Articoli della categoria 'Sinistralia'

Giovanni Maria Olgiati is not amused

Che il fatto che l’Area C introduca “nuove regole per l’accesso dei veicoli alla Ztl Cerchia dei Bastioni” sia non solo un esempio di grigiore della lingua italiana ma soprattutto un’emerita idiozia non rappresenta certo, per i Milanesi dotati di buonsenso, una novità. A partire da oggi, il concetto si arricchisce tuttavia, almeno per me, di nuove stupefacenti sfumature di significato anche nel senso di risultare semplicemente falso, dal momento che la cosiddetta “Area C” non coincide affatto con il confine per l’accesso a pagamento al centro di Milano.

Malgrado le apparenze, in città esistono infatti strade, pur di poco interne ad essa, nelle quali è possibile transitare gratuitamente senza attraversare ombra di un singolo varco dotato di telecamere attive, come ho scoperto oggi con amarezza servendomi dell’autosilo privato di via Fatebenesorelle in qualità di utente del vicino ospedale (per i più morbosi, questa la ragione) dopo aver pagato inutilmente il ticket di accesso in due analoghe circostanze precedenti.

Un’ambiguità che ovviamente l’amministrazione Pisapia si è ben guardata dallo sciogliere sui media con la stessa insistenza inflitta durante il varo della sempre strombazzata iniziativa, speculando e lucrando squallidamente sul fatto che gli automobilisti che hanno la necessità di circolare in quelle vie, compresi i pazienti del Fatebenefratelli impossibilitati a utilizzare i mezzi pubblici, paghino comunque il ticket per mettersi al sicuro da un salasso nell’incertezza di una multa sempre incombente.
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Solamente dopo aver letto alla cassa del parcheggio di via Fatebenesorelle un avviso relativo a questa situazione kafkiana per cui è possibile non pagare l’accesso a una zona a traffico limitato pur trovandocisi dentro con tutte le ruote, ho scovato sul sito di Area C la mappa con l’esatta ubicazione dei varchi attivi muniti di telecamere. Ma definire fino allo sfinimento (nostro) la zona a traffico limitato a pagamento come delimitata dal tracciato delle mura bastionate realizzate sotto la dominazione spagnola (Giovanni Maria Olgiati per volere del governatore Ferrante Gonzaga, 1549-’60 circa) è stata ed è soltanto un’operazione truffaldina o quantomeno decisamente confusa: da notare che per chi proviene da piazza della Repubblica e arriva in via Fatebenesorelle tramite via Parini ed evitando via Turati non solo non esiste obbligo di ticket, ma l’unico varco, non indicato sulla mappa e dunque evidentemente inattivo e sprovvisto di telecamere funzionanti, sorge tuttora proprio all’incrocio di piazza della Repubblica situato al confine con la Cerchia dei Bastioni.

Come spiegato dal personale del parcheggio, trattasi dunque di manufatto già assurto agli onori di esempio di archeologia industriale determinato dalle lamentele dei cittadini seguite alle disposizioni iniziali circa il perimetro della famigerata zona a pedaggio, proteste causate dalla scarso gradimento di un balzello che avrebbe gravato sugli utenti dei numerosi servizi esistenti in zona: oltre al Fatebenefratelli e al contiguo parcheggio sotterraneo, almeno anche una mediateca e la centrale caserma dei Carabinieri di via Moscova. Vivissimi complimenti alla giunta per la trasparenza, l’onestà e la lungimiranza.

Roma, città a perdere

Di fronte alle macerie di Roma che brucia, la preoccupazione per l’immagine dell’Italia e delle sue «Quei bravi
ragazzi
che hanno
ancora un po’
di nerbo»
istituzioni all’estero da parte di chi fino a ieri era abituato a farsene un cruccio quotidiano diventa improvvisamente secondaria, assumendo l’inconsistenza della miccia di una bottiglia incendiaria.

Tristo il paese in cui non si comprende che equivale a giustificare la violenza la tendenza a giudicarla come inevitabile pur senza approvarla nelle dichiarazioni di principio, ma spesso praticandola ugualmente nella discussione appena all’orizzonte si profila minaccioso lo spettro del dissenso da cui il socialcoro monocorde delle voci bianche e omologate in un girotondo di reciproci, falsi incensamenti rischia di rimanere compromesso, disorientato o turbato, se non molto borghesemente indignato.

Disgraziato il paese in cui le coraggiosissime mascherate metropolitane, gli slogan terroristici, il gergo che rievoca gli anni più bui della Repubblica e il lancio di sampietrini e molotov alla Polizia, ai negozi e alle auto parcheggiate sono legittimati alla stregua di atti di eroismo di chi ha “il sangue che scorre nelle vene” contro l’”oppressore antidemocratico” rappresentato nientemeno che dal Parlamento. Intanto l’illegalità diventa un dettaglio o un’opinione perché sdoganata come esito ovvio della disobbedienza civile, a sua volta riciclata come sottoprodotto della tensione sociale, secondo un pratico teorema e un armamentario terminologico degni del più scalcinato dei centri sociali. Continua a leggere ‘Roma, città a perdere’

«Coraggio, Due Calzini, prendila: è pancetta…»

Al centro delle reazioni indignate seguite su stampa e blog di sinistra alla messa in onda di uno scadente servizio, trasmesso oggi dal programma di approfondimento di Canale 5 “Verissimo” offrendo un’immagine più o meno strumentale dello stesso giudice Raimondo Mesiano recentemente promosso dal Consiglio Superiore della Magistratura per «l’equilibrio, la diligenza e la laboriosità dimostrati» sul campo dopo aver affossato Mediaset sul piano finanziario con un risarcimento record alla Cir di Carlo De Benedetti nell’ambito della sentenza sul lodo Mondadori, e dopo che nel 2006 aveva pubblicamente brindato per la sconfitta di Berlusconi alle elezioni politiche (quello, insomma, che si può definire un magistrato di specchiata imparzialità), in un paese civile non dovrebbero trovarsi né i toni irridenti o di disprezzo, se non terroristici, già dilaganti tra gli autori dei suddetti blog nei confronti dell’autrice del pur discutibile “pezzo” e dell’intera azienda, né l’urgenza di designare la tecnica comunicativa usata dalla stessa con un sussiego tipicamente intellettualistico che finisce regolarmente per estendere con graziosa e demagogica benevolenza un non sempre implicito conato di repulsione a tutto un elettorato senza perdere occasione di dipingerlo come una massa indifferenziata, acriticamente e perennemente in balìa degli stilemi più triti di una comunicazione di stampo populistico, gli stessi a cui molti di quei blogger per primi, per le vie più svariate, sono soliti dovere la pagnotta anche nei casi meno sospetti. Sarebbe solo più opportuno e decoroso ricordare quanto le reazioni a cui si assiste siano, come sempre e a pieno titolo, ascrivibili alla categoria di un atteggiamento squallidamente snobistico (nel significato etimologico più pieno e spesso trascurato) sempre più penosamente acquistato all’ingrosso da certa sinistra in totale armonia con l’universo radicalchic, termine mai troppo obsoleto per rappresentare l’orizzonte esistenziale “progressista” più deleterio con cui il cittadino italiano per bene debba oggi misurarsi. Ovvero quello del sinistrorso iperconsumista e viziato, dell’ignorante saccente, presuntuoso e arrogante, che crede in un egualitarismo genericamente ipocrita e ignaro di qualsiasi relazione con i contesti, ma anche “nelle differenze culturali”, eventualmente rispettandole a una sola condizione: che l’interlocutore la pensi e si esprima in maniera esattamente identica. [ Technorati Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ]

Ditelo al Direttore

Molti fautori dell’impunibilità di qualsiasi diffamazione del prossimo a mezzo rete, e segnatamente tramite blog personali o collettivi, coltivano la convinzione di aver trovato una formidabile pezza d’appoggio alla propria causa in un contributo di Elvira Berlingieri al tentativo di delegittimazione dell’inclusione dei «siti informatici» tra i mezzi su cui ricade l’obbligo di rettifica entro 48 ore introdotto dal recente disegno di legge sulle intercettazioni.

Chi è responsabile dei contenuti?

Risposta: chi li scrive, ovvero l’autore del post in cui i contenuti diffamatori sono inseriti. Una conclusione al di là di ogni umana possibilità di immaginazione, ma non è impossibile arrivarci neanche per i più volenterosi.

Come lo si contatta?

Mediante posta elettronica certificata. La stragrande maggioranza dei siti amatoriali personali riporta una apposita casella o pagina in cui campeggia l’indirizzo email del titoIare, cui orientare lo sguardo con fiducia per compiere un atto dalla complessità tecnica sfibrante, ma praticabile. I  provider dei servizi di hosting offrono la certificazione e-mail da tempo e a prezzi più che concorrenziali. L’obiezione dell’autrice della brillante disamina in tecno-giuridichese è che il messaggio potrebbe inopinatamente finire nella cartella del filtro antispam del destinatario o essere inviato da un buontempone (sic). E soprattutto:

Che senso ha rettificare su un mezzo che consente la modifica e l’emendamento dei testi?

Quello di trovare una facilitazione tecnica nello svolgimento delle proprie azioni, giacché sarebbe un peccato non approfittare della pratica funzione di editing dei testi accessibile da ogni piattaforma di blogging a condizione di essersi autenticati. Molto meno incoraggiante la situazione di chi dovesse apportare una rettifica modificando del testo inciso su lastre in cemento armato. Forse ancora più frustrante il tentativo di correggere un pezzo del proprio blog senza aver effettuato il log-in. [ Technorati Tags: , , , , , ]

La Sinistra fuori, in un Battibaleno

Non sembra vero neanche a loro, ma si sono ritrovati all’improvviso senza poltrona in Parlamento. Per chi sogna la rivoluzione incarnando lo spirito operaio la distanza dal potere dovrebbe essere un dettaglio, ma le loro facce suggeriscono qualcosa d’altro. Dopo aver immobilizzato il paese nella stagnazione dell’indecisione di un governo uscente oppresso come pochi dall’ambiguità dell’inciucio e dall’impossibilità delle riforme e della modernizzazione, se ne vanno mogi mogi, leccandosi le ferite e proclamando sogni di nuova gloria piuttosto grotteschi, ma soprattutto e come sempre antistorici come solo il comunismo ha sempre saputo essere. “E’ necessario un nuovo processo costituente che coinvolga le forme dell’organizzazione, le culture politiche e i programmi!”, si infervora il Fausto nazionale con rotacistica nostalgia. “Saremo più presenti nei luoghi del lavoro”, rincara più rustico Giordano (silenzio sovrano in casa ambientalista, puro strumento per un pretesto elettoralistico dei più ingenui). Formule di bieca retorica politica che farebbero tenerezza se non sembrassero sprofondare il paese indietro di cinquant’anni nella sua storia. Dopo decenni e centinaia di crimini scellerati perpetrati in nome della sua ideologia dai sostenitori più folli e a circa vent’anni dalla caduta del Muro, il comunismo è una stagione ormai conclusa anche in Italia, ed era ora che se ne prendesse atto anche nei palazzi della democrazia. La barra della sinistra e del sinistrismo nostrani passano ora interamente al Partito Democratico, che del togliattismo ha ereditato tutto tranne il nome, ammantandolo con una mano di new look all’americana.
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Somewhere, over the Twitter

– Considerazione a caldo: a leggere tutti i blogger il PD avrebbe vinto. Com’è che non leggiamo i blogger di destra? Ci saranno o no? Per capire …
– @catepol: www.tocqueville.it accomodati pure…

[ da Twitter.com ] [ Technorati Tags: , ]

Occhio alla condensa

Elezioni e pericolo brogli: il ministro Amato garantisce trasparenza “come in una casa di vetro”.
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Priceless

L’onorevole ha finalmente, spiega il cronista, “imparato l’Inglese”. Ma durante la videochat di Corriere.it, il panico dipinto sul volto di George Veltroni mentre Severgnini gli leggeva la domanda sulle liberalizzazioni giunta da un lettore di Londra spiegava tutto.
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Tutti a casa…

E’ un classico. Cade un governo di centro-sinistra?

  • La crisi è "una sconfitta per il paese intero e tutti gli elettori"
  • la democrazia parlamentare non rappresenta più nessuno, il voto è delegittimato, sia nelle aule per confermare la fiducia o nelle prossime cabine elettorali. Dilagano il fancazzismo e il qualunquismo ideologici
  • conta solo il giudizio sulle scenate in Senato, non quello su un esecutivo tra i più bui della storia repubblicana
  • il paese già annaspa nella merda, mentre fino a oggi pomeriggio erano tutte rose e fiori.

In realtà il tutto comincia già ad essere meno tragico per tornare di stretta comicità: quella involontaria. [ Ordinaria mastellizzazione ] [ Technorati Tags: , ,

Aspettando l’Eco di Mombasa

Non bastavano le stroncature di New York Times e Times: ora ci si mette persino il Clarìn a sbertucciare l’Italia dei Prodi e dei Napolitano. E che sia il maggior quotidiano di un paese che fino all’altro ieri si dibatteva in una delle più disastrose crisi economiche di tutti i tempi la dice assai lunga a chiunque abbia orecchie per sentirlo. Saluti dal Terzo Mondo.
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Quell’istinto naturale che c’è in te

"An exquisite
corpse,
trampled over"
Nel video su Beppe Grillo embedded nella versione online dell’impietoso articolo dedicato dal New York Times allo sfacelo della situazione politica, economica e sociale dell’Italia di oggi che ha provocato la piccata reazione di O’ Presidente dal luogo del delitto, la Rai viene descritta come un network televisivo di proprietà del governo (*).

Il concetto di lottizzazione può evidentemente essere afferrato appieno solo con passaporto tricolore, ma, accostata all’“Ours is not a happy situation, but it is better than before” detto da Prodi, la definizione fa tremare le vene ai polsi.

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Questa Sinistra Italia

La sana Italia moderata, cattolica e non bigotta potrà dormire sogni tranquilli finché resisteranno due nostrane categorie antropologiche molto pittoresche, probabilmente meritevoli di attenzione conservativa in quanto componenti della biodiversità destinate a precoce estinzione: Continua a leggere ‘Questa Sinistra Italia’