(…) Ma la tesi contraria dell’"intelligenza decrescente" è anche sostenuta da forti prove. La prima è nel mio argomento dell’homo videns che soppianta l’homo sapiens sapiens confinandolo al piccolo mondo delle cose visibili, rendendolo incapace di astrazione, e anche ormai di capacità di concentrazione. (I nostri ragazzi non sanno stare attenti per più di 15 minuti e sfuggono al loro tedium vitae con un incessante divagare e svagarsi) (…).
(Giovanni Sartori, "L’intelligenza decrescente", "Corriere" di oggi)
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