Il difficile ritorno del lupo grigio

Il richiamo della foresta, in Svezia e in Norvegia, può essere ancora sentito mentre riecheggia l’annuncio del ritorno del lupo grigio. Il lupo era stato portato all’estinzione durante il secolo scorso, e il suo ritorno a partire dagli anni ‘80 ha tutti gli elementi per una storia a lieto fine di conservazione della specie. Ma la presenza crescente del lupo in Scandinavia ha polarizzato le posizioni della popolazione locale e messo in forse, nel lungo periodo, il futuro del mammifero nella regione. Molte comunità rurali ne hanno fortemente ostacolato la conservazione, spiegando che i predatori selvatici uccidono i loro animali da allevamento e i cani da caccia. In Norvegia, dove massiccia è la popolazione rurale, l’opinione pubblica si è tendenzialmente schierata contro il lupo, e anche in Svezia il carnivoro sembra perdere sostenitori. Si sta assistendo all’uccisione illegale di un numero crescente di lupi grigi, dicono i ricercatori. Allo stesso tempo la popolazione è stata isolata e, come conseguenza, indebolita dalla riproduzione tra individui geneticamente affini.

Si pensava che in Svezia il lupo grigio si fosse estinto intorno agli anni Sessanta in seguito a secoli di persecuzioni. Ma inaspettatamente, negli anni Ottanta, si scoprì nella regione centro-meridionale del paese un singolo branco con individui in grado di riprodursi. Alcuni studi del 2002 suggeriscono che il branco vi era arrivato naturalmente, provenendo dalla regione del confine russo-finlandese, situata a più di 1.000 chilometri di distanza. A partire dagli ani Sessanta, in Svezia, e dagli anni Settanta in Norvegia, il lupo era stato posto sotto un regime di tutela governativa che rendeva illegale sparare agli esemplari allo stato selvatico. E i più recenti rilievi dei ricercatori svedesi e norvegesi dello Skandulv (Progetto di ricerca sul lupo scandinavo) indicano che la popolazione dei lupi sta attualmente crescendo ad un tasso di circa il 20% all’anno. Le ultime stime suggeriscono che sopravvivono allo stato selvatico circa 125 lupi grigi in Svezia e 25 in Norvegia, con la roccaforte della popolazione rappresentata dalla densamente boschiva regione centromeridionale della penisola scandinava.

Ma mentre la popolazione dei lupi cresce, gli animali si stanno avvicinando sempre di più ai territori abitati dall’uomo, e anche i conflitti aumentano. L’anno scorso un allevatore di pecore di Dalsland, nella Svezia centrale, è stato condannato a 6 mesi di carcere per aver sparato illegalmente a un lupo che secondo le sue dichiarazioni aveva recentemente attaccato il suo gregge. La condanna fu seguita da una campagna, poi rivelatasi vincente, portata avanti dalla lobby degli allevatori e dei cacciatori e finalizzata a consentire agli allevatori di uccidere i lupi quando ponessero una minaccia immediata ad animali da allevamento custoditi in zone recintate. "Prima, si doveva letteralmente aspettare fino a che il lupo avesse messo i denti sull’animale", dice Liberg.

In questo mese, i media svedesi hanno informato che alcuni attivisti delle zone rurali stanno portando avanti una petizione perché il parlamento allenti ulteriormente le misure protettive nei confronti del lupo. La loro proposta consentirebbe di sparare anche agli individui che attaccano i cani da caccia o il bestiame all’esterno delle aree recintate. I governi pongono gà alcuni limiti al numero degli individui o dei branchi in grado di riprodursi che possono vivere entro i loro confini. La Norvegia, che ha circa due milioni di pecore al pascolo libero, accetta soltanto tre branchi in grado di riprodursi. Il governo locale ha fissato una "zona-lupo" presso il confine con la Svezia, all’esterno della quale è lecito sparare.

La Svezia ha un obiettivo demografico preliminare di 200 esemplari. Liberg, coordinatore dello Skandulv, è scettico sulla possibilità che la cifra possa aumentare. "Se me lo aveste chiesto cinque ani fa, avrei certamente risposto di sì", ha aggiunto il ricercatore. "Adesso non ne sono più così scuro, perché la questione-lupo è diventata politicamente più calda". Se la popolazione svedese dei lupi continuerà a crescere al ritmo attuale, dice, questo significherà probabilmente autorizzare gli abbattimenti selettivi. Secondo un nuovo studio dello Skandulv ancora inedito, il numero delle vittime registrate tra i lupi contrassegnati per essere seguiti attraverso controllo radio (radio-tagging) suggerisce che fino al 20% della popolazione scandinava è uccisa ogni anno illegalmente. "Rappresenta una cifra compresa tra i 25 e i 30 esemplari", aggiunge Liberg. "E’ un perdita molto pesante per la popolazione".

I ricercatori sono preoccupati anche per la salute di una popolazione fondata su soltanto pochi individui. Simili branchi hanno una scarsa varietà genetica e sono vulnerabili alla riproduzione interna. Ne risulta, secondo lo Skandulv, una riduzione nell’ampiezza delle cucciolate. E si sta impedendo a nuovi lupi migratori di venire in soccorso da nord, dice Liberg. "Il terzo settentrionale della Svezia (parte della Lapponia) è territorio di allevamento delle renne, e i pastori Saami dicono di non poter assolutamente tollerare i lupi", spiega. La proposta di importare nuovo sangue dalla Finlandia o dalla Russia è vista con scetticismo, aggiunge Liberg.

"I politici non vi sono preparati", dice. "Nel lungo periodo, ci servono altri lupi, e prima o poi l’ampiezza delle cucciolate sarà così modesta da non riuscire a compensare la mortalità". Nationalgeographic.com

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2 commenti a “Il difficile ritorno del lupo grigio”


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