Mezzo punto di PIL, poco meno di 7 miliardi di euro. Questa l’entità della manovra di correzione dei conti pubblici
prevista dal Ministro dell’economia Padoa-Schioppa alla vigilia della presentazione del prossimo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. Cassata dalle parti sociali la vaga possibilità di intaccare il sistema previdenziale e blindata da Confindustria quella di intaccare gli incentivi alle imprese, TPS ha dichiarato che "la manovrina, che sarà di mezzo punto, non conterrà né tagli agli enti locali, né alle pensioni, né al Pubblico impiego e né alla sanità". Traduzione: più tasse sulle persone fisiche, come nella migliore e più oscurantista tradizione comunista e statalista. Quella del c’è-sempre-qualcun-altro più-ricco-ma-intanto-noi-stiamo-dalla-parte-del-popolo. Quella degli slogan bovini antirifomisti urlati o disegnati senza un briciolo di approfondimento. Quella che ha in Adriano Sofri, Daniele Luttazzi e Dario Fo i suoi ideologi di riferimento. Quella che parla di rispetto delle differenze ma poi dice che siamo tutti uguali. Quella che ride del "pastore tedesco" e poi inorridisce alla vista di una maglietta. Eccetera, eccetera.
Update: "allagare la base imponibile senza toccare le aliquote" "allargare la base imponibile senza toccare le aliquote" - come battuta non è niente male.
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1 commento a “La “manovrina” di TPS”