Articoli del Marzo 2007

Venti di guerra

Pare che in seguito al sequestro iraniano dei quindici marinai britannici, tra Gran Bretagna e Iran, e non solo, sia ormai guerra diplomatica, ovvero resti ancora aperto un riservatissimo canale di comunicazione per evitare che il mondo sia trascinato nel baratro di una nuova guerra dall’ennesimo sintomo di follia mostrato da quel reperto paleontologico che risponde al nome di Uomo di Teheran. Un esemplare di pertinenza purtroppo non ancora museale, la cui immagine i campioni del pacifintismo nazionale si guardano bene dall’esporre anche oggi alla pubblica nausea mentre scelgono altre vie per mobilitarsi in nome di un ideale troppo nobile per le squallide strumentalizzazioni antioccidentali in cui sono abituati ad esibirsi ogniqualvolta si tratti di esprimere solidarietà ad un qualsiasi governo o milizia mediorientali che non abbiano a che fare con lo stato di Israele. Mentre Onu e Unione europea si gingillano in dichiarazioni mai abbastanza incisive rispetto alla gravità della situazione, il nostro Ministro degli Esteri assume ancora una volta un atteggiamento inaccettabilmente ambiguo dopo il pessimo spettacolo offerto alla comunità internazionale con la gestione del sequestro Mastrogiacomo appaltata al miglior offerente in nome della più autentica filosofia "liberalizzatrice", ma anche l’estate scorsa in occasione delle smancerie tributate ai terroristi durante la guerra israelo-libanese, quando camminava tra le macerie di Beirut sottobraccio ai capi dell’Hezbollah. Sempre attento a non ferire il sentimento di un elettorato con la kefiah cucita sul cranio, si guarda bene in questi giorni dal condannare in maniera sufficientemente risoluta l’operato di militari al soldo di un dittatore che rischia di esporre la propria nazione e il mondo intero all’angoscia di una situazione che i sudditi o, meglio, gli schiavi di Ahmadinejad non meriterebbero neanche se fossero il popolo più infido nel mondo. E così non è. In assenza di novità significative sul piano delle trattative diplomatiche e di un vero, intransigente e soprattutto unitario giro di vite nelle posizioni dell’intera comunità internazionale di fronte alla crisi iraniana, neanche le speranze del più nobile e clandestino riformismo ancora alimentate in terra persiana o quelle delle eroiche nuove generazioni di un paese che boccheggia in una melma di violenza e arretratezza culturale basteranno a impedire il peggio. La differenza possono e devono farla ovviamente le grandi democrazie europee, a cominciare da quel pantano di immobilismo istituzionale e da quella latrina di avventurismo ed equilibrismo partitocratico elevati al rango di politica in cui si è trasformato Palazzo Chigi dalle ultime elezioni politiche a questa parte. [ Weekend OpenTrackback @ The Right Nation ] [ Technorati Tags: , , , , ]

Questione di stile

C’è chi si esprime attraverso la propria testata e chi lo fa attraverso un blog.

Chi ha incastrato Richard Rogers?

Nel suo studio londinese, l’architetto Richard Rogers, vincitore della trentunesima edizione del premio Pritzker, la massima onorificenza conferita nel campo dell’architettura a livello mondiale, ha introdotto uno statuto interno che prevede che i dirigenti percepiscano un compenso non superiore a sei volte lo stipendio riconosciuto agli architetti della fascia di reddito più bassa. In Italia la cosa sarebbe più che sufficiente a scaraventarli sul lastrico. [ New York Times ]
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La pelle dell’orso

Pare sia ormai scontro diplomatico tra Roma e il governo federale bavarese su chi abbia diritto alle spoglie mortali di Bruno, l’orso bruno abbattuto l’estate scorsa dai cacciatori del Land tedesco dopo aver girovagato tra Italia e Germania passando per l’Austria. E aver fatto razzia di pecore e polli, conigli e porcellini d’India. Mentre le autorità centrali di Berlino ci riconoscono il diritto alle misere spoglie del raro esemplare della specie avvistata dopo duecento anni allo stato selvatico nelle foreste alpine, l’opposizione del ministro per l’Ambiente bavarese rivendica diritti di proprietà per competenza territoriale, puntando ad imbalsamare i resti per farne il pezzo forte della collezione di un museo locale. Nonostante le preoccupazioni bavaresi, tutto lascia supporre che Bruno avesse in fondo un’indole pacifica: da alcune testimonianze indigene risulta come venisse regolarmente messo in fuga dalle mucche al pascolo. [ BBC ]
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Faccia a faccia con la blogosfera

E’ online la prima puntata di Face2Face, promettente ciclo di incontri in materia di formazione, ambiente, web e impresa trasmessi in diretta streaming video con webchat. Gli incontri sono organizzati in collaborazione con l’Ambasciata statunitense e resi disponibili per la visione presso il sito dell’iniziativa anche dopo la conclusione del webcast. La prima puntata, dal titolo "Capturing Creativity, incontra i nuovi imprenditori" è un’interessante intervista a Marco Palombi, fondatore e CEO di Splinder, prima piattaforma per il blogging italiano web-based, ed è moderata da Michele Appendino, pioniere del venture capital in Italia e attivo nella sua declinazione con il quanto mai attuale settore delle energie rinnovabili. La prossima puntata, prevista per domani alle ore 16, vedrà gli stessi personaggi a ruoli invertiti e offrirà verosimilmente una cornice altrettanto stimolante e informale per il dialogo con gli utenti e soggetti della blogosfera. [ La trascrizione integrale del primo dibattito ]
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Veleno per topi

Pare finalmente risolto il mistero alla base della contaminazione di 60 milioni di scatolette di oltre 90 marche di cibo per cani e gatti diffusosi negli Stati Uniti in settimana. Dopo il decesso di almeno 14 animali per problemi renali, nel mangime è stata riscontrata una massiccia presenza di aminopterina, sostanza altamente tossica vietata in Nordamerica e usata come veleno per topi, oltre che per indurre l’aborto e per la cura di tumori e artrite reumatoide. Non si esclude l’ipotesi del sabotaggio.
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Come se non bastasse

La moglie di Said Agha, l’autista di Daniele Mastrogiacomo trucidato sotto gli occhi del giornalista di Repubblica, era in attesa di un bambino. Ha avuto un aborto spontaneo non appena saputo della sorte del marito. [ L’Occidentale ] [Technorati Tags: , ]

Manco è tornato

Paragonare Guantanamo alle carceri talebane, specie da parte di uno che vi è stato appena rinchiuso, è qualcosa che va oltre la sindrome di Stoccolma, è l’indice di un pregiudizio anti-americano che infetta come un virus l’elite giornalistica nazionale, quella politicamente corretta e coccolata. [ L’occidentale.it ] [ Technorati Tags: , , , , ]

Un allarme mangime (anche) per cani e gatti italiani?

Più di 60 milioni di confezioni di cibo per cani e gatti prodotte dalla ditta canadese Menu Foods di Streetsville, Ontario, e commercializzato con diversi marchi famosi anche in Italia, sono state messe in relazione con il decesso di alcuni animali domestici a causa di disturbi renali. Secondo l’azienda, nessun problema sarebbe stato riscontrato nei campioni di mangime sottoposti ai test eseguiti, sebbene i decessi coincidano con l’inizio dell’impiego da parte di Menu Foods del glutine proveniente da una nuova azienda fornitrice della fonte proteica usata come addensante tra gli ingredienti del cibo per cani e gatti. Secondo l’articolo del New York Times, tra le marche con cui le confezioni richiamate vengono commercializzate sarebbero incluse anche le famose Iams e Nestlé, oltre a vari altri brand segnalati nelle pagine del sito della ditta canadese.
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Update (21 marzo): nel frattempo, a Chicago, la Menu Foods viene portata in tribunale dalla proprietaria di un gatto abbattuto per problemi renali dopo che aveva perso metà del suo peso in quattro giorni avendo consumato una busta di alimenti difettosi. Tra le marche sospette, in tutto una quarantina per gatti e ben 51 per cani, anche le note Eukanuba, PetCare e Science Diet. Mentre la Food and Drug Administration parla di 14 animali uccisi finora (di cui alcuni durante la fase di test in azienda), Il Centro di Medicina veterinaria della Federal Drugs Administration degli Stati Uniti parla di cinque ulteriori decessi e ne prevede altri.

Passando per Strada

Un paese delegittimato nei suoi fondamenti democratici e privo di rappresentatività istituzionale. Questo il quadro sempre più funesto che emerge dai dettagli via via emersi dalla ricostruzione delle fasi del sequestro fino alla liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo. Un paese in cui il Ministero della difesa è di fatto privo del potere di gestire eventi tragici che coinvolgono la vita di connazionali laddove è attiva la partecipazione a missioni militari come quella afghana, e in cui il Ministro degli esteri viene zittito come un moccioso affetto da deficit intellettivo primario. Un paese i cui Servizi segreti sono ridotti al rango di lacché utili solo come carne da macello quando i meccanismi dell’alternanza degli schieramenti sottraggono la scappatoia di rimedi anticostituzionali all’italiana, per diventare oggetto e mezzo di una vendetta politica interpretata con gli strumenti meschini di un giustizialismo che si identifica con il più scontato dei sentimenti antiatlantici. La lunga mano di Sinistralia si esprime con un potere politico assegnato allegramente ai santoni di organizzazioni sempre più ambigue, che rinunciano non solo alla vocazione umanitaria originaria ma persino all’aura ideologica del solidarismo nel momento in cui chiedono e ottengono carta bianca nella gestione di eventi di guerra, di polizia e di intelligence, in nome di un mandato estraneo ai più basilari fondamenti della democrazia. Un paese in cui la concezione più alta della giustizia si esprime tramite la delazione o scialacquando cifre da disavanzo nazionale attraverso pratiche indiscriminate, utili a nascondere la fallibilità personale dietro uno strapotere il cui controllo è di fatto lasciato allo squallore delle coscienze individuali, nuovo metro di giudizio rassicurante per l’Italia della vignetta e dello sberleffo. Il più pessimistico degli scenari terzomondisti non basterebbe ad afferrare il senso di una deriva etica, civile, politica e culturale come quella in atto in un paese ridotto a farsi rappresentare dalle sue organizzazioni non governative e in cui i leader democraticamente eletti, per quanto incapaci e spesso manifestamente dannosi, vengono ridicolizzati da un medico ingiustamente e precocemente sottratto ai ferri del mestiere. Ogni governo ha i propri mezzi: chi sacrifica la vita a beneficio dell’incompetenza travestita da incoscienza, chi gestisce trame di alleanza con i potenziali carnefici. Stendendo tappeti rossi ai Talebani e aspettando in ospedale che torni il sereno.
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Info Strada

Impossibile trovare parole e argomenti migliori di quelli usati da Joyce per fare luce sui rapporti esistenti tra la sconclusionata gestione Prodi & Co. delle trattative per il sequestro Mastrogiacomo e l’ambiguo ruolo paragovernativo finora svolto nella vicenda da Emergency. In assenza di un servizio segreto decapitato annientato succede anche questo.

Non panda: pollastrine

Il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini tiene a precisare che la sua battaglia a favore delle donne non ha niente a che fare con le "quote rosa", che fanno pensare a panda. E "le donne", spiega, "non sono panda". Infatti, come da anteprima del Corriere sull’intervista rilasciata a Io Donna di domani, così riassume i contenuti del suo disegno di legge:

sostegni economici o fiscali per aziende ed enti che assumono donne, le fanno avanzare ai vertici, le sostengono con orari flessibili e asili nido.

Mai visto niente di più maschilista. E coi tempi che corrono, la precisazione non è superflua.

Persone morali

In Italia succede persino di imbattersi in dichiarazioni che rischiano di mettere in buona luce personaggi dello spessore di Anna Falchi. Come quella di Nina Moric, che si è affrettata a prendere le distanze dalle disavventure del marito (ed ex?) Fabrizio Corona, invischiato nell’affaire Vallettopoli. Dissociarsi furiosamente, ennesimo atto di eroismo mediatico. [ TVblog.it ]
E’ fuori controllo. Io sono una persona morale e non sopporto le sue bravate. Deve fermarsi. Il successo gli ha dato alla testa.