’indole pacifica: da alcune testimonianze indigene risulta come venisse regolarmente messo in fuga dalle mucche al pascolo. [ BBC ]
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Un allarme mangime (anche) per cani e gatti italiani?

Più di 60 milioni di confezioni di cibo per cani e gatti prodotte dalla ditta canadese Menu Foods di Streetsville, Ontario, e commercializzato con diversi marchi famosi anche in Italia, sono state messe in relazione con il decesso di alcuni animali domestici a causa di disturbi renali. Secondo l’azienda, nessun problema sarebbe stato riscontrato nei campioni di mangime sottoposti ai test eseguiti, sebbene i decessi coincidano con l’inizio dell’impiego da parte di Menu Foods del glutine proveniente da una nuova azienda fornitrice della fonte proteica usata come addensante tra gli ingredienti del cibo per cani e gatti. Secondo l’articolo del New York Times, tra le marche con cui le confezioni richiamate vengono commercializzate sarebbero incluse anche le famose Iams e Nestlé, oltre a vari altri brand segnalati nelle pagine del sito della ditta canadese.
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Update (21 marzo): nel frattempo, a Chicago, la Menu Foods viene portata in tribunale dalla proprietaria di un gatto abbattuto per problemi renali dopo che aveva perso metà del suo peso in quattro giorni avendo consumato una busta di alimenti difettosi. Tra le marche sospette, in tutto una quarantina per gatti e ben 51 per cani, anche le note Eukanuba, PetCare e Science Diet. Mentre la Food and Drug Administration parla di 14 animali uccisi finora (di cui alcuni durante la fase di test in azienda), Il Centro di Medicina veterinaria della Federal Drugs Administration degli Stati Uniti parla di cinque ulteriori decessi e ne prevede altri.

Il grande cuore di Merlin

Merlin è il cane dei proprietari del Cybernaut, un discusso cybercaffè nella cittadina scozzese di Ballater, presso Balmoral. Merlin è un San Bernardo che soffre di un problema congenito al cuore, grande come un pallone da calcio e destinato a ingrossarsi ancora. L’unico modo per rallentare la crescita dell’organo, che tende a invadere l’intera cavità toracica comprimendo trachea, polmoni e vescica, è una terapia farmacologica che costa un occhio della testa e ha mobilitato l’intera cittadinanza per contribuire allo sforzo economico della famiglia con generose offerte. Anche i molti turisti di passaggio possono aiutare Merlin, tendendo principalmente a considerare la visita al vicino castello di Balmoral come un pretesto per coccolarlo, anziché viceversa. Nelle foto sul sito del "Cybernaut", Merlin può essere ammirato in posa in vari momenti della sua (speriamo lunga) vita. Ne parlano anche Bill Thompson e lo Scotsman (in English, of course).
[ La pagina del sito del Cybernaut dedicata a Merlin - clicca su "Merlin" sotto la testata ]

Koalapton

Tra un concerto e l’altro in Oz, Eric Clapton medita un rapimento. [ clicca sull’immagine per ingrandirla ]

“Cara, c’è un gatto brevettato sul divano”

Solitamente, chi è più sensibile al fascino della natura nella sua espressione più immediata e autentica non fa mistero delle proprie resistenze di ordine morale di fronte alla semplice idea di un organismo geneticamente modificato. Stranamente, però, dimostra spesso molta freddezza in meno nei confronti dei risultati più strabilianti e futuribili delle scoperte scientifiche che alla produzione di quegli OGM hanno spianato la strada, ovvero quelle sulla mappatura genetica delle più svariate varietà vegetali e animali, fino alla decodifica dell’intero patrimonio genetico della stessa specie umana.

Certo il tema è complesso perché interseca questioni etiche, religiose e mediche di varia portata, non ultime quelle relative alla possibilità di ridurre la sofferenza umana in caso di esposizione a situazioni potenzialmente dannose o patogene. Per non parlare delle applicazioni delle biotecnologie in ambito chimico-farmaceutico, con l’opportunità di modificare con varie finalità terapeutiche le più diverse molecole esistenti in natura. Ma è probabilmente con l’introduzione delle biotecnologie nella sfera del quotidiano e del superfluo che le riserve etiche si fanno più pressanti.

E’ accettabile che si modifichino i geni di una specie animale come quella del gatto domestico solamente per risolvere il problema di una convivenza altrimenti alquanto invalidante agli amanti dei felini che sono però allergici alla proteina contenuta nel suo pelo? Ed è lecito considerare trascurabile il loro desiderio di allietare la propria esistenza con la compagnia della bestiola preferita senza ricorrere all’uso massiccio di antistaminici, prove allergiche e filtri per l’aria?
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Infedeli a chi?

Il governo saudita si prepara a reprimere duramente l’abitudine di riservare a cani e gatti il rango di animali da compagnia degni di affetto ritenendola "troppo occidentale", mantenendo l’autorizzazione all’uso dei cani per la caccia e la guardia. «Troppi giovani li hanno comprati e passeggiano con questi in pubblico» afferma un comunicato redatto dal Ministero dell’Interno saudita. Ma questa nuova interdizione non ha stupito solo gli occidentali, ma anche i cittadini islamici sebbene già qualche mese fa il governo conservativo arabo avesse definito i cani animali sporchi e contrari all’Islam. Infatti secondo la tradizione islamica, Maometto, fondatore della religione musulmana, amava i gatti e una volta avrebbre lasciato un gatto bere dell’acqua sacra con la quale poi si sarebbe successivamente lavato. Sconcertante. Spiace constatare che l’Islam dimostri con provvedimenti simili di non riuscire a trovare la misura di un confronto rispettoso con una civiltà cui non tiene evidentemente che a rivolgersi in termini di contrapposizione. Personalmente, sull’affetto per gli animali non transigo. E, pur essendo sensibile al problema delle diversità culturali come pochi, ritengo privo di sensibilità e dunque umanamente povero, probabilmente realmente inferiore a prescindere dal credo politico o religioso, chi incapace di affetto nei loro confronti. E poi non esisteva anche il detto secondo cui Maometto preferì tagliare il suo mantello piuttosto che spostare il gatto che ci dormiva sopra? E pensare che hanno anche l’ardire di usare l’espressione "cani infedeli", mentre sono così pochi gli esseri umani a potersi vantarsi di essere veri amici degli animali e meritarne l’affetto… Confido nella parte sana della civiltà. Questa mi fa decisamente repulsione, tanto per non essere volgari.

Il difficile ritorno del lupo grigio

Il richiamo della foresta, in Svezia e in Norvegia, può essere ancora sentito mentre riecheggia l’annuncio del ritorno del lupo grigio. Il lupo era stato portato all’estinzione durante il secolo scorso, e il suo ritorno a partire dagli anni ‘80 ha tutti gli elementi per una storia a lieto fine di conservazione della specie. Ma la presenza crescente del lupo in Scandinavia ha polarizzato le posizioni della popolazione locale e messo in forse, nel lungo periodo, il futuro del mammifero nella regione. Molte comunità rurali ne hanno fortemente ostacolato la conservazione, spiegando che i predatori selvatici uccidono i loro animali da allevamento e i cani da caccia. In Norvegia, dove massiccia è la popolazione rurale, l’opinione pubblica si è tendenzialmente schierata contro il lupo, e anche in Svezia il carnivoro sembra perdere sostenitori. Si sta assistendo all’uccisione illegale di un numero crescente di lupi grigi, dicono i ricercatori. Allo stesso tempo la popolazione è stata isolata e, come conseguenza, indebolita dalla riproduzione tra individui geneticamente affini. Continua a leggere ‘Il difficile ritorno del lupo grigio’

Afflati globali, downunder

Mucche più efficienti, che producano più latte e inquinino meno, liberando minori quantitativi di "gas-serra". E’ l’obiettivo di uno studio nel quale Australia e Nuova Zelanda si apprestano a investire 3 milioni di dollari, un terzo dei quali già spesi. Le mucche (e le pecore), da sempre una delle principali risorse economiche del "Down-Under" oceanico, vengono ora additate come una delle prime fonti di produzioni di gas-serra. Le loro più che fisiologiche flatulenze, stando ai dirigenti del Fondo comune per le biotecnologie dei due Paesi, producono il 90 per cento delle emissioni di metano dell’intero comparto agricolo dei due paesi. In un’area del pianeta particolarmente sensibile alla tutela dell’ambiente, i ruminanti (in Australia se ne contano 26 milioni, in Nuova Zelanda 9) diventano una delle prime concause di riscaldamento globale. –> [ Repubblica.it ]

Esseri sensibili

Adesso sta bene ma questa notte qualcuno ha tentato di disfarsi di lui: l’ha gettato dal finestrino dell’auto mentre correva sulla superstrada Sassari-Alghero. L’ha salvato un turista spagnolo che seguiva la macchina: è un meticcio di tre mesi; è stato ricoverato nel canile che la Lida, un’associazione per la difesa degli animali, ha costruito nelle campagne intorno a Sassari. Aperta la caccia al padrone del cucciolo. Il testimone spagnolo ha riferito agli agenti modello, colore e targa dell’automobile incriminata. In Questura, a Sassari, sperano presto di mettere le mani addosso al colpevole. Secondo la legge sull’abbandono e il maltrattamento degli animali, l’imputato rischia da tre mesi ad un anno di prigione oltre ad una multa di 15.000 euro. –> [ Repubblica.it ]

Per te, che vaghi nel sole o al buio con lo sguardo ferito, senza un tetto o qualcuno da annusare.