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A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai

Passare la Notte di Natale con i parenti più stretti, come sempre, spacchettando regali reciproci che aumentano di anno in anno. Nel senso del numero: novantatré, una media di 10 a testa. Che schifo. Passare l’intera giornata con gli stessi parenti all’insegna della trasgressione e dei bagordi più perversi: a sfasciarsi di cibo, chiacchierare, giocare a tombola, guardare film Disney e annoiarsi quel sano tanto che basta. Rincasare nel cuore della notte senza quasi far caso al tizio che sgattàiola dentro il portone dietro l’auto fino all’altra scala, e che ne riemerge dopo tre minuti mentre si parcheggia. Salire le scale a piedi nella speranza di interferire positivamente con il ciclo digestivo, notando un pianerottolo illuminato a giorno, senza farci caso, tirando dritto. Trascinarsi lungo la rampa di scale parallela a quel che resta dell’uscio dell’appartamento sottostante quello in cui si spera di trascorrere almeno una mezz’ora di fase REM. Finire le scale realizzando poco a poco. Dapprima che non è sensato che stiano facendo lavori di ristrutturazione alle tre del mattino, poi che i calcinacci sbriciolati sul pianerottolo sono compatibili solo con battenti esterni divelti dagli stipiti. Dall’esterno, a forza, in un paio di minuti al massimo, e appoggiati uno sull’altro senza complimenti. Nei palazzi antichi possono essere fuscelli. Chiamare il 112 e aspettare tappati in casa come conigli. Continua a leggere ‘A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai’

Numero Uno

Dice: perché devo a Pino Scaccia questo post d’esordio? Perché è stato quel crocevia di opinioni, sensazioni e ragioni che probabilmente è ancora la sua Torre di Babele a introdurmi, malgrado egli ne avrebbe fatto ampiamente a meno, a questo universo parallelo, virtuale e un po’ sfigato ma sicuramente prezioso che è la blogosfera, termine tanto raccapricciante quanto ormai significante.

Perché rimanda a una realtà ineludibile per chiunque nel nostro tempo abbia l’inquietudine dolente e prevalentemente scomoda della curiosità, sia pure con le pastoie cognitive e i non sempre colpevoli limiti intellettuali (non necessariamente intellettivi) di una generazione cresciuta a copincolla e di un mezzo che promette di esprimerne il pensiero on line in cinque-minuti-cinque, garantendo un’attenzione spesso discutibile. Più che altro, garantendo di esprimerne il pensiero. Come se la cosa si riducesse a capienza di server, larghezza di banda e logica di reti. Continua a leggere ‘Numero Uno’