Tavolo 194: aborto all’italiana

Ai saputelli che hanno attaccato la proposta di una moratoria sull’aborto avanzata da Giuliano Ferrara e i successivi interventi del mondo cattolico e moderato con sillogismi imbarazzanti e conclusioni degne del più scalcinato dei centri sociali, ma anche a tutti gli altri, non può che far bene la lettura di un articolo di Fausto Carioti che riflette sulle distinzioni esistenti in uno schieramento solo apparentemente omogeneo, a malapena riconducibile alla comune idea del rispetto della vita fin dall’atto del concepimento. Nel frattempo sarebbe utile che, anziché lamentarsi della scarsa moralità dei medici obiettori della sanità pubblica o addurre argomenti di macelleria ginecologica, chi appiattisce il dibattito sui soliti stereotipi al minimo accenno di discussione su una legge, la 194, da tempo applicata con un’approssimazione vergognosa, dimostrasse la stessa passione civico-giuridica nel tenere presente

la norma, quasi sempre disapplicata, con cui si stabilisce che i consultori, «sulla base di appositi regolamenti o convenzioni, possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita».

O, ancora, che

Confondere la proposta di rivedere le linee guida della legge 194 con la richiesta di riscriverla svela inoltre la grande paura di una parte della sinistra (ma non solo, n.d.B.). E cioè che si venga a scoprire che la 194 è stata snaturata e in moltissimi casi è diventata un lasciapassare per l’aborto facile, veloce e gratuito. Meglio quindi "buttarla in caciara", come si dice a Roma. Cioè confondere le acque, strillare slogan facili e impedire ogni tentativo di applicare la legge in modo rigoroso.(…) Ruini chiede innanzitutto di «applicare integralmente la legge sull’aborto», anche «in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita». Quindi («forse», dice cautamente il monsignore) propone di «aggiornarla al progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri». Un adeguamento dei termini della legge alle nuove tecnologie mediche e diagnostiche, insomma, non una revisione dei "diritti" in essa contenuti.

[ Technorati Tags: , , , , ]

Diritti

Questo blog e' pubblicato con una Licenza Creative Commons.
Alcuni diritti riservati.

2 commenti a “Tavolo 194: aborto all’italiana”


  1. Gravatar Icon 1 Memole74

    E’ il solito discorso complicato. Scusami ma la cosa che mi piace sempre molto delle discussioni sull’aborto è che sono trattate sempre da personaggi di sesso maschile, che mai e poi mai capiranno che cosa vuol dire avere dentro una vita e tranciarla di netto per vari motivi.Io non so se sono totalmente a favore o totalmente contro l’aborto, soprattutto dopo le esperienze che la vita mi ha portato ad affrontare ma sicuramente non lo tollero usato come metodo anticoncezionaleE’ finita l’epoca "ma è capitato!". Insomma, quando uno fa sesso lo fa perchè c’è di testa e di corpo (generalmente, escludo le violenze che sono tutt’altra cosa) percui che nessuno dica più, ma io non lo volevo.Sta di fatto, che forse, le donne avrebbero più voce in capitolo piuttosto dei tanti cialtroni che mi parlano di embrione come vita si o no, come individuo si o no. Loro dentro non hanno mai portato nessuno, non sanno cosa sono i primi movimenti del tuo bambino, sentire il cuore battere nel pancione, avere una risposta effettiva accarezzando la tua pancia. Loro non lo sanno e non possono neanche capire il dolore di perdere un figlio, di una scelta sofferta, di una malattia che te lo porterebbe via comunque.Loro non sanno dell’incapacità di affrontare certi problemi, di sentire sulla propria coscenza l’omicidio di qualcosa di tuo, del tuo bambino. Beh, forse farebbero meglio  a ragionare e a non continuare a fare i buffoni ignoranti. Un bacio Memole74

  2. Gravatar Icon 2 Slowfinger

    La categoria dei cialtroni è ampiamente traversale al genere di appartenenza. Nessuno sottovaluta il dolore che un aborto può provocare, e che tra parentesi, pur con gli ovvi distinguo biologici, si estende a ogni potenziale padre davvero degno di questo nome, ma che mi rifiuto di pensare appartenga a tutte le donne che lo praticano, vista la facilità con cui, ad esempio, oggi si parla di "pillola del giorno dopo" e visto, soprattutto, che non siamo tutti uguali. E’ anche per questo che, nel dubbio, sarei personalmente più propenso ad applicare l’etichetta di buffoni o ignoranti a quanti, purtroppo, strumentalizzano la sensibilità femminile, se non la causa tardofemminista che può starle dietro, secondo i propri fini politici. Ovviamente la cosa può avvenire anche in senso inverso, ma almeno in questo caso potrà anche, come piacevole effetto collaterale, servire a salvare una piccola vita. Sempre meglio di niente. Che poi siano solo le donne a poter parlare consapevolmente di aborto mi pare francamente eccessivo. Ripeto: è una questione di sensibilità, non di cromosomi, al di là dell’effettivo coinvolgimento personale e della differenza di ruoli.

Scrivi un commento




Foto "recenti"

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di Slowfinger. Crea il tuo badge qui.

Pietatis causa

LinkLift

Proudly with

2000 blogger italiani
slow.quid

Technorati stuff

Add to Technorati Favorites!

Diritti

Creative Commons License

Contenuti ridistribuibili con
Licenza Creative Commons 2.5.