
Per quindici dollari al giorno e su richiesta delle autorità cittadine, giovani artisti iracheni decorano con murales i grossi massi che compongono le barriere in calcestruzzo innalzate contro gli attacchi esplosivi dei kamikaze in un quartiere di Baghdad situato sulle rive del Tigri. Per evitare agli autori di incorrere nelle ire e nei proiettili della popolazione musulmana — numerosi gli artisti di strada già uccisi o cacciati per questo dall’Iraq –, i murales rappresentano temi e personaggi appartenenti alla cultura persiana pre-islamica tratti dalla storia e dalla mitologia assiro-babilonesi, evitando qualsiasi riferimento all’Islam. [ New York Times ]
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