6. Altre modalità di accesso

Oltre alle modalità di condivisione menzionate per l’accesso ai "bootleg", che comportano una circolazione del materiale mediante la posta ordinaria, ne esistono altre che sono interamente basate sul trasferimento telematico dei file audio e video fino al disco rigido del computer dell’utente finale direttamente tramite la rete.

BitTorrent. E’ il nome del software gratuito originario che è poi passato a indicare una tecnologia di vasto successo per la condivisione sul web tra molti utenti di file di notevoli dimensioni. Questa è stata successivamente adottata da numerosi client open source, anch’essi gratuitamente scaricabili dalla rete e solitamente sostenuti da team di supporto molto affidabili che ne assicurano lo sviluppo e i continui aggiornamenti, accessibili anche automaticamente durante il normale funzionamento del programma. Riassumendo, tale tecnologia consente di condividere il materiale, che nell’ambito del circuito audiofilo delle registrazioni musicali si presenta in formato compresso secondo modalità rigorosamente lossless ma può riguardare anche il contenuto di interi "bootleg" in formato video DVD, secondo un criterio peer-to-peer studiato appositamente per aumentare la velocità di scaricamento in modo proporzionale al numero degli utenti coinvolti nel download, preferibilmente mediante connessioni in banda larga.

Il funzionamento della condivisione è assicurato da appositi siti, chiamati tracker, che indicizzano notevoli quantità di registrazioni messe a disposizione dalla comunità degli utenti previa iscrizione garantendone al contempo, almeno nel suddetto circuito delle registrazioni musicali, la fonte rigorosamente "bootleg" nel senso sopra specificato di non ufficialmente pubblicata o commercializzata del materiale di partenza, pena la censura del titolo offerto e quindi il blocco della condivisione. Anziché offrire direttamente il materiale musicale, i tracker si limitano però ad ospitare sui propri server file di dimensioni modestissime di estensione “.torrent” relativi ai singoli titoli, che rappresentano una sorta di “chiave di accesso” ai rispettivi contenuti. Questa chiave, una volta eseguita dal client del singolo utente, dà inizio al “torrente di bit” a partire dal materiale custodito localmente sul computer dell’uploader originario (detto seeder), offerto sempre tramite client (quest’ultimo può variare da utente a utente purché basato sulla tecnologia di base). Una volta che almeno un secondo utente abbia terminato il download, il flusso distribuito può proseguire e l’uploader originario può, teoricamente, abbandonare il “torrente”.

L’originalità e l’interesse di questa tecnologia risiedono nel fatto che, poiché la comunità degli utenti è generalmente organizzata in modo da venire allertata sulla disponibilità dei nuovi titoli disponibili e quindi il numero delle connessioni iniziali risulta generalmente elevato, i singoli frammenti dei file condivisi vengono inviati secondo un protocollo che ne impone la ricezione secondo collocazioni al loro interno che sono differenziate per ogni singolo utente connesso, in modo da poter iniziare a circolare, anche tra quanti in ricezione, fin dall’inizio di ogni connessione e mano a mano che arrivano sui rispettivi dischi rigidi, quindi senza attendere che gli utenti collegati all’uploader iniziale abbiano completato il download relativo al materiale del singolo titolo. Le comunità di condivisione che utilizzano questo metodo, spesso utilizzato per integrare quelli visti precedentemente, sono inoltre caratterizzate da meccanismi di controllo che sono in parte riscontrabili anche all’interno del funzionamento del client. Questi sono mirati a scoraggiare un uso scorretto della condivisione, assicurando che chiunque abbia completato il download di un titolo non abbandoni lo “sciame” o torrente connesso prima di aver inviato ad altri una quantità di dati almeno pari alle dimensioni del titolo stesso, in modo da garantire continuità e velocità alla ricezione di quanti ancora coinvolti nello "scaricamento".

La permanenza degli utenti nelle comunità è spesso subordinata all’osservanza di tale criterio aureo e tecnicamente monitorata e garantita mediante le caratteristiche dell’account di iscrizione/autenticazione, potendo le stesse spesso ammettere un numero di membri iscritti, e dunque autorizzati alla condivisione, non superiore ad un tetto massimo, che risponde alla finalità di garantire un servizio affidabile ma soprattutto un tempestivo ed efficace meccanismo di controllo ulteriore, costantemente esercitato dagli addetti del tracker, affinché il materiale messo in circolazione non sia sottoposto a diritto d’autore. [ Leggi la FAQ (Frequently Asked Questions) - in inglese ]

Alcuni tracker per la condivisione di bootleg musicali:

Alcuni client bittorrent secondo Wikipedia e i rispettivi siti:

FTP - File Transfer Protocol. Questo metodo implica l’esistenza di un utente server che metta a disposizione il materiale esistente su un proprio server abilitato alla gestione tramite protocollo FTP, e di uno o più utenti client che scaricano il materiale tramite apposito programma, senza alcuna interazione client-client. Sebbene la tecnologia sia ben consolidata, questo metodo può sottoporre il server a un carico eccessivo, dal momento che ogni singolo byte deve essere da esso inviato ad ognuno dei vari utenti finali.

Direct Connect. E’ il nome di una tecnologia per la condivisione di materiale musicale anche in forma lossless, basata su una rete di utenti che fa capo ad alcuni server denominati hub e si basa su vario software open source di tipo server o client, sviluppato a partire da un’applicazione client nota con il nome di DC++. Questa è priva di annunci pubblicitari e comprende un’interfaccia di uso estremamente intuitivo, supporto per firewall/router integrato, funzioni di connessione multi-hub, auto connessione e ripresa automatica del download. Una volta scaricato, il client va configurato con gli indirizzi relativi agli hub che offrono il materiale desiderato.

Volendo, ad esempio, collegarsi alla rete DC di scambio di materiale dei Genesis, è possibile fare riferimento all’hub SHNGENSIS, attraverso il quale registrazioni “bootleg” possono essere oggetto di libero scambio in formato lossless (APE, SHN, FLAC). Una volta scaricato il client, è sufficiente collegarsi all’indirizzo genesishub.myvnc.com:4111.

Ogni hub prevede regole proprie da osservare, pena l’estromissione dalla comunità di scambio. Per i nuovi utenti, è spesso possibile iniziare a scaricare subito il materiale iniziando una collezione da zero, impegnandosi a rimanere collegati alla rete di condivisione per il tempo sufficiente a inviare, ad esempio, 1GB, allo scopo di essere ammessi all’hub. Nel circuito audiofilo è generalmente vietata la condivisione di file musicali in formato MP3, così come di qualunque materiale vietato, ufficialmente pubblicato o commercializzato, o di materiale non pertinente l’interesse della comunità. Valgono le consuete regole per la condivisione di materiale in formato lossless ed è scoraggiato l’uso di formati audio non compressi, per evitare di rallentare la condivisione.

PER ALTRI CONSIGLI, INFORMAZIONI E LINK UTILI, CONSULTARE LA CLAPTONBOOTS WIKI (in inglese).

(continua)

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