Liberamente

Ringrazio Liberoblog per aver ripreso un mio articolo. Quanto alla Turco penso resti poco da dire (o forse no). Riprenderei invece da quella discussione lo sdegno per il concetto stesso di "quote rosa", che considero forma di discriminazione della donna storicamente tra le peggiori e sicuramente la più efficace per chi vorrebbe vederla ridotta a poco più che un ammasso cellulare informe di natura animale o vegetale destinato a precoce estinzione. Il maschilismo italico è un dato culturale e come tale va affrontato, anziché ricorrere a squallidi mezzi di marketing elettoralistico.

La cosa più avvilente è il vasto successo sempre riscosso in Parlamento da qualunque campagna volta a rilanciare la squallida misura protezionistica, a prescindere dagli schieramenti e dal genere degli "onorevoli" interessati. E a scapito della difesa del valore dell’individuo, unico criterio degno di attenzione per un eventuale giudizio personale, tanto più decisivo nella dimensione politica che investe i destini di tutti. Il che è sempre stato indice per le deputate e senatrici coinvolte di miopia, ignoranza, opportunismo o malafede politici a seconda delle circostanze, e per i colleghi uomini di scarsa personalità associata a facile demagogia e conformismo. Atteggiamenti convergenti nella presunzione di poter attribuire al cittadino medio italiano un livello di sviluppo non dico intellettivo ma neurologico pari a quello dell’entità organica di cui sopra, e di riconoscere alla popolazione femminile nazionale un desiderio di partecipazione politica esistente solo nei desideri delle femministe più frustrate. E tutto questo mentre si profila minacciosa la possibiità di assistere a qualcosa di simile sul piano dell’abbassamento dell’età dei deputati o di altri bizantinismi analoghi.

Tutti progetti ingenui che presuppongono l’idea di poter ridurre le complesse dinamiche storico-sociali proprie di una nazione, tra cui la longevità di una "giovinezza" che di fatto ci caratterizza, nel bene e nel male, fino a quarant’anni soprattutto per la storia che abbiamo alle spalle, ad un protocollo eurocentrico prêt-à-porter e sinistrorso che appiattisce acriticamente le differenze culturali locali, salvo poi invocare con arroganza il rispetto peraltro legittimo di altre ben più massicce, ma solo fintantoché non riguardino da vicino chi se ne fa paladino per lo più ipocrita. Un "nuovo corso progressista" neanche originale ma di discutibile matrice zapateriana, indifferente al rispetto delle identità in termini di autenticità e imposto dall’alto, da plasmare in salsa nostrana opportunisticamente secondo le circostanze, a colpi di disegni legislativi da imporre con maggioranza risicata o, peggio, di richieste di fiducia a seconda del piede con cui ci si alza la mattina, in barba allo stato reale e alle sue istanze democratiche.

Mi meraviglio davvero che nessuno tra i tanti nostri (un parolone) dotati (idem) politici abbia il coraggio di fare proprie queste esigenze da qualche parte dell’arco parlamentare, anziché sperticarsi in minuetti salottieri da strapazzo.

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1 commento a “Liberamente”


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