Il no del Papa alla schiavitù di una libertà senza etica

E’ stato decisamente una soddisfazione ritrovare nel discorso tenuto oggi dal Papa al Convegno ecclesiale nazionale di Verona la riflessione sul rifiuto dell’atteggiamento scientista tipico di un materialismo scientifico di chiara matrice marxista, su cui avevo avuto occasione di soffermarmi prendendo spunto dall’attualità. Rifiuto che non esclude il rispetto dell’autonomia del pensiero scientifico, ma lo arricchisce di una prospettiva ricca di senso, che pone il bene dell’uomo al centro della ricerca e lo antepone alle speculazioni più sordide.

L’Italia di oggi si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una tale testimonianza. Profondamente bisognoso, perché partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare. (…)
È inoltre sentita con crescente chiarezza l’insufficienza di una razionalità chiusa in se stessa e di un’etica troppo individualista: in concreto, si avverte la gravità del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà. (…)
Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell’intrinseca unità che le tiene insieme.

L’intervento è stato caratterizzato anche da un tono decisamente conciliante che ha sviluppato in chiave cristiana il tema della libertà sottraendolo alle esasperazioni individualistiche presenti nel filone politico scaturito dalla tradizione di pensiero filosofico liberale e libertaria centrata sugli ideali razionalisti e illuministi. In entrambe le declinazioni estreme, risulta cioè chiaro che la libertà, svuotata di contenuti morali, diventa la peggior forma di schiavitù.

Un’educazione vera ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libertà, ma in realtà sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita, in particolare per far maturare l’amore in tutta la sua bellezza: quindi per dare consistenza e significato alla stessa libertà.

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2 commenti a “Il no del Papa alla schiavitù di una libertà senza etica”


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