C’è chi può.
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Via L’Osservatore "di" Romano.
Update: Simon nei commenti segnala un prossimo Bamboccione Day (B-Day) già fissato per il 1° dicembre, con tanto di maglietta celebrativa.
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Il Ministro Padoa-Schioppa non sembra avere le idee troppo chiare. Anche ora che ha parzialmente rettificato le sue infelici dichiarazioni: la colpa in realtà sarebbe - così si è corretto - della generazione dei sessantottini, in quanto troppo "permissivi" nei confronti dei figli. In realtà, è certamente vero che la "colpa" della situazione tragica in cui versano oggi i giovani è proprio di quella generazione (in realtà, si tratta di coloro che sono nati orientativamente tra il 1935 e il 1950), ma non certo perché troppo "permissivi", quanto piuttosto perché si è trattato (con le dovute ovvie eccezioni, che confermano la regola) di una generazione di parassiti che ha "rubato" il futuro dei propri figli attraverso un uso spregiudicato del debito pubblico negli anni ‘70 e ‘80. Il ricorso al debito pubblico ha generato una ingente ricchezza privata delle famiglia, cui corrisponde una desolante povertà pubblica, e nel frattempo questo enorme debito pubblico pesa *tutto* sulle spalle delle generazioni più giovani.In altre parole, la società è stata letteralmente "spolpata" da questa generazione di parassiti (oggi saldamente al potere, sia dal punto di vista economico che politico), e proprio come conseguenza di ciò oggi ai giovani (i "bamboccioni") vengono negati tutti quei fondamentali diritti (lavoro stabile, pensione dignitosa, casa) proprio nella misura in cui è necessario preservare i corrispondenti diritti (lavoro parassitario e intoccabile, pensioni generosissime in rapporto a quanto versato, reddito da affitto da seconda casa, ecc.) usurpati (pardon: "acquisiti") dalla generazione precedente.Da tutto questo deriva, evidentemente, che gli aiuti intrafamiliari-intergenerazionali che le famiglie danno ai figli (inclusa - a maggior ragione, e quale minimum - la possibilità di restare a casa fino a 30 anni, e oltre) non solo non può essere considerata in alcun modo una "graziosa concessione", ma viceversa deve essere considerata come un obbligo "morale" (che peraltro sarebbe opportuno potesse trasformarsi presto in un vero e proprio obbligo giuridico).Si tratta infatti, in altri termini, della semplice *restituzione*, a livello micro (familiare), di una quota *minima* di quanto sottratto a livello macro (strutturale) nel passato (-> debito pubblico) e nel presente (-> lavoro precario *solo per i giovani*, riforma delle pensioni *solo per i giovani*, mercato della casa caratterizzato da prezzi esorbitanti *solo per i giovani*, giacché la "generazione dei parassiti" la casa - e spesso anche la seconda casa - l’ha comprata in modo relativamente facile: come è noto, l’80% delle famiglie è proprietaria della casa in cui abitano).Forse la lettura di questo "manifesto" (elaborato nel 2005, quando si parlava pochissimo del "problema giovani") potrebbe essere di aiuto al signor ministro, che - non ha caso - è nato nel 1940, e per il quale la realtà attuale sembra non essere perfettamente intellegibile:Manifesto di Democrazia Giovanilewww.democraziagiovanile.it
Putroppo c’è molto di drammaticamente vero: la generazione cui fai riferimento, quella "dei sessantottini" per intenderci, sempre con le dovute eccezioni, ha semplicemente negato alla fascia che va dai venticinquenni ai "giovani quarantenni" di oggi, i propri figli, il diritto di farsi un futuro. O per lo meno ha fornito un contributo sostanziale in questo senso. Se da un lato la questione rischia di trovare rischiose contiguità con l’apologia dell’abulia esistenziale che può sconfinare nel fancazzismo giovanilistico, non penso si possa mettere in dubbio la generale scarsa attitudine di quella generazione a prendere sul serio i propri figli come potenziali cittadini di domani, a educarli fin da subito come portatori dei diritti di una futura "adultità" (orrendo termine psicologese). La congiuntura storica politica e macroeconomica generale è stata un cofattore integrante, forse quello preponderante. Pretendere che un membro del governo Prodi possa anche solo vagamente intuire il senso profondo di tutto questo è sicuramente un’illusione.
C’è già un sito su cui si può ordinare la maglietta con scritto “Sono un bamboccione”, è su: http://www.cellulotto.org ed in più, invita tutti a partecipare al Bamboccione Day il 1° Dicembre 2007 !!!
La verità è che con le parole non si farà nulla: è vero oramai siamo pochi e impauriti, ma non ancora del tutto instupiditi. Non vogliono lo scontro digenerazioni?! Sì, ma se c’è già lo scontro tra generazioni. Ragazzi, non lasciamoci fregare, ci hanno preso tutto, ci lasciano un debito spaventoso, e si permettono ancher certi epiteti. Lottate, Lottate e lottate. Io lotto. NS