Articoli del Ottobre 2007

Marchetta spinta

Sarà per la forma unica, il packaging rétro o gli indimenticabili spot anni ‘80 con Paolo Hendel, ma sono tanto buone
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Il Cupolone del Bosforo

Cupola a rischio per la Basilica di Santa Sofia ad Istanbul. [ Technorati Tags: , , , ]

I link Del.icio.us di “Quid Tum?”

Link Del.icio.us per il 29/10/2007:

I link Del.icio.us di “Quid Tum?”

Link Del.icio.us per il 28/10/2007:

She’s on fire

Scopro ora che Serafina intrattiene da tempo una sordida relazione (virtuale) con questo soggetto equivoco. Dio li fa e poi li accoppia… [ Technorati Tags: , , ]

E poi ci si lamenta delle extraordinary renditions

Con la cronaca che galoppa macinando eventi, i ripassi saltuari non guastano mai.
Sarebbe quindi bene, prima di emozionarsi troppo per le performance televisive (e non) del g.i.p di Milano Clementina Forleo, che tra le lacrime non esita a rinunciare alla propria scorta tracciando paralleli tra Paolo Borsellino e la propria posizione per essere stata oggetto delle campagne di discredito denunciate durante l’ultima puntata della trasmissione "Annozero", ricordare fatti tanto recenti quanto apparentemente rimossi della carriera del magistrato "milanese".
Ad esempio, che lo stesso giudice un paio di anni prima aveva scarcerato Mohammed Daki e due conterranei maghrebini accusati di aver fatto parte di una cellula terroristica del fondamentalismo islamico, reclutando aspiranti kamikaze per conto del gruppo terroristico iracheno Ansar al Islam. Si trattava di "guerriglieri", si era allora giustificata la Forleo. Il provvedimento fu confermato in appello ma ribaltato dalla sentenza definitiva della Cassazione.
Che arrivò quando Daki era ormai da tempo tornato a piede libero in Marocco.
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Liberi tutti

Beppe Grillo ha annunciato il prossimo V-Day.
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Rosso come il travertino

L’attacco dell’uomo dalle simpatie neofuturiste alla Fontana di Trevi ha dato luogo in rete e sulla stampa alle reazioni più diverse e scomposte, spesso infarcite di strumentalizzazioni politiche e di conformismo. Da queste parti le cose si prendono con più calma detestandosi il dover prendere posizione a freddo, ovvero senza sufficiente riflessione. E si pensa che l’arte non si tocca. E non solo quella, perché il discorso sull’atteggiamento contemporaneo nei suoi confronti andrebbe sempre riveduto e corretto sotto le insegne del concetto di beni culturali, che è bene si conservino il più a lungo possibile come risorsa di vitale importanza per le società attuali e future, e che comprendono anche il costruito diffuso, i contesti variamente storicizzati anche in epoca contemporanea, il paesaggio, l’archeologia industriale e i manufatti preindustriali. Mentre il territorio non è altro che il paesaggio nella sua forma antropizzata, ossia segnato materialmente da attività umane d’uso non solo abitativo e produttive nel senso più ampio. Tra i critici del gesto romano dall’apparenza tutta criminale è andata consolidandosi una contrapposizione piuttosto netta e inaspettatamente trasversale agli schieramenti, per quanto almeno in parte viziata dall’orientamento politico-ideologico, tenuto conto anche delle posizioni di destra dichiaratamente assunte dall’autore dello stesso gesto. Da una parte i difensori propensi a celebrare il geniale valore avanguardistico e dimostrativo dell’impresa, di "rottura estetica" collegata al messaggio di protesta politico-sociale di cui l’annesso proclama scritto si faceva portatore. Dall’altra la condanna dei detrattori, ahimé mossa solo nel migliore dei casi dal principio dell’intangibilità dell’opera d’arte e più spesso (ma non sempre) corrotta da motivazioni di contropropaganda politica finalizzate alla censura del presunto "significato" propagandistico ("pubblicitario") di un’impresa compiuta da un "pazzoide di destra" o da un "fascista". In entrambi i casi, per lo più, un’attenzione limitata agli aspetti puramente iconici dell’accaduto, come se del monumento fosse rimasta coinvolta esclusivamente una pura immagine esclusivamente spendibile ad uso e consumo dei media anziché, innanzitutto, un contesto materico di interesse monumentale come tale tragicamente segnato dal tempo e dall’uomo, e dunque degno di protezione.
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A chiiii?

Ufficialmente, e per l’ennesima volta, scende in piazza "contro il precariato" ma "non contro il Governo". Ma quello che oggi affollerà le strade e le piazze della capitale è un popolo della sinistra che nega persino l’evidenza di un esecutivo in cui non si riconosce più, o forse mai si è riconosciuto. Ufficialmente, nonostante l’esito contrario del referendum promosso per mettere in discussione l’accordo firmato sul Welfare con i sindacati, i manifestanti chiedono uno stato sociale e un mercato del lavoro più favorevoli agli interessi dei lavoratori. Insistenti voci di corridoio intendono insinuare che le proteste di oggi si rivolgano in realtà all’opposizione. [ Technorati Tags: , , ]

Ossimori rosso scuro

E’ sempre tenero e divertente leggere, tra i teorici e i fautori delle varie declinazioni della disciplina del marketing, chi si riconosce da sempre, e a volte si dichiara con compiacimento, come appartenente alla mezza mela della popolazione nazionale, e non solo, definibile come Sinistralia, spesso nella forma più estrema del comunismo militante. E’ una contraddizione in termini: sarà banale ma non lo dice più nessuno. Perché, sebbene il materialismo contemporaneo sia trasversale agli schieramenti e alle ideologie, il marketing, come il consumismo, il capitalismo e il concetto e la pratica stessi della gestione aziendale, sono quanto più "di destra" si possa immaginare. "Eh, ma noi siamo per una sinistra moderna"; "Beh, ma vorrei vedere te a campare una famiglia", ci si sente obiettare. E la pallida vocina interiore della logica collettivistica e "statale", cui non si manca di appellarsi ad ogni invasione di disperati sulle nostre coste, viene prontamente e sapientemente zittita come Oriella Dorella ad un concerto metal. Decidere cosa e come fare per spingere uomini, donne, anziani e bambini a consumare di più adescandoli in cambio della promessa di un valore aggiunto tanto effettivo quanto effimero è di destra, perché è la base della logica del profitto aziendale. Ma rappresenta un comodo armamentario di pratiche all’occasione capaci di calzare a pennello sul più massimalista dei leoncavallini. Non dimentichiamolo, ogniqualvolta sentiamo i presunti soloni della comunicazione digitale con la bandiera rossa al posto della maglia di lana. E neanche quando riflettiamo sul fatto che il livello culturale medio di questa nazione è sceso a livelli imbarazzanti, perché alla richiesta di mettere per iscritto le eventuali idee, quegli stessi professionisti della comunicazione, quei manager dall’aperitivo facile e dal cuore in tuta blu, quegli stessi sedicenti eroi dell’imprenditoria "volta al bene delle masse" così come i loro sostenitori tutti minuscole e antiamericanismo, tutti informale e diritti-ma-non-doveri, tutti blogosfera e retorica social, sprofondano nel ridicolo alla prima emergenza da consecutio, al primo tranello da subordinata di secondo grado, per estrarre dal cilindro frasi preconfezionate nella lingua più smart (fedeli alla mission suggerita dal proprio business model), sordi agli inviti a parlare e soprattutto scrivere, se ne sono capaci, una lingua per volta con decenza (anche ed eventualmente diversa da quella madre). O quando ci soffermiamo sulla difficoltà di questo paese a coltivare aspirazioni, ideali e valori diversi da quelli del profitto più ipocrita paludato da solidarismo sociale o dell’illusoria rivoluzione tecnologica mascherata da democrazia effettiva, che di democratico non ha neanche le basilari possibilità di accesso. [ Technorati Tags: , , , , ]

Update 21/10: C.V.D.:


[ Courtesy of Maestrinipercaso.it ]

Di che BeeMood sei?

Nel caso in cui Twitter possa mai avere un erede, qui si fa il tifo per questo.
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I link Del.icio.us di “Quid Tum?”

Link Del.icio.us per il 16/10/2007:

I link Del.icio.us di “Quid Tum?”

Link Del.icio.us per il 14/10/2007:


Pietatis causa

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