Se per il nostro ordinamento giuridico e il nostro codice penale ogni sospettato rimane innocente fino a sentenza di eventuale colpevolezza passata in giudicato, davvero esiste per una Procura della Repubblica il diritto di specificare le aggravanti per il crimine attribuito in assenza di un movente ad un semplice indagato la cui responsabilità è tutta da dimostrare? E’ sufficiente la mancanza, quantomeno dichiarata e manifesta, di altri sospettati "forti" per sbilanciarsi verso quella che è di fatto una chiara presunzione di colpevolezza tale da compromettere a tal punto la posizione e l’immagine di Alberto Stasi ed esporlo, tra l’altro, alla pressione mediatica di cui è vittima puntuale? In Italia, come sempre, le lezioni del passato sono pattume dimenticato e il garantismo riguarda soltanto gli ultimi.
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Diritti
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Al di là della questione singola (perché il diritto si analizza sempre in astratto), la procedura delle indagini preliminari si basa sui fatti, le circostanze del reato ed ogni altra notizia utile che poi vengono tradotti i commi del codice penale ossia in ipotizzati reati con ipotizzanti aggravanti od attenuanti. Capisco che per i non addetti ai lavori possa risultare strano ma è la procedura per tutti i casi non ad personam.Poi anche parlare di movente può fuorviare. Se ad esempio guardiamo all’aggravante non come ad una fattispecie.Invece sempre di "fattispecie" dobbiamo ragionare per comprendere il diritto. Le condizioni di tempo e di luogo sono una aggravante che prescinde dal movente. Prescinde dal movente perché il fatto di trovarsi in un luogo isolato, in casa della vittima, al buio di una strada poco trafficata sono condizioni "oggettive" che facilitano il compimento dell’azione. Sono dunque scollegati e nelle indagini possono ben essere contestate.Credo ci sia confusione nell’opinione pubblica sulla parola movente. Non si fanno i processi con le prove ma con i mezzi di prova. La prova. Il movente emergeranno nel giudizio nel contraddittorio tra le parti e questa è la normativa per tutti i processi..:. hermansji
Appunto da non addetto ai lavori: ammesso che il diritto vada analizzato in astratto, non credo si possa negare (lo scrivi tu stesso) che va poi applicato sempre in relazione ad un contesto oltremodo concreto, cioè circostanziato e preciso. Appunto la fattispecie del reato specifico. Ma a prescindere dalla questione movente, mi lascia comunque perplesso un’interpretazione "assoluta" ovvero oggettiva del tema relativo alle eventuali aggravanti e attenuanti, che pur da profano della materia non riesco a immaginare freddamente separabile dalla posizione e dalla storia personale dell’imputato di un processo, ma che trovo del tutto estraneo alla situazione del semplice indagato, ovvero di chi è ancora un cittadino libero che la legge deve anche tutelare in attesa di accertarne le eventuali responsabilità ai sensi della legge. Nel valutare le aggravanti di un crimine, considero impensabile ad esempio tralasciare di considerare le relazioni esistenti tra vittima e indagato. Soltanto che, immagino, tutto questo dovrebbe essere oggetto di un equo processo, anziché iniziare a rimbalzare allegramente tra una procura e le redazioni dei giornali ben prima che quel processo (o un altro) inizi. Per non parlare, appunto, dei risvolti sociali e mediatici di queste faccende. In altre parole, e se è vero che la separazione della fase preliminare esiste, in casi simili si potrebbe almeno evitare di accostare i due piani, senza citare e (nel caso dei media) mostrare l’indagato qualora si affronti l’argomento delle aggravanti. Motivo di più per farne esclusivo oggetto di dibattimento in un’aula di tribunale. Altrimenti si rischia di far apparire scontato l’esito del futuro processo.
Purtroppo non esiste il reato specifico. Lo so apparentemente sembra una contraddizione. Ma se il diritto fosse collegato sempre ad un reato specifico allora non funzionerebbe perché per ogni variante dovremmo cercare una norma. Ad esempio se il reato si discosta di poco da uno simile allora non sarebbe applicabile la stessa norma. Il diritto piomba nella vita di ogni persona dall’alto del suo trono astratto. Ed in astratto analizza se alcuni schemi del comportamento umano corrispondano ad alcuni schemi previsti da una norma penale.Capisco che è un discorso un poco spartano e che suona per alcuni versi goffo ma per fare un parallelismo è simile ad un algoritmo per estrarre un dato. Si lavora e si affina l’algoritmo in modo da trattare i dati processati nel modo migliore per ottenere il risultato voluto. Ma se si analizza con la mente come ragiona l’algoritmo può sembrarci tutto grossolano.L’osservazione che muovi è corretta, ma il problema di fondo credo sia il rapporto tra la legge e l’informazione.Se partiamo dal presupposto che ogni cittadino ha i diritti ma può essere soggetto ad una verifica di una contestazione. Mettiamo per i potesi una donna si vendichi di un suo amante e lo denunci per violenze. Si instaurerà tutte la macchina processuale di cui parliamo e questo senza che esista la prova. Non è il primo caso e neppure l’unico di un sistema che non può garantire la correttezza perché è molto simile a quel ragionamento fatto sull’informatica. Tutto si può perfezionare ma mai riesce ad essere perfetto.Forse potrebbe essere utile in qualche modo che l’informazione ad esempio i giornali che riportano le notizie non enfatizzassero delle fasi che precedono il processo come fossero definitive. Che parlassero con il giusto distacco di come si tratti di ipotesi tutte ancora da verificare. Invece c’ è una certa fretta di raggiungere subito la notizia che non si ha neanche il tempo di capirla. Forse molte di queste cattive pratiche che danneggiato la reputazione o la vita delle persone avrebbero vita breve.Purtroppo il diritto è astratto ma non sono astratte le sue conseguenze e su questo non posso che darti ragione.Ma la ricetta di cambiamento? Ecco qui la domanda senza risposta. Si producono sempre più leggi senza mai svecchiare quelle che già esistono.ps. complimenti per l’editor dei commenti è fenomenale !! Non lo avevo mai visto in un template Wordpress .
Certo, vale sempre il concetto della discrezionalità della norma, che è sacrosanto e funzionale alla sua stessa applicabilità. Concordo sul problema dei rapporti tra giustizia e informazione: quelli sono sicuramente da riformare con attenzione per la qualità prima che la quantità delle leggi. In questo diprezzo per i patrimoni consolidati in Italia siamo specialisti, immaginando che basti sempre procedere per aggiunte per risolvere tutto. La possibilità di finire stritolati dalla macchina dei media prima ancora che da quella della giustizia anche da perfetti innocenti è comunque spaventosamente reale. Qualche passo forse è stato fatto, ma ogni volta sembra di dover ricominciare da zero.
Per l’editor il merito va all’autore del plugin EditorMonkey per WordPress, ma attualmente il suo sito è down :)
Una volta si correva appresso al termine "tecnico" per qualificare l’intervento legislativo fatto dai politici che erano anche specialisti di un settore e ci siamo ritrovati invece con la stagione del "vado di fretta". Allora da un lato testi legislativi con un paio di articolo da 100 commi, a testimonianza di come il legislatore si stanchi tra una seduta di votazione e l’altra … così tutta la legge la condensano in un paio di articoli, poi arriva la stagione del "decreto d’urgenza" riparatore, la succursale della "legge-delega" e tutti appresso agli allegati, alle nuove circolari per spiegare quello che si è detto o non si è detto. Alla fine del ciclo? Il Testo Unico ossia la raccolta for dummies di quelli che una volta era operatori del settore ed ora sono perenne in balia del corso di aggiornamento … riflettevo che questo tuo post contiene molti spunti di riflessione !!ps. accidenti dovrò prendere la mano con Wordpress … lo conosco molto poco… mi sono aperto un bloggino dove faccio i miei danni ed esperimenti sul template nel caso mi decidessi ad un cambio di piattaforma … ma ancora non mi abituo alla sua logica e fatico a seguirlo sia con dreamweaver che con il più semplice nvu
Ah, già: il Parlamento ha anche una funzione legislativa… Secondo me il parlamentare medio dopo 15 minuti di tecnicismi dorme della grossa. "T.U. 4 Dummies" non è male
Se decidessi di cambiare piattaforma blog, oltre a WP posso consigliare Movable Type, che pare ultimamente sia migliorato molto diventando open source e aprendosi quindi ai numerosi plugin degli utenti, sempre in stile WP (ma non conosco direttamente).