Digg qualcosa

Pare che gli utenti del famoso aggregatore di notizie Digg siano fastidiosamente inclini a considerare spam gli articoli che hanno a che fare con determinati argomenti, indipendentemente dal fatto che essi provengano da splog, ovvero da blog dediti allo spam, ma anche dal fatto che la segnalazione iniziale della notizia provenga dal titolare del sito in questione o meno. Tutto questo si traduce in un’esclusione automatica (ban) di tutti i domini relativi a quei siti, che da quel momento saranno sempre interpretati da Digg come dediti allo spam. Un modo come un altro per emarginare dall’aggregatore i siti sgraditi o "scomodi", eventualmente per motivi di concorrenza. O di semplice antipatia. Il che contraddice nettamente l’etica alla base dei siti dediti al social bookmarking come Digg. Se ne parla (in inglese) qui e qui.

Tra parentesi, da noi esistono modi molto più rozzi per censurare ed emarginare in rete personaggi e siti sgraditi. Quello di gran lunga più diffuso, e indicativo della mentalità dominante nella blogosfera, consiste nell’etichettare come troll chiunque la pensi diversamente rispetto al gregge prono alla vulgata tecnofilo-sinistrese dominante. Mannaia che si abbatte invariabilmente su chiunque abbia il coraggio di opporsi al pensiero unico, che attualmente in Italia vede prevalere (per quanto tempo?) siti di massa dediti alla satira e/o alla divulgazione tecnologica di argomenti riguardanti esclusivamente la blogosfera e le sue dinamiche interne, in un trionfo di autoreferenzialità minimalista che è persino diventata essa stessa un argomento.

Meta-autoreferenzialità che rappresenta la tomba del senso critico, merce ormai sempre più rara nella blogosfera italiana, perché richiede la fatica di dover mettere per iscritto ciò che veramente ed eventualmente si pensa con la propria testa, anziché ipocritamente (nel migliore dei casi) con quella della blogstar di turno. Mentre si riduce la discussione potenzialmente più stimolante a coro monotono, la più blanda provocazione o la semplice divergenza di idee sono quindi interpretate come offesa o insulto di portata devastante, perché vissute come traumatica anomalia poco funzionale ad una gestione zootecnica del pubblico leggente o della controparte scrivente. O, peggio, del tutto ignorate. Facendo carne di porco della retorica della differenza come strumento di arricchimento personale e culturale, subìta evidentemente controvoglia.
Quando si dice avere personalità.

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2 commenti a “Digg qualcosa”


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