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Lo stato dell’antiterrorismo oggi in Gran Bretagna secondo il NYT

In una cupa valutazione ad ampio spettro della minaccia fronteggiata dal suo stato, il responsabile della massima struttura antiterrorismo della Gran Bretagna Peter Clarke ha dichiarato che Al Qaeda è sopravvisuta ad un "prolungato assalto multinazionale" e che i suoi sostenitori hanno stabilito "una tendenza inesorabile verso la pianificazione di attacchi più ambiziosi e distruttivi". "L’unica conclusione sensata che se ne possa trarre è che subiremo un nuovo attacco", ha aggiunto Clarke martedì sera, specificando che circa 100 sospetti terroristi sono in attesa di processo in Gran Bretagna — in aggiunta a numerosi processi attualmente in corso — i cui casi confermerebbero un trend emerso fin dal 2004 che vede giovani musulmani britannici partire per il Pakistan per addestrarsi e ricevere istruzioni prima di tornare indietro e organizzare attacchi terroristici.

La conferenza di Clarke presso la sede del Policy Exchange, un gruppo privato di ricerca politica, è stata significativa sia per i contenuti che per il momento in cui è giunta, offrendo una rara veduta d’insieme dello sviluppo delle minacce terroristiche e delle contromisure segrete di intelligence maturati dall’11 settembre 2001 fino ad oggi. Si è inoltre svolta mentre sta per essere pronunciata la sentenza relativa ad un processo per terrorismo che ancora una volta focalizzerà l’attenzione nazionale sulle complessità insite nel dover fronteggiare ciò che Clarke ha definito "reti interne ad altre reti, connessioni interne ad altre connessioni e collegamenti tra individui che travalicano i confini locali, nazionali e internazionali". Usando un linguaggio insolitamente acceso, Clarke ha inoltre preso posizione contro individui non meglio identificati — presumibilmente ufficiali governativi — che lascerebbero trapelare "elementi di intelligence operativa altamente sensibili, spesso già classificati". Citando come esempio le azioni di polizia avvenute a Birmingham nello scorso febbraio, in occasione delle quali cronisti di Londra erano a conoscenza dei dettagli di un presunto piano per decapitare un militare britannico di religione musulmana quasi prima che i detenuti fossero arrivati nelle stazioni di polizia presso le quali li si stava conducendo per gli interrogatori".
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Il biglietto da visita

Il New York Times osserva come il nome del gruppo palestinese Tawhid and Jihad Brigades (Brigate per l’unità e la Terrasanta), che ha rivendicato da poche ore un’uccisione del reporter BBC Alan Johnston non confermata dalla stessa BBC, coincida con quello della prima milizia irachena cui Abu Musab al-Zarqawi aveva aderito prima di cambiarne il nome in Al Qaeda in Mesopotamia. Il gruppo ha affermato di essere in possesso di un video-documento dell’ucisione senza però fornire alcuna prova. Alan Johnston, 44 anni, è stato rapito il 12 marzo da un gruppo di uomini armati mentre era alla guida della propria auto poco dopo il suo arrivo a Gaza, dopo aver attraversato il posto di controllo di Erez di ritorno da Israele. Prima di essere prelevato, avrebbe fatto in tempo a lasciar cadere sulla strada un suo biglietto da visita, unica prova certa dei suoi ultimi spostamenti. Durante il fine-settimana, una libreria cristiana e un internet café di Gaza sono stati danneggiati da esplosioni probabilmente provocate da militanti islamici.
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