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	<title>Commenti a: La cultura di Ru-Telly</title>
	<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/11/22/la-cultura-di-ru-telly/</link>
	<description>Il blog di Slowfinger</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:47:26 +0000</pubDate>
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		<title>Di: La cultura di Ru-telly: Grandi Restauri S.p.A. at Quid Tum?</title>
		<link>http://www.quidtum.it/blog/2006/11/22/la-cultura-di-ru-telly/#comment-2052</link>
		<author>La cultura di Ru-telly: Grandi Restauri S.p.A. at Quid Tum?</author>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2006 19:52:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Ogni cantiere di &#34;restauro&#34; pone un problema di approccio progettuale che presenta un&#8217;inevitabile soglia critica, ovvero introduce la necessit&#224; di una scelta. Tra queste, quella di valorizzare l&#8217;esistenza di un tesoro storico artistico di pi&#249; immediati percezione e gradimento rappresenta sicuramente la pi&#249; facile, oltre che quella di maggiore appeal politico-propagandistico e di immagine mediatica. A chi preferisce assumere il ruolo neoromantico di inquieto ma benevolo Principe della Cultura alle prese con i travagli del multiforme, vasto e sconosciuto patrimonio culturale ai fini di un recupero dominato dall&#8217;estetica della valorizzazione delle emergenze storico-artistiche e monumentali di interesse prettamente turistico-alberghiero, poco importer&#224; che tale scelta comporti la distruzione di materia comunque segnata dal tempo e quindi dalla cultura umana. Anche perch&#233; nessuno, in quel cantiere, si &#232; probabilmente disturbato a darle uno sguardo, forse perch&#233; non supportato dalle figure professionali che possedessero quantomeno i rudimenti per una sua valutazione storica e scientifico-tecnica anche approssimativa. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Ogni cantiere di &quot;restauro&quot; pone un problema di approccio progettuale che presenta un&#8217;inevitabile soglia critica, ovvero introduce la necessit&agrave; di una scelta. Tra queste, quella di valorizzare l&#8217;esistenza di un tesoro storico artistico di pi&ugrave; immediati percezione e gradimento rappresenta sicuramente la pi&ugrave; facile, oltre che quella di maggiore appeal politico-propagandistico e di immagine mediatica. A chi preferisce assumere il ruolo neoromantico di inquieto ma benevolo Principe della Cultura alle prese con i travagli del multiforme, vasto e sconosciuto patrimonio culturale ai fini di un recupero dominato dall&#8217;estetica della valorizzazione delle emergenze storico-artistiche e monumentali di interesse prettamente turistico-alberghiero, poco importer&agrave; che tale scelta comporti la distruzione di materia comunque segnata dal tempo e quindi dalla cultura umana. Anche perch&eacute; nessuno, in quel cantiere, si &egrave; probabilmente disturbato a darle uno sguardo, forse perch&eacute; non supportato dalle figure professionali che possedessero quantomeno i rudimenti per una sua valutazione storica e scientifico-tecnica anche approssimativa. [&#8230;]</p>
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