Articoli della categoria 'Biosfera e territorio'

Intanto i gatti di Beirut

Dal giorno in cui, durante la crisi dell’estate 2006, decisi di pubblicare un appello a favore di BETA (Beirut for the Ethical Treatment of Animals), sono diventato un destinatario a dire il vero piuttosto distratto della newsletter regolarmente inviata dall’organizzazione libanese che si prende cura degli animali sofferenti anche a causa delle precarie condizioni politiche del paese mediorientale. Il tempo non è mai abbastanza, ma cerco sempre di dare una seconda chance al materiale normalmente destinato alla cartella spam della mia posta, e la maggioranza delle decine di newsletter cui sono ancora abbonato per l’esclusiva pigrizia di richiedere la cancellazione dalle rispettive liste di destinatari non fanno certo eccezione. Ma stavolta, complice la melensa atmosfera prenatalizia, voglio riportare per intero il contenuto dell’ultimo numero dell’"organo" di BETA. Spesso nelle newsletter, si sa, si lavora (anche) di fantasia, ma mi piace pensare che dietro un testo che sembra studiato apposta per far leva su una causa facile e sul buonismo di questi giorni, ci sia almeno una persona che veramente si prende cura degli angeli a quatto zampe. Vale per Beirut, dovrebbe valere anche per Grosseto o Marcallo con Casone.
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Chiedilo al derattizzatore/2

Rats do not have a favorite diet, which is part of the secret of their success. (…). Research has shown, however, that if a multitude of foods are readily available, they will vary their diet to achieve nutritional balance (consider the balance available from a bag of restaurant refuse). Rodents need protein for growth and reproduction, carbs for energy, and they like sweets to round out their meals. Sound familiar?

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Sicilie e frontiera

Personalmente ritengo che in Sicilia, anzi nelle Sicilie (che sono tante), tutto sia capovolto, gli schieramenti si sovvertano, anzi non ci sia destra né sinistra. In questo senso considero molti connazionali eccessivamente schierati, spesso perché è più comodo assumere posizioni più o meno consapevolmente mutuate da altri in materie su cui risulta più agevole evitare di farsi un’opinione. E malgrado il giusto rispetto dovuto a molte battaglie condotte, invece, mettendosi in gioco in prima persona, anche a prescindere dal colore politico e spesso a costo della vita. In Sicilia c’è così tanto da fare che conta solo la voglia di migliorare le troppe cose raccapriccianti che non solo sopravvivono ma spesso "resistono", e di spolverare le molte appannate che invece valgono. Più che altrove (?) lo si dovrebbe e ce la si potrebbe fare in maniera politicamente e ideologicamente trasversale. Credo che il sacrosanto dibattito scatenato dallo scellerato progetto Ponte sullo Stretto, solo uno dei tanti nodi che attanagliano la città di Messina tra latitanza del senso civico, squallore amministrativo locale e pervasività di una mentalità clientelare, sia stato in parte strumentalizzato dalle sinistre, perché solleva temi appunto trasversali alle viscere più profonde dell’identità non solo locale ma nazionale, innanzitutto sul piano culturale e civile. Ecco, penso che questo sia solo un esempio di quanto affrontare certi temi da un punto di vista strettamente poltico, nel senso più limitativo del termine, rischi di diventare un’occasione persa. Anche per tutto questo segnalo la prossima pubblicazione del primo numero della nuova rivista "Casablanca, storie dalle città di frontiera", diretta da Riccardo Orioles.