Right now, the power of music sits with Simon Cowell and Coldplay and U2, who are really people who just attend awards shows. (…) From just listening I can’t tell the difference between Coldplay and U2. –> [ undercover.com.au ]
(Eric Clapton)
Ovvero: la qualità di un musicista si misura dalla sua capacità di esibirsi dal vivo, mettendosi in gioco il più possibile. Tra parentesi, gli "artisti" del pop-rock nostrano fanno anche di peggio, anche se fortunatamente meno che in passato. Per esempio, partecipare a show tv nazionali trasmessi in prima serata per "cantare" o, peggio, suonare, in playback. Anglicismo peraltro curioso che non corrisponde all’originale, e giustamente irridente, lip synching. Uno stadio fortunatamente già da una ventina d’anni superato sulla scena televisivo-musicale anglosassone (ebbene sì, persino E.C. vi incorse negli anni Ottanta, decennio in cui però musicalmente si fecero forse le peggiori porcherie su scala globale), che tuttavia continua a non farsi mancare curiosi paladini di tutto. Tranne della musica.
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2 commenti a “C.V.D.”