Postamatic, o del copincolla equo e solidale

Tipi da rete. I porta a porta del blogging copincolla, che parlano di se stessi in terza persona in preda a delirio da onnipotenza ormai irreversibile, attirando l’ignaro visitatore nella tela per poi vantare di essere arrivati uno, come i ciclisti negli anni Cinquanta. Le eminenze sempre più grigie della satira a senso unico allergiche al dialogo e inclini al pacifismo più demagogico o alla tappezzeria ginecologica, perché fanno bestiame. I professionisti dell’informazione alternativa che speculano sulle vittime della barbarie umana per allestire tendoni da circo pubblicistico equo&solidale, usando la rete come fonte di forza lavoro. Gratis. I comici col kit dell’aspirante giornalista magari incapaci di mettere insieme una sintassi da terza elementare, che abboccano alle bufale vecchie di anni nonostante una "redazione".

La cosa più triste è una tendenza diffusa al blogging inteso come marketing per una comunicazione usa-e-getta, in cui si è nella misura in cui si blandisce il prossimo in un valzer di salamelecchi più o meno intenzionali ma sempre finalizzati alla "promozione" reciproca, sinistro paradosso di troppa Italia che fa la rossa senza arrossire. La cosa più nauseante, che la stessa tendenza denoti una progressiva sclerotizzazione non solo degli individui ma, più grave, dei rapporti umani. Secondo la quale la differenza è un valore solo se non se ne viene sfiorati, e soprattutto se non riguarda le opinioni altrui. Secondo la quale divergenza di idee equivale ad attacco personale, morso alla giugulare anziché cuore prezioso del dialogo e del rispetto reciproco, in base a una tradizione culturale che tutti i popoli del mondo, laddove la conoscano, invidiano all’Occidente da millenni. Lo stesso Occidente prima pagano e poi cristiano che da certe parti non si perde occasione per mistificare e rinnegare, salvo facili pentimenti selettivi e opportunistici.

A volte l’ignoranza è uno schermo dalla complessità delle cose e come tale un diritto, ma se riduce la civiltà a politica dell’audience imposta alle sensibilità individuali diventa abuso inaccettabile perché porta a un impoverimento per tutti. Sarebbe bene che l’onda lunga del blogging long tail in espansione, come uno tsunami benevolo di idee condivise ma sempre personali che accerchiano le isole dei famosi virtuali per travolgerle inesorabilmente, lo capisse in tempo, perché questo mezzo prezioso resti davvero libero da tentazioni oligarchistiche e massificanti. Magari coltivate all’ombra di un solidarismo svuotato di autenticità e, quando va bene, rivestito da sgangherate e polverose incrostazioni retoriche da pane e mortadella. Sarebbe bello capire che, nella blogosfera come nella vita, si è meno isolati tra pari apparentemente distanti senza urgenza di conferme, che da squallidi narcisi usati e soli. Almeno, così, si può essere se stessi fino in fondo. Quid tum?

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2 commenti a “Postamatic, o del copincolla equo e solidale”


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