Articoli della categoria 'Internet e censura'

Campagna anti-rettifica? Not in my name

Più ci ripenso e più mi sfugge come l’approvazione del DDL 1415A in materia di intercettazioni, approvato alla Camera dei Deputati lo scorso 11 giugno e in attesa di approdare in Senato, possa essere interpretata come un bavaglio alla libertà di informazione, “un’inammissibile limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete” o addirittura come “una delle pagine più buie della storia moderna” del nostro Paese, a meno di non incappare nelle secche dell’ideologia e della retorica politichese a senso unico. Fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo, se non fosse che il malcontento verso un particolare emendamento (subito battezzato “ammazza internet”) recentemente inserito nel provvedimento in questione ha generato un vero e proprio movimento di protesta sostanzialmente trasversale agli orientamenti politici della Rete italiana, tradottosi in dialogo con le istituzioni grazie all’operato di alcuni volenterosi e di un pugno di parlamentari (l’Onorevole Antonio Palmieri e il Senatore Lucio Malan) del Popolo della Libertà. Risvolto che se non altro è la conferma di un’apertura al dialogo della coalizione di centrodestra al governo, dimostrando che una discreta sensibilità alle necessità del Web, al di là delle ragioni che le sostengono, può ampiamente prescindere dagli schieramenti. Continua a leggere ‘Campagna anti-rettifica? Not in my name’

Chavezzero un problema di democrazia

Il governo del democraticissimo Hugo Chavez ha emesso un decreto presidenziale il cui fine è quello di eliminare “lussi o sprechi superflui” nel bilancio pubblico, e guarda caso la rete ne ha fatto subito le spese. Rendendo conto della campagna online di reazione Internet Prioritaria con una rassegna di siti di colleghi venezuelani, la blogger locale Holanda Castro riassume:

E’ paradossale. Il mio paese è emerso come eroe del software open source e della proprietà sociale di Internet anni prima di altri. Con un decreto presidenziale alquanto rivoluzionario – e non per via della parte politica ma perché era veramente rivoluzionario - nel 2000 si disse che il processo di sistematizzazione nel settore pubblico attraverso Internet era una priorità (… e non lo è ancora?).

Dopo anni di segretezza, sognando come “un nuovo mondo fosse possibile”, i rivoluzionari andarono al potere, e così facendo si accorsero che quella cosa chiamata potere non era quello che sembrava. Il potere non si condivide, o finisce di essere il potere. Sul potere non si indaga, altrimenti si indebolisce; non deve essere messo in discussione, perché è infallibile. Lo sapevano anche i surrealisti, e soffrivano per questo.

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