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	<title>Commenti a: E lo chiamano &#8216;disassemblaggio&#8217;</title>
	<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/</link>
	<description>Il blog di Slowfinger</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 23:02:38 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Slowfinger</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-11123</link>
		<author>Slowfinger</author>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 15:10:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-11123</guid>
		<description>Non c'&#232; che dire: &lt;em&gt;suggestiva&lt;/em&gt;, l'ipotesi per cui varrebbe la pena di radere al suolo allegramente il nostro patrimonio costruito stratificato con la scusa che un giorno ci&#242; che lo sostituir&#224; sar&#224; a sua volta storicizzato. La qualit&#224; di un progetto non pu&#242; essere valutata prescindendo dalla misura in cui si propone di stravolgere il contesto preesistente. In questo senso la Bicocca e l'opera omnia di Gregotti non si salvano di certo. Come non si salva l'immondizia che Piano ha realizzato al porto di Genova. Ma il problema non riguarda soltanto loro, quanto la maggioranza della cultura architettonica contemporanea, a partire da quella italiana.&lt;br /&gt;Trascuri il semplice fatto che quella fortuna Donald Trump l'ha fatta a qualche migliaio di chilometri dall'Italia, in un paese che, guardacaso, ha proprie storie specifiche e diversissime dalle nostre, come da quelle degli altri paesei e citt&#224; che citi. Il problema &#232; appunto pensare all'architettura senza conoscere il passato di una civilt&#224;, che &#232; testimoniato dalla materia insostituibile. Il che significa vivere senza memoria. Una prospettiva omologante e massificata appunto tipica del marketing (fondato sull'immagine e la quantit&#224;) anzich&#233; dell'architettura (fondata sulla materia e la qualit&#224;).&lt;br /&gt;Guarda che io non sono contro il cambiamento: conservazione e progetto del nuovo sono tutt'altro che incompatibili: l'importante &#232; che il nuovo non distrugga e non simuli l'esistente. Quello della piramide era ovviamente un esempio della non casualit&#224; del sorgere di un'architettura in un luogo con la sua gente, i suoi usi, le sue risorse: la sua storia. Precisamente ci&#242; che il punto di vista di troppi architetti contemporanei trascura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&#62;&#62; E' come sostenere...&lt;br /&gt;Non mi sembra. La tua analogia tra Bergamo alta e un grattacielo la dice molto lunga.&lt;br /&gt;Altro punto cruciale: la conservazione non riguarda &#34;i monumenti&#34; ma anche il costruito diffuso, vero tessuto connettivo del nostro patrimonio culturale. Dovuto alla sua storia. Altrove nel mondo non ne esiste traccia. Ecco cosa rende l'Italia unica al mondo, malgrado certe idee disumane in fatto di architettura. E oltre a questo tessuto connettivo c'&#232; tutta l'archeologia industriale, quindi i padiglioni della fiera. Perch&#233; testimonianza di cultura economica, sociale, civile, del lavoro in Italia. Ragionando come te, oggi della Tour Eiffel non ci sarebbe traccia.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;&egrave; che dire: <em>suggestiva</em>, l&#8217;ipotesi per cui varrebbe la pena di radere al suolo allegramente il nostro patrimonio costruito stratificato con la scusa che un giorno ci&ograve; che lo sostituir&agrave; sar&agrave; a sua volta storicizzato. La qualit&agrave; di un progetto non pu&ograve; essere valutata prescindendo dalla misura in cui si propone di stravolgere il contesto preesistente. In questo senso la Bicocca e l&#8217;opera omnia di Gregotti non si salvano di certo. Come non si salva l&#8217;immondizia che Piano ha realizzato al porto di Genova. Ma il problema non riguarda soltanto loro, quanto la maggioranza della cultura architettonica contemporanea, a partire da quella italiana.<br />Trascuri il semplice fatto che quella fortuna Donald Trump l&#8217;ha fatta a qualche migliaio di chilometri dall&#8217;Italia, in un paese che, guardacaso, ha proprie storie specifiche e diversissime dalle nostre, come da quelle degli altri paesei e citt&agrave; che citi. Il problema &egrave; appunto pensare all&#8217;architettura senza conoscere il passato di una civilt&agrave;, che &egrave; testimoniato dalla materia insostituibile. Il che significa vivere senza memoria. Una prospettiva omologante e massificata appunto tipica del marketing (fondato sull&#8217;immagine e la quantit&agrave;) anzich&eacute; dell&#8217;architettura (fondata sulla materia e la qualit&agrave;).<br />Guarda che io non sono contro il cambiamento: conservazione e progetto del nuovo sono tutt&#8217;altro che incompatibili: l&#8217;importante &egrave; che il nuovo non distrugga e non simuli l&#8217;esistente. Quello della piramide era ovviamente un esempio della non casualit&agrave; del sorgere di un&#8217;architettura in un luogo con la sua gente, i suoi usi, le sue risorse: la sua storia. Precisamente ci&ograve; che il punto di vista di troppi architetti contemporanei trascura.</p>
<p>&gt;&gt; E&#8217; come sostenere&#8230;<br />Non mi sembra. La tua analogia tra Bergamo alta e un grattacielo la dice molto lunga.<br />Altro punto cruciale: la conservazione non riguarda &quot;i monumenti&quot; ma anche il costruito diffuso, vero tessuto connettivo del nostro patrimonio culturale. Dovuto alla sua storia. Altrove nel mondo non ne esiste traccia. Ecco cosa rende l&#8217;Italia unica al mondo, malgrado certe idee disumane in fatto di architettura. E oltre a questo tessuto connettivo c&#8217;&egrave; tutta l&#8217;archeologia industriale, quindi i padiglioni della fiera. Perch&eacute; testimonianza di cultura economica, sociale, civile, del lavoro in Italia. Ragionando come te, oggi della Tour Eiffel non ci sarebbe traccia.<br />
Ciao</p>
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	<item>
		<title>Di: Panka</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10907</link>
		<author>Panka</author>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 23:32:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10907</guid>
		<description>&#160;
A me infelicit&#224; la crea la Bicocca. Il contesto cambia... tutte le citta da me citate sono cresciute, in tempi e luoghi diversi,&#160;da citt&#224; prima orizzontali....&#160; Perch&#232; Milano non deve cambiare? quale &#232; il motivo? per non distruggere il costruito? la memoria storica? perch&#232;? il nuovo sar&#224; una nuova memoria storica.&#160; E nella questione della fiera non siamo di tronte ad un monumento, ad una torre Eiffel, ad un luogo che nella memoria collettiva rappresenta la citt&#224; intera. Non &#232; il duomo, la stazione centrale,&#160; piazza vetra o le colonne, non &#232; la darsena, non &#232; corso di buenos aires, non &#232; porta venezia, non &#232; corso como non &#232; molte altre cose, anzi &#232; meno conosciuta di Baggio o Quarto Oggiaro... semplicemente non &#232; ma fortunamente sar&#224;.
Vedere una &#34;piramide&#34; dalla tangeziale non pu&#242; fare che bene, e magari suscitare un sorriso, un senso d'orgoglio, un senso di appartenenza. Perch&#232; una piramide, una torre, un gruppo di piramidi o un gruppo di torri sono&#160;&#160;segni di designazione forte e se sono visibili dalla tangenziale tanto meglio. Oggi cosa si vede dalla tangenziale, se non una disomogenea piatta mela grigia spiacicata&#160;sulla pianura padana?&#160; se parliamo della bella Milano, era ora, sar&#224; una citta architettonicamente piu varia.&#160;Onestamente spero non sia l'ultimo intervento del genere. Onestamente, spero in futuro, tolgano molti dei vincoli legati alle varie sovraintendenze che soffocano questa citt&#224; patria del design ma non dell'architettura.
Per il fatto che sia triste vivere a 200 metri di altezza, dillo a Donald Trump che ci ha fatto miliardi di dollari... a 200 metri di altezza da Milano puoi scorgere gli appennini e sbalordirti con il Rosa...&#160; con la nebbia sarebbe uno spettacolo assoluto oservarla dall'alto (la citt&#224;). E' come sotenere che a Bergamo&#160;sia triste abitare sulle colline di citt&#224; alta... meglio la nebbiosa bassa.
ciao
&#160;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
A me infelicit&agrave; la crea la Bicocca. Il contesto cambia&#8230; tutte le citta da me citate sono cresciute, in tempi e luoghi diversi,&nbsp;da citt&agrave; prima orizzontali&#8230;.&nbsp; Perch&egrave; Milano non deve cambiare? quale &egrave; il motivo? per non distruggere il costruito? la memoria storica? perch&egrave;? il nuovo sar&agrave; una nuova memoria storica.&nbsp; E nella questione della fiera non siamo di tronte ad un monumento, ad una torre Eiffel, ad un luogo che nella memoria collettiva rappresenta la citt&agrave; intera. Non &egrave; il duomo, la stazione centrale,&nbsp; piazza vetra o le colonne, non &egrave; la darsena, non &egrave; corso di buenos aires, non &egrave; porta venezia, non &egrave; corso como non &egrave; molte altre cose, anzi &egrave; meno conosciuta di Baggio o Quarto Oggiaro&#8230; semplicemente non &egrave; ma fortunamente sar&agrave;.<br />
Vedere una &quot;piramide&quot; dalla tangeziale non pu&ograve; fare che bene, e magari suscitare un sorriso, un senso d&#8217;orgoglio, un senso di appartenenza. Perch&egrave; una piramide, una torre, un gruppo di piramidi o un gruppo di torri sono&nbsp;&nbsp;segni di designazione forte e se sono visibili dalla tangenziale tanto meglio. Oggi cosa si vede dalla tangenziale, se non una disomogenea piatta mela grigia spiacicata&nbsp;sulla pianura padana?&nbsp; se parliamo della bella Milano, era ora, sar&agrave; una citta architettonicamente piu varia.&nbsp;Onestamente spero non sia l&#8217;ultimo intervento del genere. Onestamente, spero in futuro, tolgano molti dei vincoli legati alle varie sovraintendenze che soffocano questa citt&agrave; patria del design ma non dell&#8217;architettura.<br />
Per il fatto che sia triste vivere a 200 metri di altezza, dillo a Donald Trump che ci ha fatto miliardi di dollari&#8230; a 200 metri di altezza da Milano puoi scorgere gli appennini e sbalordirti con il Rosa&#8230;&nbsp; con la nebbia sarebbe uno spettacolo assoluto oservarla dall&#8217;alto (la citt&agrave;). E&#8217; come sotenere che a Bergamo&nbsp;sia triste abitare sulle colline di citt&agrave; alta&#8230; meglio la nebbiosa bassa.<br />
ciao<br />
&nbsp;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Slowfinger</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10654</link>
		<author>Slowfinger</author>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 00:38:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10654</guid>
		<description>L'architettura non &#232; funzionalit&#224;, ma disordine creato dalle sue vicende storiche, in funzione del quale &#232; possibile e anzi fondamentale ridefinire gli ideali o meglio le teorie estetiche (comunque relative alla cultura del tempo). Cosa che avviene peraltro da tempo. Il che &#232; tutto tranne che un buon motivo per demolirla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&#62;&#62; c&#8217;&#232; qualcuno a milano che voglia lavorare in grattacieli dalle dimensioni simili? ma saranno fatti tuoi?&lt;br /&gt;S&#236;: vivo a Milano. E le opere colossali creano infelicit&#224; e disagio non solo per chi ci vive, ma anche per tutti gli altri. Trasferisciti in un appartamento o va' a lavorare a duecento metri dal suolo e poi ne riparliamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&#62;&#62;&#34;avranno pensato cosa significher&#224; passeggiare o guidare al loro contesto?&#34;, perch&#232; Seul Hong Kong New York Londra Tokio Singapore&#8230; continuo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedi tu. Se ti &#232; sfuggito, parliamo di Milano. L'architettura &#232; relativa al contesto in cui sorge. Hai mai pensato che vedere una piramide su una tangenziale anzich&#233; nel deserto pu&#242; fare un effetto diverso? Lo stesso vale per questo progetto, che su una cittadinanza nata e cresciuta tra i grattacieli sarebbe solo l'ennesimo esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dibattito architettonico mi pare che gli spunti non manchino. E basta informarsi per scoprire che sono in ottima compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;architettura non &egrave; funzionalit&agrave;, ma disordine creato dalle sue vicende storiche, in funzione del quale &egrave; possibile e anzi fondamentale ridefinire gli ideali o meglio le teorie estetiche (comunque relative alla cultura del tempo). Cosa che avviene peraltro da tempo. Il che &egrave; tutto tranne che un buon motivo per demolirla.</p>
<p>&gt;&gt; c&rsquo;&egrave; qualcuno a milano che voglia lavorare in grattacieli dalle dimensioni simili? ma saranno fatti tuoi?<br />S&igrave;: vivo a Milano. E le opere colossali creano infelicit&agrave; e disagio non solo per chi ci vive, ma anche per tutti gli altri. Trasferisciti in un appartamento o va&#8217; a lavorare a duecento metri dal suolo e poi ne riparliamo.</p>
<p>&gt;&gt;&quot;avranno pensato cosa significher&agrave; passeggiare o guidare al loro contesto?&quot;, perch&egrave; Seul Hong Kong New York Londra Tokio Singapore&hellip; continuo?</p>
<p>Vedi tu. Se ti &egrave; sfuggito, parliamo di Milano. L&#8217;architettura &egrave; relativa al contesto in cui sorge. Hai mai pensato che vedere una piramide su una tangenziale anzich&eacute; nel deserto pu&ograve; fare un effetto diverso? Lo stesso vale per questo progetto, che su una cittadinanza nata e cresciuta tra i grattacieli sarebbe solo l&#8217;ennesimo esempio.</p>
<p>Come dibattito architettonico mi pare che gli spunti non manchino. E basta informarsi per scoprire che sono in ottima compagnia.</p>
<p></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Panka</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10623</link>
		<author>Panka</author>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 20:55:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10623</guid>
		<description>&#34;l'impatto visivo e&#160; psicologico&#34; wow perch&#232; la fiera oggi da sbrodolarsi per funzionalit&#224; e bellezza&#160;
&#160;&#34;c'&#232; qualcuno a milano che voglia lavorare in grattacieli dalle dimensioni simili?&#34; ma saranno fatti tuoi?
&#34;avranno pensato cosa significher&#224; passeggiare o guidare al loro contesto?&#34;, perch&#232; Seul Hong Kong New York Londra Tokio Singapore... continuo?
&#34;vialbilit&#224; e parcheggi?&#34; perch&#232; la fiera oggi?
Questo &#232; il dibattito architettonico? tutto qua? Ricordate Gregotti ed i sottotetti. Se per voi &#232; un complimento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;l&#8217;impatto visivo e&nbsp; psicologico&quot; wow perch&egrave; la fiera oggi da sbrodolarsi per funzionalit&agrave; e bellezza&nbsp;<br />
&nbsp;&quot;c&#8217;&egrave; qualcuno a milano che voglia lavorare in grattacieli dalle dimensioni simili?&quot; ma saranno fatti tuoi?<br />
&quot;avranno pensato cosa significher&agrave; passeggiare o guidare al loro contesto?&quot;, perch&egrave; Seul Hong Kong New York Londra Tokio Singapore&#8230; continuo?<br />
&quot;vialbilit&agrave; e parcheggi?&quot; perch&egrave; la fiera oggi?<br />
Questo &egrave; il dibattito architettonico? tutto qua? Ricordate Gregotti ed i sottotetti. Se per voi &egrave; un complimento&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: San Pietroburgo, 77 piani di ignoranza at Quid Tum?</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10552</link>
		<author>San Pietroburgo, 77 piani di ignoranza at Quid Tum?</author>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 12:36:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-10552</guid>
		<description>[...] Il progetto per il nuovo grattacielo previsto a San Pietroburgo come sede della Gazprom prevede un edificio di 77 piani alto poco meno di 400 metri. La discussione tra autorit&#224; locali e sostenitori dell&#8217;iniziativa ferve: le posizioni appaiono come sempre inconciliabili tra sostenitori politici dell&#8217;urgenza di uno sviluppo non chiaramente identificato ed autorit&#224; locali, che asseriscono il bisogno di preservare il carattere orizzontale di una tra le pi&#249; incantevoli citt&#224; barocche del mondo. Putin, tra i pi&#249; insigni nativi della citt&#224; dell&#8217;Hermitage, se ne lava le mani gi&#224; fin troppo indaffarate e imbrattate, ma propende come &#232; ovvio per le prime. E&#8217; interessante quanto avvilente notare che, nonostante le dichiarazioni e le etichette spesso inopportunamente quanto frettolosamente assegnate, persino le ragioni addotte da chi rifiuta un edificio come quello proposto risiedano in motivazioni che hanno ben poco a che fare con le istanze della Conservazione architettonica, giacch&#233; appiattite su considerazioni che trascurano del tutto l&#8217;unica permanenza del contesto costruito preesistente che si possa chiedere ad un cantiere previsto sul sito, ovvero quella materiale. Considerazioni imperniate, cio&#232;, sull&#8217;immagine dell&#8217;architettura, sia questa nuova o storica, pretesto in nome del quale si sono da sempre compiute le peggiori devastazioni ai danni del costruito pi&#249; o meno recente, spesso sacrificando patrimoni inestimabili solo perch&#233; non rispondenti al gusto o all&#8217;ideologia di pochi o di molti, e declassandoli ad esempi di arte figurativa cui neanche le cautele del restauro pittorico sono dovute. Anzich&#233;, dunque, sparare facilmente a zero sui promotori di operazioni imprenditoriali comunque deleterie, quale esempio migliore va citato, per questa concezione visibilistica dell&#8217;architettura, dello stesso riferimento addotto dai presunti fanatici della permanenza ad una astratta citt&#224; orizzontale, ridotta ad altrettanto astratta categoria dello spirito priva di una consistenza fisica segnata dall&#8217;uomo con cui fare i conti caso per caso con scrupolo da vecchio medico condotto, anzich&#233; essere vista come materia stratificata da tutelare nella sua autenticit&#224;, problematica perch&#233; invano riconducibile ai modelli mentali degeneri del &#34;Restauro&#34; pi&#249; o meno ufficiale ed istituzionale? Questo &#232; il vero passatismo da cui guardarsi quanto dagli eccessi architettonici, e da evitare perch&#233; spesso altrettanto distruttivo che le operazioni speculative, ma spesso ancora pi&#249; subdolamente ostile ai valori culturali della citt&#224; ricca dei segni del passato. E ancora: &#34;La nuova torre non sar&#224; visibile dalla piazza Dvortsovaya&#34;, dice Sergei Kupriyanov per conto di Gazprom, insistendo che il sito si trova all&#8217;esterno del centro storico di San Pietroburgo. Il che equivale a considerarlo un&#8217;entit&#224; amministrativa imbalsamata, immaginando il rimanente tessuto urbano come terreno di frontiera del tutto sacrificabile alle scelte politiche pi&#249; ciecamente indifferenti alla complessit&#224; storica di una citt&#224; come San Pietroburgo. E ancora, si spiega: &#34;La citt&#224; non deve trasformarsi in un museo. La citt&#224; deve svilupparsi&#34;. Non sorprendentemente, l&#8217;informazione per cui &#34;The site is one of the oldest in the city. It was a Swedish fortress before Peter the Great established St. Petersburg.&#34; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il progetto per il nuovo grattacielo previsto a San Pietroburgo come sede della Gazprom prevede un edificio di 77 piani alto poco meno di 400 metri. La discussione tra autorit&agrave; locali e sostenitori dell&#8217;iniziativa ferve: le posizioni appaiono come sempre inconciliabili tra sostenitori politici dell&#8217;urgenza di uno sviluppo non chiaramente identificato ed autorit&agrave; locali, che asseriscono il bisogno di preservare il carattere orizzontale di una tra le pi&ugrave; incantevoli citt&agrave; barocche del mondo. Putin, tra i pi&ugrave; insigni nativi della citt&agrave; dell&#8217;Hermitage, se ne lava le mani gi&agrave; fin troppo indaffarate e imbrattate, ma propende come &egrave; ovvio per le prime. E&#8217; interessante quanto avvilente notare che, nonostante le dichiarazioni e le etichette spesso inopportunamente quanto frettolosamente assegnate, persino le ragioni addotte da chi rifiuta un edificio come quello proposto risiedano in motivazioni che hanno ben poco a che fare con le istanze della Conservazione architettonica, giacch&eacute; appiattite su considerazioni che trascurano del tutto l&#8217;unica permanenza del contesto costruito preesistente che si possa chiedere ad un cantiere previsto sul sito, ovvero quella materiale. Considerazioni imperniate, cio&egrave;, sull&#8217;immagine dell&#8217;architettura, sia questa nuova o storica, pretesto in nome del quale si sono da sempre compiute le peggiori devastazioni ai danni del costruito pi&ugrave; o meno recente, spesso sacrificando patrimoni inestimabili solo perch&eacute; non rispondenti al gusto o all&#8217;ideologia di pochi o di molti, e declassandoli ad esempi di arte figurativa cui neanche le cautele del restauro pittorico sono dovute. Anzich&eacute;, dunque, sparare facilmente a zero sui promotori di operazioni imprenditoriali comunque deleterie, quale esempio migliore va citato, per questa concezione visibilistica dell&#8217;architettura, dello stesso riferimento addotto dai presunti fanatici della permanenza ad una astratta citt&agrave; orizzontale, ridotta ad altrettanto astratta categoria dello spirito priva di una consistenza fisica segnata dall&#8217;uomo con cui fare i conti caso per caso con scrupolo da vecchio medico condotto, anzich&eacute; essere vista come materia stratificata da tutelare nella sua autenticit&agrave;, problematica perch&eacute; invano riconducibile ai modelli mentali degeneri del &quot;Restauro&quot; pi&ugrave; o meno ufficiale ed istituzionale? Questo &egrave; il vero passatismo da cui guardarsi quanto dagli eccessi architettonici, e da evitare perch&eacute; spesso altrettanto distruttivo che le operazioni speculative, ma spesso ancora pi&ugrave; subdolamente ostile ai valori culturali della citt&agrave; ricca dei segni del passato. E ancora: &quot;La nuova torre non sar&agrave; visibile dalla piazza Dvortsovaya&quot;, dice Sergei Kupriyanov per conto di Gazprom, insistendo che il sito si trova all&#8217;esterno del centro storico di San Pietroburgo. Il che equivale a considerarlo un&#8217;entit&agrave; amministrativa imbalsamata, immaginando il rimanente tessuto urbano come terreno di frontiera del tutto sacrificabile alle scelte politiche pi&ugrave; ciecamente indifferenti alla complessit&agrave; storica di una citt&agrave; come San Pietroburgo. E ancora, si spiega: &quot;La citt&agrave; non deve trasformarsi in un museo. La citt&agrave; deve svilupparsi&quot;. Non sorprendentemente, l&#8217;informazione per cui &quot;The site is one of the oldest in the city. It was a Swedish fortress before Peter the Great established St. Petersburg.&quot; [&#8230;]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Slowfinger</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2586</link>
		<author>Slowfinger</author>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 23:56:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2586</guid>
		<description>Immagino che realizzeranno enormi parcheggi sotterranei. Quello che invece infastidisce me, oltre alla cancellazione disinvolta della vecchia fiera, a parte al massimo un padiglione, &#232; l'impatto visivo e psicologico di edifici simili. C'&#232; qualcuno che a Milano ha davvero voglia di abitare o lavorare in grattacieli di quelle dimensioni? E avranno pensato a cosa significher&#224; passeggiare o guidare al loro cospetto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che realizzeranno enormi parcheggi sotterranei. Quello che invece infastidisce me, oltre alla cancellazione disinvolta della vecchia fiera, a parte al massimo un padiglione, &egrave; l&#8217;impatto visivo e psicologico di edifici simili. C&#8217;&egrave; qualcuno che a Milano ha davvero voglia di abitare o lavorare in grattacieli di quelle dimensioni? E avranno pensato a cosa significher&agrave; passeggiare o guidare al loro cospetto?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2578</link>
		<author>Sergio</author>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 21:06:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2578</guid>
		<description>Quello che mi preoccupa di pi&#249; di un simile progetto faraonico &#232;: ma hanno pensato alla viabilit&#224; e ai parcheggi?Due torri del genere dovrebbero ospitare un bel numero di pendolari: non so se avete presente com'&#232; andare al lavoro a Milano oggi (io vado con i mezzi pubblici, ma anche in macchina sembra un bel delirio)Mha...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi preoccupa di pi&ugrave; di un simile progetto faraonico &egrave;: ma hanno pensato alla viabilit&agrave; e ai parcheggi?Due torri del genere dovrebbero ospitare un bel numero di pendolari: non so se avete presente com&#8217;&egrave; andare al lavoro a Milano oggi (io vado con i mezzi pubblici, ma anche in macchina sembra un bel delirio)Mha&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Slowfinger</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2568</link>
		<author>Slowfinger</author>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 17:01:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.quidtum.it/blog/2006/12/18/e-lo-chiamano-disassemblaggio/#comment-2568</guid>
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