Al di là dei limiti dichiaratamente anagrafici di Bruno Vespa, che gli impediscono di provare autentica curiosità per il fenomeno blogosfera e quindi di capirlo con tutti gli strumenti tecnici del caso, e al di là di alcuni eccessi criminologici raggiunti nel dibattito, ancora più povere di significato mi sono apparse le indignate reazioni di Professionisti Della Rete che mi sembra non abbiano perso l’occasione per approfondire ulteriormente (salvo poi piangersi addosso) il fossato esistente rispetto ai media tradizionali grazie ad un atteggiamento sgradevolmente qualunquista e approssimativo verso chi non faceva altro che sottolineare il pericolo di schemi e modalità di comunicazione in cui la ricerca della visibilità spesso fine a se stessa la fa da padrona per lo sviluppo della personalità di minorenni chiamati a vivere tempi, quelli del Web 2.0, non esattamente caratterizzati da un uso adeguato del sempre eventuale senso critico individuale.
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