Lo Stato della blogosfera

Il Pew Internet and American Life Project ha reso noti i risultati di un approfondito sondaggio condotto negli Stati Uniti a livello nazionale sulle abitudini dei blogger locali. Ne è emerso un quadro approfondito e aggiornato della blogosfera pur se limitatamente alla situazione d’oltreoceano, con nuovi scrittori meno dediti alla vocazione giornalistico-sociale delle origini della galassia blog a stelle e strisce e sempre più propensi al racconto di esperienze personali e di vita quotidiana, che il mezzo permetterebbe di descrivere non più tanto per informare, quanto per comunicare.

Un aspetto, questo, relativamente inedito in quel paese, e che probabilmente ne avvicina i blogger a quelli del nostro, in cui minore è il livello medio delle conoscenze tecnico-informatiche tra gli utenti del web soprattutto nella generazione più giovane (ma spesso anche tra gli over 30) e probabilmente, pur in una situazione complessiva di grande fluidità e innovazione continua, proporzionalmente più diffuso il modello del servizio più o meno gratuito di "blogging chiavi in mano" offerto dalle piattaforme nostrane e internazionali, con lo spazio concesso a potenziali autori non necessariamente esperti di codici e linguaggi di programmazione.

E quindi anche per questo, oltre che per più ampi fattori di ordine culturale, tendenzialmente più propensi a seguire un orientamento più emotivo-introspettivo nel gestire il proprio spazio dinamico sul web.

Il sondaggio evidenzia anche la sostanziale limitatezza della cerchia di frequentatori abituali di questa categoria di siti personali in crescita, che spesso può presumibilmente rappresentare un sostituto della posta elettronica o dell’instant messaging coinvolgendo pochi visitatori abituali ma mai incontrati oltre ai familiari e agli amici più stretti, magari sparsi nel territorio nazionale. Aspetto che pare rappresentare per gli USA una discreta novità insieme alla crescente tendenza all’anonimato dei blogger, tenuto conto anche del successo riscosso negli ultimi anni dagli strumenti di social networking con le occasioni di interconnessione ed incontro virtuale che questi offrono, determinando anche per il contesto americano una svolta per così dire più intimistica, meno sociale e più socievole dello strumento blog. Ne emergerebbe quindi la conferma di un modello descrittivo long tail della blogosfera che vede una crescita esponenziale del numero di blog "anonimi" o comunque poco popolari, a scapito dell’A-list dei soliti e relativamente pochi siti illustri delle blogstar di ambito giornalistico, informatico o politico.

Dunque sempre meno media, politica e tecnologia e più spazio alle emozioni. Secondo il sondaggio, la popolazione statunitense dedita al blogging sarebbe arrivata a circa 12 milioni di adulti, che rappresentano l’8% circa della popolazione adulta nazionale che frequenta il Worlwide Web. Sempre limitatamente agli Stati Uniti, il numero dei lettori di blog è balzato a 57 milioni di adulti, ovvero il 39% ella popolazione on line.

Alcuni altri dati numerici significativi del rapporto finale:

  • il 54% dei blogger dichiara di non aver mai pubblicato i propri articoli o contenuti multimediali in alcun altro modo, il 44% di averlo già fatto altrove
  • il 54% dei blogger ha meno di 30 anni
  • la blogosfera è ripartita in maniera sostanzialmente equa tra i due sessi, con un 46% di donne e un 54% di uomini
  • per il 76% dei titolari, il motivo per cui si ha un blog è quello di documentare le proprie esperienze personali e condividerle con altri
  • per il 64%, il motivo è condividere conoscenze e capacità pratiche con altri
  • alla domanda riguardante la scelta dell’argomento principale del sito, il 37% dei blogger ha risposto "la mia vita e le mie esperienze"
  • altri argomenti scelti sono statisticamente ben distanziati: politica e governo per l’11%; intrattenimento per il 7%; sport per il 6%; news e attualità, così come il mondo degli affari e delle imprese, per il 5%; tecnologia per il 4%; religione, spiritualità o fede per il 2%, oltre a percentuali minori dedite a hobby specifici, salute e malattie o altri argomenti.

Il rapporto tratteggia i bloggers USA come avidi consumatori e creatori di contenuti on line, così come utenti massicci di internet in generale. Il 44% di loro ha utilizzato risorse reperite in rete (canzoni, testi o immagini) per rielaborarle attraverso proprie creazioni artistiche, comportamento che riguarda solo il 18% di tutti gli utenti del web. Ben il 77% (il 26% degli utenti internet USA) dei blogger americani ha condiviso sul web le proprie creazioni, come grafica, foto, storie o video.

I blog sono individuali tanto quanto i loro proprietari, ma questo sondaggio dimostra che per la maggior parte sono interessati principalmente a espressioni creative e personali.

E ancora: "Il blog facilita il resoconto delle esperienze personali, la condivisione dlle conoscenze pratiche o il semplice contatto con gli amici e la famiglia".
Altri dati:

  • l’87% dei blogger americani permette ai visitatori di commentare
  • il 72% pubblica le proprie foto
  • il 55% usa uno pseudonimo o nickname
  • il 41% ha un blogroll o lista di amici sul proprio blog
  • l’8% trae un guadagno dal blog

Il PDF del rapporto sulla ricerca (in inglese).
L’articolo del New York Times.
L’articolo del Washington Post.
L’articolo di Slate.com.

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