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Articoli del Dicembre 2007
Lunedì, 31 Dicembre 2007
Mercoledì, 26 Dicembre 2007
Passare la Notte di Natale con i parenti più stretti, come sempre, spacchettando regali reciproci che aumentano di anno in anno. Nel senso del numero: novantatré, una media di 10 a testa. Che schifo. Passare l’intera giornata con gli stessi parenti all’insegna della trasgressione e dei bagordi più perversi: a sfasciarsi di cibo, chiacchierare, giocare a tombola, guardare film Disney e annoiarsi quel sano tanto che basta. Rincasare nel cuore della notte senza quasi far caso al tizio che sgattàiola dentro il portone dietro l’auto fino all’altra scala, e che ne riemerge dopo tre minuti mentre si parcheggia. Salire le scale a piedi nella speranza di interferire positivamente con il ciclo digestivo, notando un pianerottolo illuminato a giorno, senza farci caso, tirando dritto. Trascinarsi lungo la rampa di scale parallela a quel che resta dell’uscio dell’appartamento sottostante quello in cui si spera di trascorrere almeno una mezz’ora di fase REM. Finire le scale realizzando poco a poco. Dapprima che non è sensato che stiano facendo lavori di ristrutturazione alle tre del mattino, poi che i calcinacci sbriciolati sul pianerottolo sono compatibili solo con battenti esterni divelti dagli stipiti. Dall’esterno, a forza, in un paio di minuti al massimo, e appoggiati uno sull’altro senza complimenti. Nei palazzi antichi possono essere fuscelli. Chiamare il 112 e aspettare tappati in casa come conigli. Continua a leggere ‘A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai’
Martedì, 25 Dicembre 2007
Link Del.icio.us per il 24/12/2007:
- Archimagazine - Miralles Tagliabue EMBT (Barcellona) in mostra a Napoli, fino al 15 gennaio 2008 - 10 anni di grandi tradizioni del fare, per uno dei più quotati ed internazionali degli studi europei di architettura Miralles Tagliabue EMBT Arquitectes Associats (Barcellona), fondato nel 1991 da Enric Miralles e Benedetta Tagliabue. In architettura Spagna Barcellona mostre Napoli .
Lunedì, 24 Dicembre 2007
Buon Natale a tutti. Compreso chi, in nome di un pretestuoso e distorto senso del multiculturalismo o di un laicismo che con una sensata e serena laicità non ha niente a che fare, è convinto di poter allegramente imporre la dittatura della retorica del politically correct e del materialismo sottovuoto e smemorato, dell’ateismo più provocatoriamente snob e del paganesimo più ipocrita, e per questo censurare di una cultura appunto i simboli, i riti e la spiritualità non solo religiosi, fondamenti guardacaso imprescindibili almeno dell’identità di un intero continente. Benché rifiutandoli li odii, e odiandoli odii se stesso e in realtà ognuna delle diversità che è convinto di difendere, o di volerlo fare. Anche se forse, semplicemente, tutto questo, non lo sa. Buon Natale. [ Technorati Tags: Natale 2007, auguri
Sabato, 22 Dicembre 2007
Non bastavano le stroncature di New York Times e Times: ora ci si mette persino il Clarìn a sbertucciare l’Italia dei Prodi e dei Napolitano. E che sia il maggior quotidiano di un paese che fino all’altro ieri si dibatteva in una delle più disastrose crisi economiche di tutti i tempi la dice assai lunga a chiunque abbia orecchie per sentirlo. Saluti dal Terzo Mondo.
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Venerdì, 21 Dicembre 2007
Dal giorno in cui, durante la crisi dell’estate 2006, decisi di pubblicare un appello a favore di BETA (Beirut for the Ethical Treatment of Animals), sono diventato un destinatario a dire il vero piuttosto distratto della newsletter regolarmente inviata dall’organizzazione libanese che si prende cura degli animali sofferenti anche a causa delle precarie condizioni politiche del paese mediorientale. Il tempo non è mai abbastanza, ma cerco sempre di dare una seconda chance al materiale normalmente destinato alla cartella spam della mia posta, e la maggioranza delle decine di newsletter cui sono ancora abbonato per l’esclusiva pigrizia di richiedere la cancellazione dalle rispettive liste di destinatari non fanno certo eccezione. Ma stavolta, complice la melensa atmosfera prenatalizia, voglio riportare per intero il contenuto dell’ultimo numero dell’"organo" di BETA. Spesso nelle newsletter, si sa, si lavora (anche) di fantasia, ma mi piace pensare che dietro un testo che sembra studiato apposta per far leva su una causa facile e sul buonismo di questi giorni, ci sia almeno una persona che veramente si prende cura degli angeli a quatto zampe. Vale per Beirut, dovrebbe valere anche per Grosseto o Marcallo con Casone.
Continua a leggere ‘Intanto i gatti di Beirut’

Della natura patologica, per la salute degli individui e delle istituzioni democratiche, di certa attenzione per le parole altrui si è già detto. L’attenzione per la loro importanza è, invece, quella che si sorvola e si rimpiange quando capita di sentire parafrasi stravaganti dei dialoghi di leader politici, e non. Come quando Berlusconi si lamenta di certe pratiche vigenti in Rai e qualcuno, alla radio, in televisione o altrove, riporta che "ci lavorano solo prostitute e comunisti". Benedetti giornalisti. Poveri noi. [ Technorati Tags: intercettazioni, Rai, Silvio Berlusconi
Venerdì, 14 Dicembre 2007
"An exquisite
corpse,
trampled over"Nel video su Beppe Grillo embedded nella versione online dell’impietoso articolo dedicato dal New York Times allo sfacelo della situazione politica, economica e sociale dell’Italia di oggi che ha provocato la piccata reazione di O’ Presidente dal luogo del delitto, la Rai viene descritta come un network televisivo di proprietà del governo (*).
Il concetto di lottizzazione può evidentemente essere afferrato appieno solo con passaporto tricolore, ma, accostata all’“Ours is not a happy situation, but it is better than before” detto da Prodi, la definizione fa tremare le vene ai polsi.
Giovedì, 13 Dicembre 2007
Christian Rocca getta luce sulla lettura distorta data dalla solita stampa nostrana del discorso di O’ Presidente alla Casa Bianca. [ Technorati Tags: Casa Bianca, Giorgio Napolitano
Link Del.icio.us per il 12/12/2007:
- The Right Nation: La paginata (per chi l’ha persa) - Idem, in formato .pdf. In tocqueville conservatori liberali destra moderati ilGiornale .
Martedì, 11 Dicembre 2007
Link Del.icio.us per il 10/12/2007:
- Il popolo della Libertà ha già trovato una casa su internet - Una sintesi delle posizioni esistenti all’interno della prospettiva fusionista di Tocqueville. In Tocqueville conservatori liberali destra moderati.
Domenica, 9 Dicembre 2007
C’è un quadro di Klee che si chiama Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra in procinto di allontanarsi da qualcosa su cui ha fisso lo sguardo. I suoi occhi sono spalancati, la bocca è aperta, e le ali sono dispiegate. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Là dove davanti a noi appare una catena di avvenimenti, egli vede un’unica catastrofe, che ammassa incessantemente macerie su macerie e le scaraventa ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e riconnettere i frantumi. Ma dal paradiso soffia una bufera, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che l’angelo non può più chiuderle. Questa bufera lo spinge inarrestabilmente nel futuro, a cui egli volge le spalle, mentre cresce verso il cielo il cumulo delle macerie davanti a lui. Ciò che noi chiamiamo il progresso, è questa bufera.
[ Walter Benjamin, Tesi sul concetto di storia (1940) Einaudi, Torino 1997, pp. 35-7 ]
I Francesi la chiamano grandeur. Gli Americani national pride. Noi Italiani, invece, ne siamo pressoché sprovvisti, soprattutto in questi tempi di reflusso scientista e neo storicista di magnifiche sorti e progressive, a cui si applica sempre più volentieri la targhetta di un progressismo comodo, acritico e astratto, ma dietro cui si nasconde l’ignoranza dilagante di una prode italietta tutta marketing e mortadella. Non è generico patriottismo. E’ la consapevolezza dell’importanza della nostra identità culturale prima che individuale, ovvero la coscienza di essere come siamo, con i nostri difetti e i nostri pregi ai livelli e negli ambiti più disparati, da quello politico-istituzionale a quello artistico, da quello sportivo a quello "caratteriale", ammesso che di un carattere nazionale sia possibile parlare, ma sempre in virtù di qualcuno e qualcosa che sono stati prima di noi, plasmandoci indirettamente. Siamo come siamo perché ognuno di noi è fatto psichicamente delle cose che gli sono accadute e che gli succedono, e la cosa vale anche, se non soprattutto, per una nazione. L’identità di un popolo proviene da lontano e, come per l’individuo, è il presupposto per reggere la barra dell’esistenza senza affondare. E guarda caso non può prescindere da ciò che sono stati e hanno fatto i nostri padri.
E’ per questo che ogni volta che si sente gettare fango sul nostro paese o più semplicemente indignarsi per il fatto di non essere omologati agli esempi pratici o politici o legislativi della vita di altri stati, bisognerebbe provare un senso di nausea profonda e ragionare, agendo di conseguenza. Cioè capire innanzitutto che anche le leggi, come altri aspetti della specificità di un paese, sono il riflesso di un contesto storico complesso cui non è possibile appiccicare a piacere la bandiera nazionale preferita, con ansia da primi arrivati e la disinvoltura con cui si condisce l’insalata. Un contesto che rappresenta il nòcciolo di un’autenticità che andrebbe perseguita come valore esistenziale universale ma di volta in volta declinato alla scala di nazione e di individuo, astenendosi dallo scimmiottare l’altro. Avere il senso del passato non significa imbalsamarlo e rinunciare al futuro per migliorare, anzi. Non significa rinunciare alla tecnologia e all’innovazione, ma di certo all’idea che di queste si faccia un pretesto per dimenticare le proprie radici e traguardare l’avvenire con romantica incoscienza anacronistica. Vuol dire arricchire il presente di una dimensione di maggiore significato e spessore che a quel futuro conferisca qualità, di una consapevolezza priva del paraocchi dell’indifferenza che la contemporaneità sembra imporre come vincolo assoluto e privo di riferimenti etici, culturali e sociali, tenendo presenti, come l’Angelus Novus di Walter Benjamin, chi siamo e da dove veniamo. Come un nocchiero che procede nella corrente con la testa volta all’indietro, sospinto verso il futuro mentre il suo sguardo è rivolto al passato. [ Immagine Electa: Agostino di Duccio: Rimini, Tempio malatestiano, rilievo (dett.), ca. 1450 ] [ Technorati Tags: autenticità, Angelus Novus, Walter BenjaminDiritto di satira: Luttazzi fa cagare. [ Technorati Tags: Daniele Luttazzi, Decameron, La7




