Durante ogni tour mondiale, le date dedicate al pubblico dell’estremo Oriente, e giapponese in particolare, hanno sempre assunto per EC un significato particolare. Ciò è dovuto sia al calore che da quelle parti gli è sempre stato tributato - calore che ha tra l’altro prodotto uno sviluppo a sé stante del mercato discografico locale, sempre pronto a sfornare straordinarie ‘chicche’ difficilmente accessibili agli appassionati occidentali - sia ad una predilezione personale del musicista per la cultura e il popolo del Sol Levante, che lo ha portato a sviluppare con i fan di quel paese un rapporto quasi privilegiato. Sono purtroppo lontani i tempi dell’amicizia con Gianni Versace prima e Giorgio Armani poi, in cui, a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, Clapton non si sarebbe perso un evento mondano milanese per nulla al mondo… Eric ha comunque da sempre dichiarato il proprio apprezzamento per l’attenzione e il rispetto dimostrati dal pubblico giapponese durante i suoi concerti, aspetto che lo ha portato a registrare alcuni live memorabili (come il doppio Just One Night del 1980) negli impianti avveniristici e nei teatri di quel paese, dando vita a performance dagli standard particolarmente elevati. Ammesso, beninteso, che per Clapton sia possibile parlare di standard e sfumature qualitative…
Del Giappone hanno da sempre suscitato la sua curiosità anche le novità tecnologiche, la cucina e lo scenario della moda underground, passioni che lo hanno condotto a stringere amicizia e alleanze con designer e stilisti locali e a promuovere il lavoro di giovani artisti più o meno emergenti, tra i quali Hiroshi Fujiwara (incluso tra i 100 artisti pop più influenti da HMV Giappone). Quando la sezione giapponese del tour ha appena preso avvio, con il debutto di ieri sera (insomma, la sera dell’11 novembre) aIla Jo Hall di Osaka, tutto questo emerge abbastanza chiaramente dal secondo degli spezzoni YouTube qui sotto, che si riferisce a una trascurabilissima trasmissione del palinsesto nipponico da cui traspare però chiaramente tutto l’affetto del pubblico con gli occhi a mandorla per il grande Erikkokrèp Ton (N.B.: per chi mastica l’inglese, è severamente vietata ogni sia pur blanda assonanza). Il primo spezzone riguarda invece la versione live del classico Motherless Children tratta dalla serata dello scorso 30 settembre allo storico Madison Square Garden di New York. Il pezzo fa parte dell’album 461 Ocean Boulevard, uscito nel 1974, e offre una sintesi delle straordinarie abilità non solo chitarristiche claptoniane. Enjoy!!
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