("My friend Sasha: a very Russian murder")
un film di Andrei Nekrasov

[ Traduzione di Slowfinger ]

Andrei Nekrasov è un giovane regista russo autore di "My friend Sasha, a very Russian murder", significativo film-denuncia girato in lingua inglese sulla figura di Alexander Litvinenko, l’ex agente del K.G.B. sovietico e quindi dell’F.S.B. russo misteriosamente assassinato a Londra alla fine dello scorso anno per avvelenamento a base di polonio. Dopo essere stato trasmesso dal canale televisivo britannico BBC Two lo scorso 22 gennaio, il film è rimasto temporaneamente disponibile sui server di Google Video per poi esserne più o meno altrettanto misteriosamente rimosso. Le sequenze includono testimonianze inedite di esponenti della polizia segreta russa e dello stesso Litvinenko, ma anche del miliardario Boris Berezovsky, suo compagno di esilio a Londra, nonché della compianta Anna Politkovskaya tra gli altri personaggi. Nell’intervista, la giornalista assassinata a Mosca additava senza giri di parole le responsabilità del governo Putin nel determinare la situazione di degrado civile e politico in atto nel paese, rilevando con amarezza l’indifferenza dei propri connazionali. E’ qui riportata la traduzione integrale dei testi di "My friend Sasha, a very Russian murder". Dopo aver ripercorso gli ultimi tre anni della vita di Sasha rievocando gli abusi e le violenze dei servizi segreti russi sullo sfondo disegnato dai personaggi intervistati, alla morte del coraggioso ex-agente ribellatosi al sistema, Nekrasov si ritrovò tra le mani un documento straordinario che, grazie ad alcune testimonianze-chiave, rappresenta il più formidabile atto di accusa di un’intera classe politica per uno degli omicidi più inquietanti e controversi che la storia recente ricordi.

 

"Vi supplico
di
mostrare questo
video al mondo
intero" (Alexander Litvinenko)

(Litvinenko) "Vi supplico, se dovesse succederci qualcosa, vi supplico di mostrare questo video al mondo intero, e di dire che queste persone sono capaci di commettere omicidi sia in questo paese che all’estero".

Nel mio cuore, non pensavo che avrei dovuto soddisfare la preghiera di Sasha e mostrare il video a chiunque. Non credevo che la condizione perché questo avvenisse, ovvero che qualcosa di brutto fosse accaduto a Sasha o alla sua famiglia, si sarebbe avverata. Ma così è stato.

C’era una sensazione di disagio nell’aria. La Russia stava festeggiando l’inizio del nuovo anno come aveva sempre fatto, ma sentivo che il paese stava entrando in una nuova era, nonostante in pochi fossero pronti ad ammetterlo. Una nuova feroce guerra stava dilaniando la Cecenia, ma tutti nella capitale fingevano che non stesse accadendo alcunché di anomalo.

Quando le televisioni trasmisero il messaggio del Presidente Eltsin per il nuovo millennio, eravamo tutti incerti sul futuro immediato del nostro paese.

(Eltsin) "Oggi, nell’ultimo giorno del secolo, ho deciso di lasciare l’incarico. Penso di aver portato a termine il più grande incarico della mia vita. La Russia non tornerà più al suo passato. Voglio dire ad ognuno di voi di essere felice. Voi meritate felicità e pace. Vi auguro un felice anno nuovo e un buon nuovo millennio, miei cari connazionali".

Rimasi sconvolto dalla catastrofe umanitaria della guerra in Cecenia.

(folla) "Guarda, Signor Putin, che razza di banditi hai fatto ammazzare".

Girai un documentario sui bambini vittima della guerra e lo mostrai alle madri e alle famiglie dei soldati russi. Rimasero tutti scioccati alla vista dei risultati degli attacchi, ma la loro reazione mi insegnò qualcosa di importante sull’atteggiamento dei Russi nei confronti della guerra.

(una parente) "Siamo cresciuti tutti con la nausea e la paura della guerra: sono nata 15 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le nostre madri e le nostre nonne dicevano ‘non lasciate che la guerra accada’. Nel 1975 avevamo paura dell’attacco nucleare degli Stati Uniti. Piangevamo vedendo le scene nei film di guerra con soldati russi torturati dai Tedeschi. Spezza il cuore vedere un bambino mutilato da una bomba. Ma c’è un altro aspetto. Forse se non fosse stato per la bomba del condominio, l’atteggiamento nei confronti di questa guerra sarebbe stato diverso. Come possiamo spiegare le bombe a Mosca? Chi li ha messe? Già, chi le ha messe? Non lo sappiamo".

Quell’interrogativo, chi è responsabile delle bombe nei condomini delle città russe nel 1999, scuote ancora la Russia. Rimasero uccise centinaia di persone e l’intero paese restò traumatizzato. Le autorità dichiararono immediatamente che gli attacchi erano stati compiuti da terroristi ceceni.

(Il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov) "L’origine di quest’atto di terrorismo sono i banditi ceceni".

Entro pochi giorni dall’esplosione, le truppe russe marciarono sulla Cecenia per la seconda volta in dieci anni, infiammate dal sostegno popolare legato agli attentati, offerto alla dura campagna elettorale di Putin e lievitato del 70%.

(un militare dell’esercito russo) "Non dormiremo in pace fino a quando non avremo distrutto questa minaccia di terrorismo. Le nostre case salteranno in aria, dappertutto ci saranno mafia, malavita, rapimenti, minacce e tradimenti".

Nel novembre 2000, sentii una notizia sulle World News della BBC: "Alexander Ltvinenko, un ufficiale dei servizi segreti russi, ha fatto richiesta di asilo politico all’arrivo all’aeroporto di Heathrow. Litvinenko sostiene che la sua vita sia in pericolo in Russia a causa dell’accusa da lui rivolta all’F.S.B., i servizi segreti russi, di essere responsabili degli attacchi terroristici in alcune città russe". Come molti cittadini russi, pensavo che la spiegazione ufficiale degli attentati non reggesse affatto. Volevo saperne di più.

Feci una ricerca su Litvinenko tramite Internet e ordinai il suo libro sugli attentati, "Blowing up Russia" ("Far saltare in aria la Russia"), disponibile soltanto in lingua inglese. Era l’inizio di una intensa relazione con l’uomo che avrebbe finito per diventare "Il mio amico Sasha".

(Litvinenko) "Quando il libro fu pubblicato, fu letto da molte persone. Ci fu qualunque genere di recensioni, molte su Internet. Alcuni scrissero che erano tutte fandonie, che Litvinenko era un mascalzone".

Scoprii che Litvinenko aveva avuto una vita molto travagliata. Il giovane e promettente ufficiale dell’F.S.B. aveva avuto uno scontro con un superiore e trascorso alcuni mesi in carcere. Dopo aver scontato la pena era fuggito dalla Russia con la moglie e il figlio, ma da Londra aveva proseguito la sua campagna contro i suoi ex capi dell’F.S.B. Cominciai a tentare di contattare Litvinenko dapprima telefonando all’ufficio dell’ex oligarca russo Boris Berezovsky, all’epoca anch’egli, come Litvivnenko, in esilio politico a Londra.

(Nekrasov) "Pronto, sono Andrei Nekrasov, ho inviato un fax riguardante il mio progetto di dirigere un film basato sul libro ‘Blowing up Russia’, collegato a Litvinenko. Grazie, a presto".

Mi recai alla Camera dei Lord, dove Berezovsky mi aveva detto che avrebbe assistito ad una presentazione da parte di alcuni esuli ceceni. L’unica persona che conoscevo era Vanessa Redgrave, con cui avevo collaborato in un film sui bambini ceceni. Speravo che potesse avere il numero di Litvinenko, ma non fu così. Dopo la presentazione, riuscii finalmente a presentarmi a Berezovsky e a fargli alcune domande sul libro di Litvinenko, "Blowing up Russia".

(Berezovsky) "I fatti confermano assolutamente i contenuti del suo libro. I fatti e, soprattutto, l’esperienza personale di Litvinenko".

Il giorno seguente, Berezovsky mi diede il numero di Litvinenko. Finalmente, nell’aprile 2003, riuscii a incontrarmi con lui nella sua casa di Londra, nel quartiere di Muswell Hill. Quella notte avremmo parlato per ore, e quello fu l’inizio della nostra amicizia. Mi raccontò com’era iniziata la sua battaglia con il servizio di sicurezza russo.

(Litvinenko) "Naturalmente avvenne per gradi. Cominciai con l’analizzare le cose, pensando che tutti noi avevamo lavorato duramente per tutta la vita. Prendi i miei parenti, che hanno lavorato per tutta la vita e vivono in povertà. In una società normale, la gente che lavora onestamente per tutta la vita non dovrebbe essere povera. Quando cominciai a lavorare, scoprii quante persone nel nostro paese sono in carcere e, pensai, una società normale non può avere così tanti criminali: il nostro paese è criminale. Quasi il 50% degli adulti hanno scontato almeno una condanna nella propria vita. Allora cominciai a considerare i miei superiori e scoprii che chi riesce ad arrivare ai gradi più elevati ha spesso più colpe che meriti. Allora smisi di guardare a loro come a degli dei, in un certo senso. Ho incontrato un mucchio di persone mediocri in posizioni di potere".

La battaglia di Sasha Litvinenko con Vladimir Putin iniziò ad una riunione dell’F.S.B. Gli attacchi di Litvinenko si sarebbero poi intensificati quando Putin divenne Presidente della Russia.

(Litvinenko) "Mi sono guardato intorno su cosa stava avvenendo in Russia e posso dire che l’ascesa di Putin al vertice è stata assolutamente geniale. Nessuno aveva mai sentito parlare di lui prima di allora. Putin è il risultato degli ultimi 80 anni della Russia. In Russia hanno sempre domato chi alzava la testa al disopra della massa. Adesso che Putin è presidente, è diventato oggetto del mio interesse. Ho cominciato a fare domande a chiunque lo conoscesse prima e avesse lavorato con lui. Nessuno si ricordava di lui: né a scuola, né all’università.

Putin è stato eletto presidente, ma chi è Putin? Prima dell’elezione ci dicevano: "aspettate che venga eletto, e poi lo scoprirete". Nel frattempo, lo stesso Putin si aggirava con un misterioso Arovati.

(Litvinenko) In qualsiasi paese civilizzato, solo una figura pubblica può diventare presidente, qualcuno che sia stato nell’arena pubblica e politica per almeno cinque o dieci anni. Il popolo e i media indipendenti lo controllerebbero con mille occhi, e al minimo passo falso commesso non diventerebbe mai presidente. Riesce a immaginare se, in Gran Bretagna, l’immagine di una persona che sta per essere eletta Primo ministro venisse intaccata dal minimo dubbio che abbia rubato? In Germania o in Gran Bretagna una persona con un passato criminale non raggiungerebbe mai una posizione di potere. Qui si sta parlando di moralità umana".

La moglie di Sasha è sempre stata consapevole di questa sua inquietudine a contatto con la moralità di questo processo.

(Nekrasov) "Quando avvertì che i primi segni del conflitto di Sasha con i suoi superiori, con questa organizzazione, diventarono visibili? Quali furono i primi segni?
(Marina) "Sasha non approvava il modo di lavorare degli ufficiali di grado elevato, forse fu questo il primo segno di insofferenza. Aveva già mostrato una personalità che non condivideva quel modo disonesto di lavorare.

(Litvinenko) "In Unione Sovietica c’erano due ideologie: quella comunista e quella criminale. Nel 1991 l’ideologia comunista cessò di esistere. Rimase solamente quella criminale, e il K.G.B. venne rinominato F.S.B. In realtà non cambiò niente e tutto rimase com’era prima. L’unica differenza era che i funzionari del K.G.B uccidevano per ideologia e quelli dell’F.S.B. lo facevano per denaro.

(Marina) "Adesso capisco che la gente si limita a fare il suo lavoro per i soldi, non per una vera passione; viceversa, ogni cosa che Sasha faceva, la faceva per passione, ogni cosa che faceva la sentiva profondamente, assolutamente mai per denaro.

(Litvinenko) "Non definirei l’F.S.B. come "servizi speciali o segreti", ma come un’organizzazione politica segreta e corrotta. Ai tempi del comunismo era la forza armata del partito comunista, nella Russia di oggi l’F.S.B. è la forza armata di un certo clan di funzionari dell’amministrazione pubblica".

Nel 1994, Litvinenko stava indagando sul tentato omicidio dell’imprenditore miliardario Boris Berezovsky. Diventarono amici. Berezovsky mi disse che aveva sùbito avuto modo di valutare l’amicizia di Litvinenko quando la polizia andò ad arrestarlo nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di un giornalista.

(Berezovsky) "Alexander disse che ero nel mio ufficio, stava dietro di me e disse ai poliziotti: ’se adesso prendete Berezovsky vi uccido, perché non avete alcun diritto di arrestarlo. Perché Boris non ha con sé i documenti". Io rimasi assolutamente scioccato mentre lui prendeva la pistola e la mostrava all’agente di polizia. L’agente fu molto sorpreso e chiese: "Lei chi è?", Alexander esibì i documenti, disse di essere sicuro che l’altro sapesse chi lui fosse e che apparteneva all’F.S.B., e che era sicuro al cento per cento che non ero coinvolto. Non permise di portarmi via perché pensava che mi avrebbero ucciso. Quindi Alexander davvero mi salvò la vita.

Litvinenko rimase affascinato dall’ambiente sociale privilegiato che circondava Berezovsky.

(Berezovsky) "Era molto insolito. Fin dall’inizio, soprattutto quando iniziò a chiedermi della mia visione degli affari in Russia, della mia visione dell’importanza dell’unità derivante dagli affari in Russia, mi faceva quasi diventare pazzo il fatto che una persona così semplice, uno del K.G.B. stesse cercando di capire veramente, anzi non si limitava a cercare di capire ma spesso esponeva la sua visione di alcuni eventi. Inizialmente non lo presi molto serio, pensai anche che si trattasse solo di un gioco per avvicinarsi un po’ di più a me e così via, ma a poco a poco dovetti riconoscere che si trattava di una persona decisamente sincera".

Sasha Litvinenko mi passò un video sorprendente. Registrava l’evento che divenne il punto di svolta nella sua lotta contro l’F.S.B. e il suo vecchio capoccia in Russia.

(Berezovsky) "Un giorno venne da me e mi disse che aveva avuto ordine di uccidermi dal suo generale dell’F.S.B. Veramente all’inizio pensai che fosse uno scherzo, perché tutti sapevano che tra me e Alexander correvano ottimi rapporti. Come sarebbe stato possibile che avesse avuto l’ordine di uccidermi se tutti sapevano che c’erano ottimi rapporti? Lui mi disse: "Boris, non ero l’unico presente a quella riunione, c’erano altri 4 funzionari dell’F.S.B. che possono confermarlo". E io dissi va bene, e lui li invitò nel mio ufficio, dove loro confermarono assolutamente ciò che Alexander aveva detto, che avevano veramente avuto l’ordine di uccidermi.

(Litvinenko) "- Lascia che siano loro a dirtelo, così è di prima mano e nessuno penserà che l’ho inventato".
(1° agente F.S.B.) "- Se fosse necessario, ehm, fare la pelle… -sì, uccidere, ha detto proprio uccidere -, potreste occuparvene?"
(Berezovsky) "Uccidere me?"
(1° agente F.S.B.) "-Certamente, non certo me, no?! E’ successo un po’ di volte, l’ultima circa 20 minuti fa. ‘Voi fate cose del genere, non è vero?’, ci ha chiesto"
(2° agente F.S.B.) "E poi ha chiesto a Sasha: ‘E tu, lo potresti fare?’. E poi, una lunga pausa".

(Berezovsky) "E allora il generale disse che ero un grosso problema, che tentavo di convincerli, che tentavo di informare il Presidente per schiacciare quest’organizzazione, e che quindi la cosa migliore era proprio ammazzarmi".

(Litvinenko) "Dovrebbe essere considerato un atto di terrorismo. Ma quando è il vice-capo di uno dei dipartimenti direttivi che lo dice a uno dei suoi luogotenenti colonnelli, lo prendo come un ordine".

Litvinenko e gli altri funzionari dell’F.S.B. ribelli convocarono immediatamente una conferenza stampa per denunciare la corruzione dilagante tra i loro capi.

(Litvinenko) "Si sta facendo un uso dell’F.S.B., da parte di alcuni funzionari, non finalizzato alla protezione dello stato e dei suoi cittadini, ma per fini privati politici e commerciali, per ottenere vantaggi personali e per arricchirsi".

La conferenza stampa fece andare su tutte le furie i capi di Litvinenko. Adesso era un nemico, e sua moglie ne sentì le conseguenze.

(Marina) "Dissi: ‘è mio marito e lo amo per come è’. Io penso che forse avrebbe potuto farcela perché ci credeva, e l’ho sostenuto. Ogni volta che lo vedo così assolutamente sicuro, io sono con lui. E sicuramente avrei potuto chiedergli, ‘Sasha, hai pensato a cosa potrebbe succederci?’. Lui ha sempre detto ‘certamente, e spero che tu starai sempre bene, ma Marina, non potrei mai essere diverso da come sono’. E penso che, da quando ci siamo sposati, sono sempre stata pronta per qualunque cosa gli fosse capitata".

(Berezovsky) "Fino all’ultima fase della sua vita, sembrava una persona molto ingenua. E questo lo ha aiutato molto a capire la vita, perché essere ingenui significa essere come bambini, guardare ogni cosa con occhi puri".

(Litvinenko) "Quando iniziò il mio conflitto con l’F.S.B., il direttore Kovalev decise di comportarsi come un autentico criminale, minacciandomi ed esigendo che io garantissi per i crimini dei miei superiori, praticamente contrattando con me, obbligandomi a modificare le prove innanzi al magistrato inquirente. Quello era il comportamento di un criminale comune, non di un ufficiale".

Sasha mi diede un altro videotape rivelatore. Conteneva la testimonianza di un collaboratore dell’F.S.B.:

"Lavoro per l’F.S.B. da sei anni. Sono un agente segreto. Che cosa posso dire? Il mio capo-controllore è stato ed è Litvinenko. Sasha. Gli voglio bene e lo rispetto. Lo stanno accusando di cose tali che ho voglia di chiudere gli occhi… Sono in uno stato di shock. E’ sempre stato ed è un vero essere umano. In questo momento mi sento perduto. Kostikov vuole estorcermi una dichiarazione contro Sasha. Dov’è il mio taccuino… adesso te lo mostro… aspetta… eccolo. Da’ un’occhiata: ecco, Barsukov, Kostikov. Vogliono farmi testimoniare, così sarò loro complice e lo farò finire in galera. Mio Dio, come posso mandare in galera una persona che mi ha fatto diventare ciò che sono… Non nel senso del denaro… ma mi ha detto, Roma, vivi una vita retta. Non essere un criminale, non essere una nullità. Adesso sono ricercato dalla banda di Solntsevo. Sono tutti dietro a me. Mi sto nascondendo, dallo stato e dai criminali. Che cosa devo fare adesso? Non lo so, sono solo. La mia vita è finita".

(Litvinenko) "L’F.S.B. è corrotto da cima a fondo. E’ un’organizzazione criminale con un criminale al vertice. Non mi è rimasta nessuna illusione".
(Nekrasov) "Come è possibile spiegare al cittadino russo medio che i funzionari dell’F.S.B. sono capaci di organizzare attentati dinamitardi in modo da uccidere tranquilli cittadini?"
(Litvinenko) "Secondo gli ultimi sondaggi, dal 50 al 60% della popolazione ritene che sia stato l’F.S.B. a piazzare le bombe negli edifici residenziali. Non hanno alcun dubbio che sia stato l’F.S.B. Ci credono al cento per cento. Ma qui vorrei parlare non tanto della popolazione, quanto dello stesso F.S.B. e dei suoi leader. Da tre anni andiamo ripetendo che era un imbroglio dell’F.S.B. e fornendo prove inoppugnabili di questo. Se questi fatti venissero esposti ad una corte civile ed equa, l’F.S.B. uscirebbe sconfitto dal processo. E’ per questo motivo che l’F.S.B. non prova mai a citare nessuno che li accusi, mai una volta che tentino di ribattere a qualcuna delle accuse. L’unico argomento che usano nelle loro difese è "non siamo stati noi a far saltare in aria i palazzi perché era impossibile che lo facessimo", sebbene prendendo la storia del K.G.B. e quella dell’F.S.B. oggi, io possa dire che la loro principale attività sia il terrorismo. Supponiamo che sia stato commesso un atto terroristico, chi sarebbe il primo sospettato? Un’organizzazione con un passato terroristico alle spalle. Ci stanno dicendo che quella gente non potrebbe farlo, ma un attimo, quale gente non potrebbe farlo? Putin, il direttore dell’F.S.B. Patrušev?"

Sasha fa riferimento ad azioni altamente sospette dell’F.S.B. e a Putin in persona, ma stava seduto lì nella sua cucina, mentre Putin sembrava essere un rispettato leader mondiale. Era a causa della presunzione di innocenza, in cui Sasha non riusciva ad aprire un varco con tutta la sua logica? Ma a conti fatti, chi era più credibile? Quest’uomo che si lasciava leggere negli occhi o qualcuno che soffocava qualunque libera voce nel paese e ordinava le incursioni in Cecenia?

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